Riceviamo e pubblichiamo dal segretario lombardo del Partito Popolare del Nord guidato dall'ex ministro Roberto Castelli.
La militanza leghista che ancora crede nell’autonomia del Nord attende con speranza e qualche illusione l’ennesimo raduno di Pontida di domenica 20 settembre.
Quando si è creduto tanto in un progetto politico, si è lavorato, si è affidato un pezzo della propria passione e esistenza ad un ideale ma ancora di più ad un leader, è naturale sperare che il prossimo evento di partito sia quello risolutivo, quello che sistema tutto e fa dimenticare delusioni, cancella amarezze e tanti dubbi.
Ad alimentare la speranza hanno contribuito le recenti schermaglie in casa leghista con improbabili richiami al passato, come se gli interpreti di queste rimostranze in questi anni fossero stati altrove, in un non luogo, come il “territorio” al quale fanno spesso riferimento, come se la Lombardia, il Veneto, la Padania non avessero un nome. Quasi che nominare quelle Patrie richiedesse coraggio, lo stesso che non hanno avuto mentre i temi identitari e culturali venivano archiviati per far posto alla svolta “naziunale”. Come se il Nord fosse una cosa da togliere dalla naftalina ogni volta che si avvicina una campagna elettorale, una candidatura ma ancora di più una non candidatura.
Sul Sacro Prato, fra le bancarelle di Nduja calabresi, pallotte cacio e ova abruzzesi e Caponate siciliane la fronda avanzerà le proprie richieste e qualche candidatura verrà concessa, spacciandola in chiave nordista ma la prova che mentono e tradiscono la troveremo nella loro ormai annose attività parlamentari non diverse da quelle di un deputato di FI o FdI dove si tratta di ponti sullo stretto, ZES al Sud ma mai di Nord.
Bisognerà, prima o poi spulciare e vedere cosa hanno prodotto parlamentari che sono stati votati e pagati per tutelare il Nord, così come farebbe chiunque abbia pagato, e non solo in denaro, per un servizio. Quindi la Questione Settentrionale è in pericolo più oggi di ieri non perché Roma sia più pericolosa ma perché la Lega nella coscienza collettiva rappresenta ancora il Nord e tanti, militanti ed elettori in buonafede continueranno a sostenerla. Se è così e temiamo di non sbagliare, la Lega oggi rappresenta il principale impedimento alle istanze del Nord e chissà che questa non sia che l’ultima trovata di Roma.
Giulio Arrighini
ex Deputato della Lega Nord
Segretario Regionale Lombardia del Partito Popolare del Nord
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Politica | 17 settembre 2026, 14:25
«È la Lega il principale ostacolo alle istanze del Nord»
La nota del Partito Popolare del Nord guidato dall'ex ministro Roberto Castelli: «Le schermaglie in casa leghista e l'illusione che qualcosa possa cambiare a Pontida. Sul sacro prato, fra le bancarelle di nduja calabresi, pallotte cacio e ova abruzzesi e caponate siciliane la fronda avanzerà le proprie richieste e qualche candidatura verrà concessa, spacciandola in chiave nordista»
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