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Cronaca | 09 ottobre 2026, 14:12

Botte, minacce e maltrattamenti su moglie e figli: 45enne arrestato dai carabinieri

L'uomo, spesso sotto l'effetto di alcolici, era arrivato a minacciare di morte la coniuge. Dopo un'escalation di violenze i militari dell'Arma di Somma Lombardo lo hanno portato in carcere

Botte, minacce e maltrattamenti su moglie e figli: 45enne arrestato dai carabinieri

I carabinieri della Stazione di Somma Lombardo hanno arrestato un 45enne italiano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere poiché indagato per il reato di maltrattamenti in famiglia aggravati. Il provvedimento scaturisce da una complessa indagine che ha portato alla luce un quadro drammatico di abusi fisici e psicologici perpetrati dall'uomo a danno della ex compagna e dei loro cinque figli minorenni, con condotte in corso almeno dal 2020.

Le indagini, avviate anche grazie alle relazioni dei Servizi Sociali e all’ascolto protetto delle vittime, hanno rivelato un clima di terrore quotidiano all'interno delle mura domestiche. L'indagato, spesso in stato di alterazione dovuto all'abuso di sostanze alcoliche, sottoponeva la compagna a continue ingiurie, minacce gravi, controlli ossessivi e aggressioni fisiche (spinte, schiaffi, pugni e calci), avvenute ripetutamente anche alla presenza dei figli piccoli.

Le violenze non risparmiavano i minori, costretti non solo ad assistere alle aggressioni verso la madre, ma divenuti essi stessi, in diverse occasioni, bersaglio di urla, schiaffi e percosse da parte del padre.

L'escalation di violenza ha raggiunto il culmine a settembre di quest'anno. Nonostante l'uomo fosse già stato allontanato e sottoposto a divieto di avvicinamento dal Tribunale per i Minorenni di Milano nell'agosto 2026, lo scorso 19 settembre ha violato il provvedimento inviando alla donna numerosi messaggi audio e testuali contenenti esplicite minacce di morte. 

Per tali violazioni, che la vittima ha immediatamente segnalato, i carabinieri – dopo aver raccolto le necessarie fonti di prova digitali – hanno proceduto all'arresto avvalendosi dello strumento della "flagranza differita", una misura fondamentale prevista dalla recente normativa a tutela delle vittime di violenza domestica, che consente l'arresto entro le 48 ore dal fatto qualora vi sia documentazione (come, ad esempio, chat o video) inequivocabile della condotta illecita. 

Nel corso del giudizio direttissimo tenutosi il giorno successivo, il Tribunale di Busto Arsizio aveva convalidato l’arresto e disposto l’irrogazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Nonostante fosse stata applicata una prima misura cautelare, alla luce dell’estrema gravità dei fatti, della la perdurante pericolosità dell'indagato e dell'inadeguatezza di misure meno restrittive, il gip del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica, ha disposto l'applicazione della misura cautelare in carcere. L’uomo è stato quindi catturato e tradotto presso in carcere, dove permarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Redazione

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