Il settore del florovivaismo varesino si trova in un momento decisivo, tra le grandi trasformazioni normative del comparto, le sfide legate all’aumento dei costi di produzione e l’urgenza di una svolta tecnologica. Confagricoltura Varese propone una riflessione a tutto tondo sullo stato del comparto, affidando il racconto delle reali esigenze del territorio alla testimonianza di Alessandro Azzoni, consigliere di Confagricoltura Varese e titolare della Floricoltura Azzoni di Sumirago, storica realtà produttiva locale.
Il comparto sta vivendo una fase di riassestamento in cui l'entusiasmo per il verde si scontra con una crescente pressione sui costi. Le spese per il riscaldamento delle serre a gas e gasolio incidono pesantemente sulle coltivazioni stagionali a ciclo lungo, come, ad esempio, quelle delle Stelle di Natale, coltivate da giugno a dicembre.
«Dietro ad una pianta come questa, e come tante altre, ci sono mesi di coltivazione e cura che comportano molti costi e ore di lavoro da parte degli operatori – evidenzia Azzoni. Purtroppo non sempre si riesce a far capire all'utente finale il lavoro che viene svolto ed è difficile ricaricare questi costi sul prezzo finale della pianta». A questo scenario si sommano la burocrazia opprimente e i cambiamenti climatici, che impongono sia di convertire alcune specie vegetali sia di affrontare costi ingenti per proteggere le colture: «Le coperture antinsetto e le reti antigrandine stanno diventando sempre più necessarie, perché con i temporali e le bombe d'acqua attuali chi non ha coperture rischia di perdere l'intera stagione».
In questo contesto, l'approvazione della nuova legge quadro sul vivaismo e sul florovivaismo rappresenta un fondamentale punto di svolta. Frutto di un lungo lavoro portato avanti dalle associazioni di categoria, la normativa elimina l'incertezza giuridica che penalizzava sia i Garden Center sia i manutentori del verde. «Questa legge era attesa da anni e fa finalmente molta chiarezza – spiega Azzoni – eliminando tante zone grigie. Chiunque tratti o curi il verde, che stia allestendo un'aiuola in centro città o facendo potature, è a tutti gli effetti un operatore agricolo. Sollevare le aziende dal dubbio di poter esercitare la professione in piena legalità è stata una nota positiva per tutto il comparto».
Per quanto riguarda la produzione locale nella provincia di Varese, il mercato si è trasformato radicalmente. «Siamo rimasti in pochi a coltivare su certe dimensioni – sottolinea il titolare della floricoltura sumiraghese – e il settore è cambiato: da vivai in piena terra si è passati quasi interamente alla vasetteria». Per sostenere le realtà produttive rimaste e garantire continuità aziendale, la chiave risiede nell'innovazione e nell'attrattività per le nuove generazioni. «Il nostro mondo sta invecchiando ed è fondamentale renderlo più stimolante e meno faticoso per i giovani inserendo tecnologie avanzate, come invasatrici automatiche, seminatrici e irrigazione da remoto. Mettere un ragazzo a comandare un macchinario moderno rende la professione decisamente più allettante».
Sulle prospettive future e sulle azioni da intraprendere a tutela delle imprese varesine sottolinea il presidente di Confagricoltura Varese, Giacomo Brusa: «La floricoltura rappresenta uno dei comparti trainanti dell’agricoltura italiana, con una produzione nazionale che raggiunge i 3,25 miliardi di euro e un export in costante crescita. Nel 2025, le esportazioni del florovivaismo italiano hanno raggiunto 1,286 miliardi di euro, registrando un incremento del 5,1% rispetto all’anno precedente. Numeri che testimoniano la competitività delle nostre imprese e il valore di una filiera che continua a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali. In questo contesto, l’approvazione della prima legge dedicata al comparto rappresenta un passaggio fondamentale per riconoscere la giusta dignità a un settore che genera un importante valore economico, occupazionale e sociale. Nel 2025 gli addetti hanno raggiunto quota 84.377, con una crescita del 13,6% rispetto al 2024. Si tratta di dati significativi, che confermano il ruolo strategico del florovivaismo per il sistema agricolo nazionale. La sfida sarà trasformare questo riconoscimento legislativo in opportunità concrete per le imprese, sostenendo la formazione, l’innovazione, la sostenibilità e la competitività delle produzioni italiane. Solo così potremo garantire un futuro solido a un settore che ha già dimostrato di essere una delle eccellenze dell’agricoltura nazionale. Il florovivaismo è una filiera articolata che genera valore e occupazione anche in provincia di Varese, dove le aziende sono diventate più strutturate e tecnologicamente avanzate. Per sostenere questa evoluzione è fondamentale rafforzare il legame tra scuole e imprese, investire nella formazione di personale specializzato e accompagnare le aziende verso produzioni più sostenibili, contrastando al contempo l’aumento dei costi. La sfida futura sarà sviluppare piante sempre più resistenti ai cambiamenti climatici e con minori esigenze idriche. Come associazione, il nostro obiettivo è sostenere le imprese e promuovere innovazione, competenze e riconoscimento del valore strategico del settore».
Per concretizzare questa transizione, Alessandro Azzoni lancia una proposta diretta alle istituzioni e agli enti locali: «Sarebbe importante avere un tavolo di confronto permanente dove esporre le reali necessità del settore. Servono contributi mirati da parte delle amministrazioni e della Regione per l'acquisto di macchinari d'avanguardia e protezioni, superando le complessità burocratiche dei soliti bandi per dare un sostegno effettivo alle nostre aziende».














