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Varese | 15 settembre 2026, 13:32

Una nuova facciata per San Vittore: Varese prepara il suo Anno di Grazia

Al via nei prossimi mesi il restauro della Basilica, che dovrà essere completato entro il 2028. La città celebrerà i 350 anni dall'apparizione delle tre stelle che accompagnarono la Madonna Addolorata durante la processione del 1678

La basilica di San Vittore a Varese

La basilica di San Vittore a Varese

Si è concluso oggi in Basilica, con la solenne celebrazione eucaristica alla presenza di tutti i sacerdoti del decanato il tradizionale Settenario dell’Addolorata, momento centrale di preghiera e riflessione per la città.

Un appuntamento che quest'anno ha segnato anche l’inizio di un importante cammino spirituale e storico: il Prevosto, mons. Gabriele Gioia, ha infatti annunciato che nel 2028 Varese vivrà uno speciale Anno di Grazia per celebrare il 350° anniversario dell’apparizione delle tre stelle sopra il simulacro della Beata Vergine Addolorata, avvenuta durante la solenne processione del 30 maggio 1678.

In quell'occasione, mentre il corteo guidato dal prevosto Carlo Rancati accompagnava la cinquecentesca “Madonna del Coro” tra migliaia di fedeli, apparvero in cielo tre stelle straordinariamente luminose a scortare la Vergine. Il prodigioso evento convinse il clero a non trasferire la statua altrove e a custodirla per sempre all'interno della Basilica di San Vittore, dove tuttora è venerata nella navata destra.

In vista dell’evento, monsignor Gioia ha inoltre annunciato l’avvio dei lavori di restauro della facciata della Basilica di San Vittore, un intervento dal forte valore simbolico legato a un altro storico prodigio.

Il 28 luglio 1670, quando un rovinoso fulmine cadde nel coro della chiesa durante la preghiera, sia i canonici sia il celebrante rimasero miracolosamente illesi grazie alla protezione dell’Addolorata. Proprio nel segno di quella storica gratitudine e dell'affidamento dei Canonici della Basilica, i cantieri alla facciata prenderanno il via nei prossimi mesi e si concluderanno in tempo per le celebrazioni del 2028.

«I segni delle tre stelle e dello scampato pericolo dal fulmine appartengono alla memoria più cara e storica della nostra città», ha sottolineato monsignor Gabriele Gioia.

«Riscoprire oggi questa profonda devozione significa ritrovare le radici della nostra fede e riscoprire il coraggio dell'affidamento. Il restauro della facciata della Basilica non sarà solo un'opera architettonica, ma il segno visibile di una comunità che si rinnova e si prepara ad accogliere i doni di questo speciale anno».

Nei prossimi mesi la Comunità Pastorale renderà noto il programma delle iniziative religiose e culturali che accompagneranno i fedeli lungo il percorso di avvicinamento al 2028.

C.S.

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