Quasi cento appuntamenti, un cartellone che attraversa l’autunno per spingersi fino alla primavera inoltrata e una rete cittadina capace di fare invidia ad altri grandi centri urbani. Con questi numeri e con una rinnovata sinergia tra pubblico, sale private e realtà parrocchiali, è stata svelata la stagione 2026/27 di BA Teatro, il circuito coordinato dall’amministrazione comunale che raccoglie l’intera offerta teatrale di Busto Arsizio.
A testimoniare la rilevanza strategica dell’iniziativa per il tessuto locale è stato il primo cittadino Emanuele Antonelli, che ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a chi, con passione, dedica tempo ed energie al panorama culturale cittadino. Il sindaco ha ribadito come l’investimento nel settore non sia fine a se stesso: «La cultura, se è fatta bene, è importante sotto tanti punti di vista, compreso quello economico, perché porta valore in tutti i sensi». Rispondendo a chi talvolta lamenta una presunta carenza di proposte, Antonelli ha sottolineato come il tempo donato da operatori e volontari rappresenti «la cosa di più valore in assoluto» per la crescita della comunità.

Decisamente soddisfatta ed entusiasta l’assessore alla cultura Manuela Maffioli, che ha voluto tratteggiare la rassegna non solo come un cartellone di spettacoli, ma come l’espressione tangibile di un patrimonio diffuso e strutturale che pochissime realtà possono vantare: «BA Teatro trascende il singolo palcoscenico e il singolo evento per rappresentare l’immenso patrimonio strutturale di cui Busto Arsizio dispone, a livello di gran parte delle grandi città». Sono infatti ben otto le sale direttamente coinvolte nella stagione cittadina, a cui si aggiunge il prezioso ritorno al tavolo di coordinamento dell'Aurora di Borsano, un recupero vissuto da Palazzo Gilardoni come un motivo di profondo orgoglio civico.
Un risultato che corona il lavoro paziente condotto dall'amministrazione comunale per sostenere e alimentare la vitalità di questi spazi, definiti dall'assessore come contenitori imprescindibili non solo di cultura e intrattenimento, ma di confronto civile, di relazioni umane, di crescita collettiva e di emozioni condivise. Maffioli ha posto un forte accento sulla loro valenza urbanistica e sociale: «Queste sale sono presidi antidegrado fondamentali. Il fatto che siano dislocate nei diversi quartieri fa sì che, grazie alla loro attività, ci sia una luce accesa in tutta la città. Le luci di questi spazi rappresentano la vita e la vitalità culturale e sociale della nostra Busto». Un bene prezioso da difendere con i fatti, che il Comune ha continuato a supportare materialmente.
La pubblicazione del pieghevole unico di BA Teatro riflette questa visione inclusiva, raccogliendo indistintamente tutte le produzioni in programma sul territorio, sia quelle patrocinate sia quelle nate in piena autonomia, con l'obiettivo di garantire un’informazione capillare e accessibile a tutti i cittadini desiderosi di nutrirsi di arte e bellezza. Un lavoro di sintesi che ha visto i teatri bustocchi compiere un autentico salto di qualità sul fronte organizzativo: «Le sale combattono ogni anno una scommessa, e raramente la perdono, che è quella di coordinarsi per evitare sovrapposizioni eccessive nei fine settimana». Non a caso, ha ricordato Maffioli, il tavolo dedicato al teatro è stato il primo modello embrionale di collaborazione e ha fatto da apripista agli altri tavoli tematici della cultura istituiti in città.
L’auspicio dell'assessore è che il pubblico bustocco non si limiti a frequentare i luoghi consueti, ma colga l’occasione per «assaggiare un po' tutte le sale e vivere la varietà degli spazi stessi», ciascuno caratterizzato da una specifica impronta architettonica, da allestimenti peculiari e da atmosfere differenti.
In chiusura, Maffioli ha espresso sincera gratitudine a tutti i protagonisti del circuito, dalle realtà private a quelle parrocchiali, queste ultime decisive per il loro radicamento territoriale: «I privati così come le parrocchie hanno dimostrato nel tempo di comprendere fino in fondo il valore materiale e immateriale di questi luoghi, continuando a investire energie e risorse senza mai arretrare, nemmeno nei momenti più bui come il periodo della pandemia». Un impegno corale portato avanti sempre con spirito di cooperazione e mai di rivalità, per il bene esclusivo della comunità: «L'invito ai nostri concittadini è quello di vivere pienamente questa stagione, frequentando le sale, abbonandosi e nutrendosi di tutti i ricchissimi contenuti che questo calendario ha saputo allestire».

La geografia degli spazi teatrali cittadini si conferma particolarmente ricca. Accanto al Teatro Sociale Cajelli trovano spazio il Cinema Teatro Manzoni, il Teatro Fratello Sole, il Cinema Teatro Lux, il Cinema - Teatro San Giovanni Bosco, il Teatro Sant'Anna e lo Spazioteatro Alberto Caprioli. A questi si affianca la Sala Pro Busto, spazio civico polifunzionale che, in virtù della convenzione con la compagnia Viandanti Teatranti, si trasforma stabilmente in palcoscenico, arricchendo un mosaico urbano che supera le otto sale operative.
Il libretto informativo racchiude una proposta poliedrica pensata per intercettare i gusti più disparati, evitando sovrapposizioni grazie a un modello di cooperazione e non di concorrenza. Si spazia dalla prosa tradizionale alla drammaturgia contemporanea, dal teatro sociale alle proposte per famiglie, fino al cabaret, agli appuntamenti musicali e agli spettacoli in lingua originale.
Il sipario sulla stagione 2026/27 si alzerà già sul finire di settembre: domenica 27 settembre l'avvio sarà scandito dal teatro per bambini «La battaglia dei cuscini» al San Giovanni Bosco alle 16, seguito alle 20.45 dalla serata di cabaret «A ruota libera» al Manzoni e dalla prosa spirituale di «Francesco - Il suo Natale» al Teatro Fratello Sole alle 21. Nei mesi successivi il cartellone vedrà alternarsi grandi nomi a momenti di riflessione collettiva, per chiudersi sabato 17 aprile.





















