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Cronaca | 24 settembre 2026, 09:55

Brezzo di Bedero, scarti edili gettati nel lago Maggiore: scatta la denuncia dai carabinieri forestali

A lanciare l'allarme un cittadino, che aveva notato alcune persone buttare in acqua detriti di cemento e piastrelle. Gli accertamenti dei sommozzatori hanno confermato la presenza della "discarica subacquea". Il proprietario dell'immobile, committente e titolare della ditta esecutrice dei lavori, dovrà ora rispondere dello sversamento

Parte del materiale sul fondale del lago Maggiore a Brezzo di Bedero

Parte del materiale sul fondale del lago Maggiore a Brezzo di Bedero

I Carabinieri Forestali del Nucleo di Luino hanno denunciato un cittadino comunitario, proprietario di un immobile situato sulle sponde del Lago Maggiore, per l'ipotesi di reato di abbandono di rifiuti non pericolosi. L'indagine ha preso il via grazie alla preziosa segnalazione di un residente che ha notato alcune persone gettare nelle acque del lago Maggiore a Brezzo di Bedero scarti edili derivanti dai lavori di rifacimento della terrazza del predetto immobile. 

A seguito dell'esposto, i militari si sono recati prontamente sul posto, riscontrando la presenza in acqua di diversi cumuli di materiale da demolizione, costituiti principalmente da conglomerati cementizi e piastrelle. Al fine di quantificare il danno ambientale e verificare l'entità dello sversamento, è stata disposta un'approfondita ispezione del fondale. 

L'attività, condotta anche via lago tramite l'ausilio della Motovedetta della Compagnia Carabinieri di Luino e con il supporto di sommozzatori specializzati dell’Associazione Nazionale Istruttori Subacquei, ha permesso di rinvenire e filmare un ingente quantitativo di detriti adagiati a una profondità compresa tra i 7 e i 13 metri. 

A conclusione degli accertamenti, il proprietario dell'immobile, in qualità di committente e titolare della ditta esecutrice dei lavori, è stato denunciato per aver deliberatamente sversato il materiale nel lago, azione finalizzata a eludere i costi di trasporto e di conferimento presso gli impianti autorizzati, con conseguente illecito vantaggio economico. 

Considerata la particolare tutela ambientale e paesaggistica di cui gode il bacino del Lago Maggiore, non escludendo la configurazione di ulteriori e diverse ipotesi di reato, resta fermo che, per la sola condotta di immissione incontrollata di rifiuti nelle acque, da parte del titolare d’impresa, la normativa prevede la pena dell'arresto da sei mesi a due anni o l'ammenda da 3.000 a 27.000 euro. 

Al trasgressore verrà inoltre imposto l'obbligo di provvedere, a proprie spese, al recupero del materiale sommerso e al completo ripristino dello stato dei luoghi. La collaborazione attiva tra cittadinanza e forze dell’ordine, come dimostrato in questa circostanza, è strumento fondamentale per contrastare gli illeciti ambientali e proteggere il territorio locale. La tutela dell'ambiente è una responsabilità di tutti.

Comunicato Stampa Carabinieri

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