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Cronaca | 19 settembre 2026, 14:53

"Trappola" nel posteggio di un supermercato di Castellanza, derubata una ottantenne

Il raggiro nel parcheggio sotterraneo costa borsa e documenti a una cittadina di Busto. L'amaro appello: «Servono telecamere e più controlli per proteggere chi è più fragile»

(immagine puramente dimostrativa, realizzata con l'intelligenza artificiale)

(immagine puramente dimostrativa, realizzata con l'intelligenza artificiale)

L’esperienza, la tempra di chi nella vita ha affrontato mille battaglie e una lucidità invidiabile non sono bastate a proteggere N.C., ottantenne residente a Busto, dall’ennesimo raggiro mirato a colpire le fasce più deboli della popolazione. Il fatto è accaduto lunedì 14 settembre, intorno alle 12.45, nei parcheggi sotterranei di un supermercato di Castellanza. Un piano studiato nei minimi dettagli, messo a segno da almeno due malviventi con sincronia chirurgica, che ha lasciato la vittima privata dei propri effetti personali e scossa da un profondo senso di insicurezza.

La dinamica ricostruita ricalca uno dei copioni più insidiosi delle cosiddette truffe da parcheggio. Dopo aver riposto la spesa nel bagagliaio e riportato il carrello, la donna si è accomodata al posto di guida, chiudendo la portiera e accendendo il motore. È stato in quel momento che un giovane, descritto come un uomo di età compresa tra i venticinque e i trent’anni, apparentemente straniero, ha attirato la sua attenzione fingendo una telefonata e sbracciandosi per indicare uno pneumatico. Consapevole di non dover cedere a facili allarmismi, e rassicurata dall'assenza di spie sul cruscotto della propria vettura, la signora ha inizialmente ignorato il segnale. Il truffatore ha tuttavia alzato il tiro, avvicinandosi allo sportello e urlando che erano caduti a terra dei soldi. 

L’istintiva preoccupazione ha spinto la donna a scendere dall’auto per controllare. A terra, in realtà, c'erano soltanto poche monetine lasciate cadere di proposito. Pochi istanti fatali: lo sblocco centralizzato delle portiere ha permesso al (o alla) complice, rimasto invisibile e silenzioso, di aprire lo sportello opposto e sottrarre la borsa appoggiata all'interno del veicolo.

Il bilancio materiale è pesante, ma a pesare maggiormente è il contraccolpo psicologico. Oltre a circa cinquanta euro in contanti e alla borsa di valore, i ladri sono fuggiti con l'intero archivio quotidiano dell'anziana: le chiavi di casa, i documenti d'identità, le carte bancarie e uno smartphone di ultima generazione. L'immediata reazione della donna, supportata dalla direzione del punto vendita per il blocco delle carte di credito e dall'intervento tempestivo dei familiari e di un vicino di casa per la sostituzione immediata di tre serrature, ha evitato guai peggiori. Il calvario burocratico resta comunque notevole, tra spese varie e l'attesa per rifare i documenti, senza contare la perdita di credenziali digitali e contatti memorizzati.

L'episodio, regolarmente denunciato ai Carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio, riaccende i riflettori sulla vulnerabilità degli anziani nelle aree di sosta della grande distribuzione. «Non siamo più tutelati, siamo diventati bersagli facili e la gente ha paura», è lo sfogo amaro di N.C., che punta il dito sulla carenza di presidi di sicurezza nel piano interrato della struttura commerciale. L'assenza di guardie giurate ai piani inferiori, un tempo presenti, e la mancanza di una rete di videosorveglianza puntuale sugli stalli di sosta lasciano spazio all'azione indisturbata dei malintenzionati.

La testimonianza vuole essere soprattutto un monito per la collettività. I metodi adottati dai truffatori si moltiplicano continuamente, spaziando dal trucco della gomma bucata a quello della bottiglia di plastica incastrata nella ruota per simulare un guasto, fino alla banconota civetta lasciata sul parabrezza per costringere il conducente a scendere dall'abitacolo. Di fronte a queste insidie sempre più sofisticate, l'appello dei cittadini e delle vittime è univoco: potenziare la vigilanza e installare telecamere dedicate per non lasciare chi è più indifeso in balia della criminalità predatoria.

Giovanni Ferrario

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