La dopamina è un neurotrasmettitore coinvolto in processi cerebrali importanti, tra cui apprendimento, motivazione e risposta agli stimoli. Sebbene venga spesso associata al piacere, il suo ruolo è più articolato. In alcuni circuiti e condizioni sperimentali, l’attività di neuroni dopaminergici è associata anche al confronto tra ciò che viene atteso e ciò che effettivamente accade, contribuendo all’aggiornamento delle aspettative.
Questa distinzione è importante quando si considerano attività e servizi differenti. I Casino, ad esempio, appartengono a un ambito ben diverso da quello degli esperimenti neuroscientifici sulle ricompense e andrebbero analizzati su evidenze specifiche relative al gioco d’azzardo. Allo stesso modo, i risultati ottenuti studiando ricompense in laboratorio non possono essere trasferiti automaticamente a una particolare attività o utilizzati per prevedere il comportamento di una persona.
Che cos'è il reward prediction error?
Per reward prediction error (o errore di previsione della ricompensa) si intende la differenza tra una ricompensa prevista e quella ricevuta nel concreto. Questo concetto, insieme a pochi altri, è alla base nei modelli di apprendimento e nella ricerca sui neuroni dopaminergici. Tra gli studi di maggior importanza del settore, è presente la ricerca di Schultz, Dayan e Montague pubblicata su Science nell’anno 1997. Le informazioni scoperte e condivise hanno definito in modo più approfondito il rapporto tra attività dopaminergica, aspettative ed esiti.
Durante i diversi esperimenti compiuti, il confronto tra aspettativa ed esito può essere descritto attraverso tre situazioni:
- Esito migliore del previsto: si verifica un errore di previsione positivo.
- Esito conforme all'aspettativa: quando la ricompensa corrisponde a quanto previsto, la risposta fasica associata all'errore di previsione può essere ridotta.
- Esito peggiore del previsto: una ricompensa inferiore all'attesa può essere associata a una riduzione dell'attività descritta nei modelli di prediction error.
Questa è una rappresentazione sperimentale e non una regola universale applicabile a ogni risposta dopaminergica. Il circuito coinvolto, lo stimolo e le condizioni dell'esperimento possono modificare ciò che viene osservato.
Quando la ricompensa è rara
Un esempio arriva dallo studio “Rare Rewards Amplify Dopamine Responses”, pubblicato su Nature Neuroscience nel 2021. La ricerca è stata condotta su macachi, non su esseri umani, e ha esaminato come la frequenza relativa delle ricompense influenzasse le risposte di neuroni dopaminergici.
I ricercatori hanno utilizzato ricompense liquide da 0,2, 0,4 e 0,6 ml e confrontato distribuzioni con differenti frequenze relative. Il disegno sperimentale permetteva di mantenere equivalente l'utilità attesa delle distribuzioni, controllando così il valore medio previsto.
Tra i risultati principali:
- sono stati analizzati 40 neuroni dopaminergici;
- 29 neuroni su 40 presentavano una pendenza più accentuata delle risposte nella condizione Normal rispetto alla Uniform;
- per la ricompensa da 0,4 ml, non è stata rilevata una differenza statisticamente significativa tra le condizioni (p = 0,226; N = 29);
- le risposte ai premi rari risultavano amplificate rispetto a quelle associate a premi della stessa entità ma più frequenti.
Il dato mostra che la risposta osservata non dipendeva esclusivamente dal valore medio della ricompensa. I risultati suggeriscono che la frequenza relativa degli esiti ha influenzato le risposte misurate, senza dimostrare un effetto diretto sul comportamento umano.
Ricompense variabili e apprendimento
La variabilità degli esiti può essere studiata modificando probabilità e distribuzioni per osservare come cambiano le risposte neurali. Questi risultati non dimostrano che un tipo di gioco causi dipendenza, né permettono di prevedere il comportamento di una persona.
Videogiochi e disturbi del comportamento
L'Organizzazione Mondiale della Sanità distingue il gaming disorder, inserito nell'ICD-11, attraverso criteri specifici:
- perdita di controllo sul gioco;
- crescente priorità attribuita al gaming;
- prosecuzione nonostante conseguenze negative;
- compromissione significativa del funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo.
Il gioco d'azzardo costituisce un ambito distinto e non può essere ricondotto automaticamente agli stessi criteri o meccanismi. Eventuali collegamenti tra gioco, apprendimento e dipendenza richiedono quindi evidenze specifiche.
I limiti della ricerca neuroscientifica
Gli studi sulla dopamina permettono di esaminare alcuni processi neurali associati all'apprendimento, ma devono essere interpretati considerando il disegno sperimentale. Nel caso dello studio sui premi rari, i dati sono stati raccolti nei macachi attraverso compiti controllati. Il risultato non permette di stabilire direttamente come le risposte osservate si traducano nel comportamento umano.
Il reward prediction error rimane un modello utile per descrivere determinati risultati sperimentali, ma non rappresenta una spiegazione completa di ogni attività dopaminergica. Anche la distribuzione e la frequenza degli esiti possono contribuire alle risposte osservate.
Dalla ricerca al comportamento umano
Il passaggio dai risultati sperimentali al comportamento umano richiede cautela. Uno studio sui macachi non può essere utilizzato da solo per stabilire che una determinata attività digitale causi dipendenza o per prevedere le decisioni di un individuo.
È quindi necessario distinguere tra dato sperimentale, interpretazione neuroscientifica e conclusione comportamentale, che richiede evidenze specifiche. Il significato dei risultati deve essere valutato considerando sempre il contesto dell'esperimento, la popolazione studiata e i limiti delle evidenze disponibili.
In Italia il gioco con vincite in denaro è consentito esclusivamente ai maggiorenni. Le evidenze neuroscientifiche possono aiutare a comprendere alcuni meccanismi associati all’apprendimento e alla ricompensa, ma non eliminano i rischi economici e comportamentali legati al gioco né permettono di prevedere la risposta di una singola persona.
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