È scomparso, all’età di 73 anni, Gianni Contatto, storico elettricista olgiatese conosciuto da molti sia per il suo lavoro sia per il suo assiduo impegno all’interno della comunità.
Contatto è stato per lungo tempo una delle colonne portanti del Carnevale olgiatese, impegnandosi in prima persona nella realizzazione di moltissimi carri che hanno sfilato per le vie del paese, portando gioia a grandi e piccini.
«È stato uno dei promotori del nostro gruppo - racconta Pierangelo Richiusa - e noi tutti lo ricordiamo come una figura attiva e propositiva, sempre presente. Aveva tantissima inventiva e sapeva raccontarci con entusiasmo le sue molte idee. Ma Gianni non si limitava alle parole: era sempre tra i primi a rimboccarsi le maniche e a trasformare queste idee in realtà, grazie alla sua caparbietà e alle sue numerose capacità. È stato uno dei pilastri della nostra realtà sino a quando ha deciso di fare un passo indietro per dedicarsi ai bisogni della sua famiglia».
Il Carnevale, però, non è stata l’unica realtà a cui lo storico elettricista ha dedicato tempo ed energie. «Sin dall’arrivo di don Eligio - ricorda Paolo Paletti - e fino a quando ha scelto di dedicarsi completamente alla moglie, Gianni ha preso in mano le operazioni di montaggio e smontaggio del campeggio Stella del Nord, diventando quasi il direttore dei lavori. Era la persona che conosceva meglio le strutture, quella a cui tutti noi ci rivolgevamo in caso di dubbi o problemi, certi di trovare sempre un aiuto e una soluzione. Ogni anno trascorreva qualche settimana come “uomo di campo”, facendo il tuttofare mentre la moglie si occupava della preparazione dei pasti per i ragazzi».
«La cucina, del resto, è sempre stata parte della loro opera di volontariato - prosegue Paletti -. Sua moglie Fiorella è stata l’ideatrice della ricetta delle frittelle che hanno caratterizzato per anni sia il Carnevale olgiatese sia le tante feste dell’oratorio che Gianni contribuiva a organizzare. Era una persona estremamente gioviale, e quando in campeggio si finiva di lavorare era un piacere sedersi a scambiare quattro chiacchiere: amava stare con le persone e spendersi per gli altri e per la sua comunità».
Molti lo ricordano anche per la dedizione con cui accudiva la moglie. «Vedere con che amore si prendeva cura di Fiorella - sottolinea Daniela Marmonti - è sempre stato bellissimo. Era sempre al suo fianco, con totale disponibilità e senza farle mai pesare nulla. È raro vedere un marito che cura la moglie con tanto amore, dedizione e affetto, con lo sguardo di chi fa tutto questo senza recriminazioni, ma solo perché profondamente innamorato».
L’impegno di Gianni Contatto nel volontariato non si è limitato a Olgiate: per due volte si è recato in Sierra Leone per supportare l’associazione Social Business Development nella creazione delle strutture necessarie ad aiutare i giovani laureati in agricoltura a trasformare le loro competenze in un lavoro stabile.
«Era un uomo dotato di una sensibilità e di un’umanità incredibili - spiega il dottor Francesco Zanchi -. La prima volta che è venuto con noi in Sierra Leone, una decina di anni fa, si è reso disponibile per impostare l’impianto elettrico della nuova struttura. Nel gennaio del 2024, saputo che era necessario intervenire per completare gli ultimi particolari e la messa a punto finale, ha voluto trascorrere con noi un altro mese, insieme alla moglie. Era una figura di grande competenza e, lo ripeto, di grande umanità».
«Purtroppo ci ha lasciati un uomo di grande generosità, presenza instancabile, capace di essere disponibile sempre - conclude il sindaco Giovanni Montano –. La sua generosità non era un gesto occasionale, ma un modo di essere: dove c’era una necessità, Gianni c’era, sempre. Per tutta la vita ha donato tempo, energie e passione all’oratorio e alle attività della comunità, sempre attento, disponibile, sorridente. Con la sua amata Fiorella, una cura premurosa e costante: un amore fatto di gesti quotidiani, di presenza, di dedizione. Gianni lascia un esempio luminoso di impegno civile, di bontà concreta, di comunità vissuta davvero. La sua eredità non è solo nei ricordi, ma nelle persone che ha aiutato, nei progetti che ha sostenuto e realizzato. La nostra collettività perde una figura preziosa, ma conserva un modello di umanità che continuerà a ispirare».















