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Economia | 27 ottobre 2026, 14:19

La Uil Varese: «Mentre lo Stato incassa la tassa dei frontalieri, i lavoratori locali aspettano ancora il premio di frontiera»

Tre anni di attesa per la misura promessa alle aziende e ai lavoratori dei Comuni di confine: il sindacato denuncia i ritardi e chiede l'immediato sblocco dei fondi senza tasse né contributi a carico. Il coordinatore varesino Massafra: «Il premio non è per i frontalieri: è per chi resta, è per la commessa, il cuoco, l'operaio, il bracciante, l'impiegato che ogni giorno lavorano nei nostri paesi, in tutti i settori del privato, e fanno i conti con stipendi svizzeri molto più alti. A loro è stato promesso un aiuto. È ora che arrivi»

Il coordinatore territoriale di Varese della Uil Antonio Massafra

Il coordinatore territoriale di Varese della Uil Antonio Massafra

«Dalle tasse dei nuovi frontalieri l'erario ha incassato almeno 25 milioni di euro. In busta paga, finora, zero euro. E per le aziende il premio non costa nulla». 

È questo il grido d'allarme lanciato da Antonio Massafra, Coordinatore territoriale UIL Lombardia di Varese, in merito alla mancata erogazione del premio di frontiera previsto dalla legge 83 del 2023. Chi vive in un comune di confine e lavora nel territorio italiano attende da tre anni un sostegno promesso ma mai arrivato. «Il premio non è per i frontalieri: è per chi resta» sottolinea Massafra. «È per la commessa, il cuoco, l'operaio, il bracciante, l'impiegato che ogni giorno lavorano nei nostri paesi, in tutti i settori del privato, e fanno i conti con stipendi svizzeri molto più alti. A loro è stato promesso un aiuto. È ora che arrivi.» 

Secondo le stime elaborate sui dati del Ministero dell'Economia (MEF), nel 2024 i nuovi frontalieri residenti in Lombardia hanno generato un imponibile rilevante, con un'imposta acquisita stimata in almeno 25 milioni di euro per il solo primo anno (e destinata a raddoppiare con il 2025). A fronte di questi incassi reali, il fondo statale ha stanziato cifre inferiori e, soprattutto, nei fatti non ha ancora erogato nulla ai lavoratori. 

Aspramente critico il Segretario Generale UIL Lombardia che non usa mezzi toni nel rivendicare il diritto dei lavoratori. «Da Sondrio a Como e Varese, passando per tutto il fronte lombardo, la situazione è insostenibile e politicamente inaccettabile» dichiara Antonio Albrizio, Segretario Generale di UIL Lombardia. «Lo Stato fa cassa sulle spalle dei frontalieri raccogliendo decine di milioni di euro di tasse, ma lascia a mani vuote quei lavoratori che reggono il tessuto economico dei nostri territori di confine. La Regione Lombardia non può limitarsi a gestire i trasferimenti statali con lentezza burocratica: serve una cabina di regia politica forte che metta attorno a un tavolo sindacati e categorie economiche, pretendendo certezze da Roma. I fondi ci sono, sono generati dalle nostre terre e devono tornare immediatamente nelle buste paga di chi sceglie di restare a lavorare e vivere nei nostri comuni». 

Con il nuovo decreto-legge 162/2026, le risorse saranno trasferite direttamente alle Regioni di confine, ma i tempi stringono: il Parlamento deve convertire il decreto entro il 16 novembre, dopodiché la Regione Lombardia dovrà definire destinatari e modalità. «Facciamo i conti in tasca allo Stato» incalza Massafra «Ogni 100 euro di IRPEF versati dai nuovi frontalieri lombardi, il fondo del premio ne vale meno della metà, al massimo 46. E in busta paga non ne è arrivato nemmeno uno.» 

Un'opportunità a costo zero per le imprese La UIL ricorda che la misura è a somma zero per il tessuto produttivo: il fondo è interamente statale e non chiede un solo euro alle aziende, le quali fungerebbero unicamente da tramite. «Le imprese di confine hanno tutto da guadagnare» osserva Massafra. «Ogni anno perdono personale che va a lavorare in Svizzera. Un premio pagato dallo Stato aiuta a trattenere i lavoratori senza toccare i costi aziendali. Commercio, turismo, artigianato, agricoltura, sanità privata: chiediamo alle associazioni d'impresa di stare dalla stessa parte di questa battaglia». 

La UIL chiede a Regione Lombardia l'apertura immediata di un tavolo di confronto con il sindacato non appena il decreto sarà legge, per garantire tempi certi e assegnare il premio a tutti i lavoratori residenti nei comuni di confine (escluso il settore pubblico, già tutelato da altra normativa) tramite un meccanismo che non pesi sulle aziende. Al Governo e al Parlamento: fare in modo che il premio arrivi intero in busta paga, detassato e decontribuitizzato, garantendo una crescita del fondo proporzionata agli effettivi incassi fiscali dello Stato. Al Ministero dell'Economia: la trasparenza totale sugli introiti derivanti dalle tasse dei nuovi frontalieri, suddivisi territorio per territorio. 

«Ai lavoratori di confine sono stati promessi dei soldi. Ci sono, sono stanziati e non costano nulla alle imprese» conclude Antonio Massafra. «Adesso devono arrivare in busta paga. La UIL seguirà ogni passaggio, dal Parlamento alla Regione, fino al primo euro». 

Comunicato Stampa

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