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Scuola | 20 ottobre 2026, 10:26

Le istituzioni varesine scrivono ai ragazzi del nostro territorio: «Facciamo in modo che nessun giovane rimanga invisibile, inascoltato o con aspettative costantemente disattese»

Lettera aperta congiunta del Prefetto, del presidente della Provincia, del dirigente dell'ufficio scolastico territoriale e del presidente della Camera di Commercio che a partire dall'esperienza del Premio Chiara propongono una riflessione condivisa sui bisogni del mondo giovanile: «Premesso che la fiducia nelle Istituzioni non può prescindere dal rispetto delle regole e che l'aggressione a un agente, il danneggiamento dei beni comuni e la violenza nei confronti di altre persone non possono trovare alcuna giustificazione nel diritto di manifestare e di protestare, ribadiamo il nostro impegno a promuovere occasioni di ascolto, partecipazione e protagonismo giovanile»

(foto d'archivio)

(foto d'archivio)

Lettera congiunta sottoscritta dal Presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, dal Prefetto Salvatore Pasquariello, dal Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale Giuseppe Carcano e dal Presidente della Camera di Commercio di Varese Mauro Vitiello, che si rivolgono ai giovani del nostro territorio.

A partire dall'esperienza del Premio Chiara 2026, il documento propone una riflessione condivisa sul mondo giovanile, sulla necessità di ascoltare i bisogni delle nuove generazioni e sull'importanza della collaborazione tra istituzioni e comunità educante, con il coinvolgimento di tutti i soggetti del territorio:

La conclusione dell'edizione 2026 del Premio Chiara ha rappresentato molto più di una cerimonia di premiazione. Attraverso i racconti dedicati al tema del gioco, centinaia di ragazze e ragazzi hanno offerto uno sguardo autentico sul proprio modo di vivere il presente, le relazioni, le aspettative e le fragilità di una generazione che chiede di essere ascoltata.

Proprio partendo da questa straordinaria capacità di espressione, emerge con forza una riflessione condivisa dalla rete istituzionale del territorio composta, tra gli altri, da Provincia di Varese, Prefettura, Ufficio Scolastico Territoriale, Camera di Commercio: accanto ai tanti esempi positivi di partecipazione e impegno, esiste una crescente preoccupazione per quei giovani che rischiano di sentirsi invisibili, inascoltati e privi di prospettive concrete. Le cronache nazionali raccontano episodi di disagio, violenza e disorientamento che coinvolgono anche giovanissimi, anche minori.

Sarebbe sbagliato identificare un'intera generazione con tali comportamenti, ma sarebbe altrettanto irresponsabile non interrogarsi sulle cause profonde che li alimentano. Come evidenziato anche nell'esperienza del progetto "Ragazzi on the Road", è necessario comprendere le ragioni che portano alcuni adolescenti a cercare nella provocazione, nella trasgressione o nella contrapposizione alle istituzioni una forma di affermazione personale o di appartenenza a un gruppo.

Da qui nasce la convinzione che nessuna Istituzione possa affrontare da sola questa sfida. La risposta deve essere corale e coinvolgere l'intera comunità educante: famiglie, scuola, istituzioni, associazioni, mondo dello sport, realtà economiche e servizi sanitari e sociosanitari. Un principio che trova concreta applicazione nei percorsi sviluppati sul territorio varesino, fondati sul dialogo, sulla conoscenza reciproca e sulla costruzione di un rapporto di fiducia tra giovani e istituzioni.

La rete istituzionale provinciale - premesso che la fiducia nelle Istituzioni non può prescindere dal rispetto delle regole e che l'aggressione a un agente, il danneggiamento dei beni comuni e la violenza nei confronti di altre persone non possono trovare alcuna giustificazione nel diritto di manifestare e di protestare - ribadisce quindi il proprio impegno a promuovere occasioni di ascolto, partecipazione e protagonismo giovanile, affinché ogni ragazza e ogni ragazzo possa sentirsi parte integrante della comunità. Investire sui giovani significa infatti investire sulla qualità della convivenza civile, sulla sicurezza, sulla coesione sociale e sul futuro del territorio.

In questo senso il Premio Chiara rappresenta un esempio virtuoso. Attraverso la cultura e la scrittura offre ai giovani uno spazio nel quale non è necessario alzare la voce per essere notati, ma dove idee, creatività e capacità di racconto diventano strumenti di partecipazione e crescita. Il messaggio che arriva dalla giornata conclusiva è chiaro: le Istituzioni vogliono continuare a lavorare insieme, in stretta collaborazione con ATS Insubria e con tutti i soggetti della comunità educante, per intercettare i bisogni dei più giovani prima che diventino disagio, per trasformare le aspettative in opportunità concrete e per garantire che nessun ragazzo resti ai margini.

Perché una società che non ascolta i propri giovani rischia di perdere il proprio futuro. Una comunità che li coinvolge, li valorizza e li accompagna nella crescita costruisce invece le basi di una cittadinanza più consapevole, responsabile e solidale. È questa la sfida che il territorio varesino intende raccogliere: fare in modo che nessun giovane rimanga invisibile, inascoltato o con aspettative costantemente disattese, trasformando l'ascolto in azione e la collaborazione istituzionale in opportunità reale di crescita.

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