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Ultim'ora | 26 ottobre 2026, 03:11

Ucraina-Russia, Trump: "Presto la svolta". Mosca: "Bisogna parlare con l'Europa"

Ucraina-Russia, Trump: "Presto la svolta". Mosca: "Bisogna parlare con l'Europa"

(Adnkronos) -

Donald Trump prevede una svolta in tempi brevi per i negoziati tra Ucraina e Russia per porre fine alla guerra. Mosca, intanto, 'chiama' l'Europa al tavolo. Il presidente degli Stati Uniti, come abitudine, ipotizza novità rapide nel dialogo mediato da Washington. "Avremo colloqui trilaterali con l'Ucraina e la Russia molto presto. Penso che entrambi vogliano raggiungere un accordo", dice Trump riproponendo un copione ampiamente visto. Dopo la missione dell'inviato speciale Steve Witkoff a Kiev e Mosca, la Casa Bianca promuove colloqui che potrebbero aver luogo a Abu Dhabi nelle prossime settimane. 

 

"Penso che stia per succedere qualcosa", prosegue Trump, che continua a dedicare attenzione ai rapporti economici con Vladimir Putin. La Russia fornirà diesel agli Stati Uniti, che hanno congelato le sanzioni contro Mosca. In rampa di lancio potrebbero esserci nuove intese sul gas dell'Alaska e sul colosso energetico russo Lukoil: "Sono accordi che prima o poi si faranno. Ma non permetteremo che una questione del genere tenga in ostaggio l'industria petrolifera", dice Trump. 

A Kiev, Volodymyr Zelensky attende novità. "Siamo pronti per colloqui trilaterali tra gruppi tecnici, che devono portare a un risultato concreto", ma "non vorrei che ci presentassimo a un incontro tra i tre leader dopo aver revocato tutte le sanzioni contro la Federazione Russa", se così fosse "avremmo poche carte in mano", scrive il presidente ucraino su X. "Le sanzioni sono state imposte per l'aggressione, non per avere l'opportunità di parlare", aggiunge, sottolineando che "non voglio che ci troviamo a un incontro con Putin senza strumenti: senza sanzioni, senza fondi, senza beni congelati". Spiegando che quello di novembre sarà un trilaterale tecnico, Zelensky evidenzia che ''senza i leader, non può finire del tutto" la guerra e quindi nel frattempo è necessario innanzitutto "un cessate il fuoco energetico". 

 

Dal Cremlino, arrivano i segnali inviati dal consigliere Yuri Ushakov. "La prossima scadenza è il 4 novembre, la nostra grande festività. Poi saremo pronti a riprendere i negoziati", dice, raffreddando indirettamente l'entusiasmo di Trump: niente svolte all'orizzonte. "L'incontro Russia-Usa-Ucraina previsto nel prossimo futuro avrà carattere preliminare. Non dovrebbero esserci grandi aspettative", frena Ushakov, aprendo in realtà un altro capitolo. L'Europa, dice, dovrà avere un ruolo nei prossimi negoziati per mettere fine alla guerra in Ucraina, dal momento che finora gli Stati Uniti non sono riusciti a convincere Kiev ad accettare un accordo di pace. "Dopo Anchorage sembrava che l'amministrazione americana potesse dettare qualcosa e costringere Kiev ad adeguarsi, ma finora questo non ha funzionato", dice il consigliere di Putin, riferendosi al vertice tra Trump e il presidente russo tenutosi nell'agosto 2025 in Alaska. 

 

"Non basta parlare soltanto con Kiev, bisogna parlare con tutta l'Europa, che sostiene pienamente l'Ucraina", aggiunge Ushakov, secondo cui "forse la posizione dell'Europa in questo contesto è di fondamentale importanza". Come seconda voce interviene anche Dmitry Peskov, portavoce di Putin, che accoglierebbe con favore la nomina di un negoziatore dell'Unione Europea per contribuire a una soluzione della guerra in Ucraina, a condizione che si impegni realmente per la pace. Secondo indiscrezioni, l'incarico potrebbe essere affidato al presidente finlandese Alexander Stubb: "Se ci sarà un negoziatore, sarà una buona cosa. Se poi sarà un negoziatore sinceramente impegnato a favorire una soluzione pacifica, sarà ancora meglio", aggiunge. 

Putin, per un giorno, rimane ai margini del dibattito sulla guerra. Il presidente si limita a criticare chi, in Europa, ipotizza una regia russa dietro le proteste di piazza nell'ultimo periodo. "Questo evidenzia la debolezza e l'incapacità di alcuni leader nei Paesi europei di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo. La ragione delle proteste risiede negli stessi errori dell'Europa. L'Ue non ha instillato i suoi valori nei migranti, ma li ha distrutti in patria. I paesi europei non riescono ad affrontare la crisi migratoria". 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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