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Economia | 17 agosto 2026, 07:00

Noleggio di stampanti multifunzione, perché le aziende guardano sempre più ai servizi gestiti

Conviene ancora comprare la multifunzione dell'ufficio?

Noleggio di stampanti multifunzione, perché le aziende guardano sempre più ai servizi gestiti

Conviene ancora comprare la multifunzione dell'ufficio? Per molte imprese la risposta è no, e il motivo non è finanziario: la spesa di stampa non si concentra nel dispositivo, ma in ciò che gli gira intorno — consumabili, micro-fermi, chiamate al tecnico, stampe inutili, documenti riservati dimenticati nel vassoio. È su quel perimetro che si stanno spostando i contratti, dal noleggio puro ai servizi gestiti.

Il passaggio è meno banale di quanto sembri. Per anni il noleggio è stato raccontato come una semplice alternativa all'acquisto: canone al posto dell'investimento, assistenza inclusa, rinnovo del parco ogni cinque anni. Oggi, nelle richieste che arrivano ai fornitori da studi professionali, aziende manifatturiere con più stabilimenti e realtà commerciali distribuite su più sedi, compare un'esigenza diversa: governare la stampa come un processo, non possedere un dispositivo. È la differenza tra affittare una macchina e affidare a qualcuno la responsabilità di un servizio.

In due frasi: quando basta il noleggio e quando servono i servizi gestiti

Il noleggio operativo conviene quando l'obiettivo è trasformare un investimento in un costo di esercizio prevedibile, mantenere il parco aggiornato e avere assistenza e consumabili sotto un unico contratto, senza immobilizzare capitale. I servizi gestiti servono quando il problema non è la macchina ma il processo: più modelli e più fornitori, volumi che nessuno misura, documenti riservati che circolano senza controlli, reparti che stampano a colori per abitudine.

Noleggio operativo. Forma contrattuale: l'azienda utilizza il bene strumentale senza acquisirne la proprietà, che resta al fornitore per tutta la durata del contratto.

Managed Print Services (MPS). Modello di erogazione: un fornitore esterno si assume la responsabilità primaria dell'infrastruttura di stampa, dall'analisi dei fabbisogni al reporting sugli indicatori.

Differenza chiave. Il primo riguarda chi possiede la macchina, il secondo chi risponde del servizio. Viaggiano spesso insieme, ma non coincidono.

Servizi gestiti di stampa: una definizione che serve a decidere

La sigla MPS è una di quelle che in trattativa vengono usate con disinvoltura, ed è proprio per questo che vale la pena fissarne il contenuto: serve a capire se ciò che si sta comprando è un servizio o soltanto un dispositivo con un canone davanti. Il criterio discriminante è la responsabilità, che nei servizi gestiti si sposta sul fornitore e non resta in capo al cliente.

Tradotta in domande da fare al tavolo, quella definizione diventa una griglia di valutazione piuttosto stringente. Chi propone un servizio gestito parte da una valutazione dei fabbisogni e dimensiona il parco di conseguenza, invece di offrire lo stesso modello a tutti; regola assistenza, ricambi e consumabili con livelli di servizio scritti, non con la disponibilità del tecnico di zona; gestisce i dispositivi in modo attivo e restituisce reportistica su volumi e indicatori; accompagna il cambiamento delle abitudini interne con formazione, perché una regola di stampa che nessuno conosce non produce effetti.

Nei contratti di noleggio più essenziali l'analisi preliminare, il reporting continuativo e il lavoro sugli utenti possono semplicemente non esserci: sono elementi tipici dei servizi gestiti e vanno richiesti in modo esplicito. È anche la ragione per cui due preventivi apparentemente identici — stesso modello, canone simile — possono produrre risultati molto diversi a dodici mesi di distanza. Si può noleggiare una multifunzione senza alcuna governance, e in teoria si può affidare in gestione un parco di proprietà. Quando manca del tutto una regia, però, l'efficienza tende a peggiorare con il passare dei mesi, non a migliorare.

Il noleggio come contenitore contrattuale del servizio

Nella pratica, il canone è il veicolo più semplice per tenere insieme hardware, manutenzione, consumabili e governance in un unico rapporto con un unico interlocutore. Alcuni operatori affiancano al noleggio stampanti multifunzione professionali un periodo di prova gratuito di trenta giorni: nell'area torinese lo propone per esempio Bruno Sistemi, che sulla propria offerta locale indica un canone fisso e personalizzato a partire da 19,90 euro al mese, spedizione gratuita, garanzia di 48 mesi, riordino automatico dei consumabili e assistenza sia da remoto sia sul posto, con un costo per pagina che l'azienda stima ridotto fino al 25% rispetto all'acquisto. Un mese è poco per fare bilanci, ma basta per capire se il fornitore risponde davvero e se il dimensionamento proposto regge il carico reale dell'ufficio.

Sul piano contrattuale e fiscale valgono alcune coordinate generali. Nel noleggio operativo di stampanti e fotocopiatrici la durata tipica è di 36, 48 o 60 mesi e il bene non entra nell'attivo patrimoniale dell'azienda: non viene iscritto come immobilizzazione e non richiede ammortamento. I canoni sono trattati come costi di esercizio deducibili ai fini IRES e IRAP, con IVA detraibile per i soggetti titolari di partita IVA. Restano indicazioni di massima: la verifica caso per caso con il proprio consulente è d'obbligo, perché uso promiscuo e natura dell'attività possono incidere.

Le formule sul mercato sono sostanzialmente tre, e conviene distinguerle prima di confrontare i numeri. Il canone con pagine incluse è il più leggibile a budget, ma va valutato sul costo delle copie oltre soglia, che è la voce capace di ribaltare la convenienza. Il costo copia puro premia chi ha volumi molto variabili, a patto che il contratto non nasconda minimi di fatturazione. Le formule a consumo senza canone fisso funzionano bene su parchi piccoli e stagionali, meno quando servono livelli di servizio stringenti. Non esiste una risposta migliore in assoluto: esiste una risposta coerente con i volumi reali, che vanno misurati e non stimati a memoria.

Prima di firmare, il canone dovrebbe contenere in modo esplicito almeno queste voci: installazione e configurazione in rete, assistenza da remoto e in loco con tempi dichiarati, consumabili con riordino su soglia, ricambi e parti soggette a usura come tamburi e unità di fusione, aggiornamenti firmware, eventuale dispositivo sostitutivo in caso di guasto bloccante. La carta, di norma, non è compresa. Il ritiro e la gestione dei toner esausti possono essere previsti, ma non sempre lo sono: va chiesto in modo diretto, specificando modalità e frequenza.

Il costo che non compare in fattura

Chi prova a ricostruire quanto spende davvero la propria azienda in stampa scopre che il costo visibile — il canone o il prezzo d'acquisto — è solo una parte del totale. Il resto si distribuisce su voci che nessuno contabilizza separatamente.

Duplicazione dei dispositivi. Le stampanti personali comprate d'urgenza, magari da reparti diversi in anni diversi, moltiplicano modelli, driver e codici consumabile. Ogni codice in più è una scorta in più e un ordine in più. E su un parco eterogeneo anche una richiesta banale di assistenza passa da canali e referenti differenti.

Micro-fermi. Cinque minuti persi per un inceppamento o per cercare il toner giusto, ripetuti su decine di persone e centinaia di volte l'anno, pesano più di qualsiasi sconto sul canone.

Acquisti spot. Il consumabile ordinato all'ultimo momento si paga a listino, arriva quando arriva e talvolta non è nemmeno compatibile con il modello che si ha in ufficio.

Stampe non necessarie. Documenti a colori per abitudine, copie fronte singolo per impostazione predefinita, lavori inviati e mai ritirati. Sprechi silenziosi, e insieme un problema di riservatezza.

Nessuna di queste voci si risolve cambiando macchina. Si risolvono con regole, misurazione e qualcuno che se ne occupi con continuità: il perimetro esatto di un servizio gestito.

Perché le imprese ci stanno arrivando adesso

Le spinte convergono da direzioni diverse. La prima è la riduzione della complessità: chi gestisce l'informatica in una piccola o media impresa ha già in carico rete, postazioni, backup e continuità dei gestionali, e la stampa è la voce che più facilmente diventa rumore di fondo fatto di ticket a bassa priorità.

La seconda è la prevedibilità economica. Un modello a costo pagina, con volumi monitorati e rendicontazione periodica, trasforma una spesa erratica in un dato leggibile e attribuibile ai centri di costo. Il vantaggio non è soltanto il risparmio immediato, quanto la possibilità di negoziare e correggere su base numerica.

La terza è la continuità operativa. Il monitoraggio remoto dei dispositivi permette di intercettare un consumabile in esaurimento o un componente in usura prima che diventi un fermo. In alcune offerte di noleggio multifunzione il riordino automatico dei materiali è compreso nel pacchetto; in altri casi il monitoraggio passa da software dedicati di print management. Conviene chiedere in concreto come funziona, chi riceve gli avvisi e con quali tempi si traduce in una consegna o in un intervento: è la differenza tra un'assistenza reattiva e una preventiva.

Restano due fronti che nelle realtà più piccole arrivano più tardi ma pesano sempre di più: la conformità e l'impatto ambientale. Sono meno distanti di quanto sembri, perché seguono lo stesso filo — un rischio da portare sotto controllo e poi da dimostrare con evidenze misurabili. Il rilascio sicuro delle stampe, per esempio, nasce come misura di riservatezza (il documento esce dalla macchina solo quando l'utente si autentica), ma ha un effetto immediato sui volumi: i lavori inviati per errore e mai ritirati semplicemente non vengono più prodotti. Lo stesso vale per il fronte/retro impostato come predefinito o per i limiti sul colore per reparto. Nei questionari fornitore e nelle gare, poi, i dati di consumo e le politiche sui materiali esausti vengono richiesti con crescente frequenza.

La multifunzione è un nodo di rete, non un elettrodomestico

È l'aspetto più sottovalutato negli uffici di dimensioni contenute. Una multifunzione moderna ha una memoria di massa, una rubrica, un'interfaccia web di amministrazione, spesso un accesso diretto a cartelle di rete e caselle di posta. Tratta dati personali per definizione: il GDPR, in vigore dal 25 maggio 2018, definisce dato personale qualsiasi informazione riferita a una persona fisica identificata o identificabile, e una busta paga scansionata rientra pienamente nella categoria.

I rischi tipici sono banali, ed è proprio per questo che sono frequenti. Documenti riservati che restano nel vassoio di uscita in un corridoio comune. Interfacce di amministrazione lasciate con credenziali predefinite. Scansioni inviate a indirizzi sbagliati perché la rubrica non è stata mai ripulita. Firmware non aggiornato su dispositivi raggiungibili dall'intera rete aziendale.

Le contromisure sono alla portata di qualsiasi ufficio: autenticazione dell'utente con PIN o badge, rilascio del lavoro solo in presenza della persona davanti alla macchina, rubriche gestite centralmente, cifratura e cancellazione sicura dei dati residenti, segmentazione di rete e disattivazione dei servizi non utilizzati. Sono funzioni che vanno configurate all'installazione e mantenute nel tempo: precisamente il tipo di attività che un contratto di solo noleggio, di norma, non copre.

C'è poi il piano delle responsabilità. Quando il fornitore accede ai dispositivi da remoto o raccoglie dati di utilizzo, sta trattando dati per conto dell'azienda cliente: l'art. 28 del Regolamento prevede che il titolare si rivolga unicamente a responsabili del trattamento che offrano garanzie sufficienti in termini di misure tecniche e organizzative adeguate. Tradotto in pratica: la nomina a responsabile va formalizzata e allegata al contratto. Le sanzioni previste possono arrivare fino a 20 milioni di euro o, per le imprese, al 4% del fatturato mondiale annuo dell'esercizio precedente — cifre che rendono poco sensato risparmiare sulla configurazione.

Dal dispositivo al flusso documentale

Il ritorno più consistente, in molti uffici, non arriva dalla stampa ma dalla scansione. Profili preimpostati che inviano il documento direttamente alla cartella dell'amministrazione, al gestionale o al fascicolo del cliente eliminano passaggi manuali e riducono gli errori di archiviazione. Con il riconoscimento ottico dei caratteri e un'indicizzazione minima i documenti tornano cercabili: e un documento che si trova non viene ristampato.

Vale la pena costruire profili distinti per reparto — contabilità, risorse umane, commerciale — perché destinazioni e formati richiesti sono diversi. Anche qui la differenza tra un'installazione e un servizio gestito sta nella manutenzione: i percorsi di rete cambiano, il personale ruota, i gestionali si aggiornano. Senza qualcuno che tenga allineati i profili, dopo un anno tornano tutti a scansionare verso la propria casella di posta.

Le domande da fare al fornitore prima di firmare

Un preventivo con un canone e un elenco di funzioni non basta a distinguere due offerte di noleggio fotocopiatrici o multifunzione. Queste, invece, sì:

Esiste un'analisi preliminare? Mappatura dei dispositivi esistenti, volumi reali per reparto, criticità rilevate. Se il dimensionamento arriva prima della misurazione, è una vendita, non un progetto.

Quali indicatori verranno misurati e con quale periodicità? Volumi per dispositivo e per centro di costo, rapporto colore/bianco e nero, fermi macchina, consumo di materiali.

Che cosa dicono esattamente i livelli di servizio? Tempo di presa in carico e tempo di intervento sono due cose diverse. Va chiarito da quando parte l'orologio, quali fasce orarie sono coperte e cosa accade se il guasto non si risolve in giornata.

Che cosa è incluso e che cosa no. Installazione, formazione degli utenti, ricambi, tamburi e unità di fusione, ritiro dei toner esausti, dispositivo sostitutivo. Meglio averlo per iscritto, voce per voce.

Come si gestiscono le eccedenze di volume? Il costo delle pagine oltre soglia va negoziato all'inizio, non scoperto alla prima fattura anomala.

Come funziona il fine contratto. Ritiro dei dispositivi, cancellazione sicura dei dati residenti sulle memorie, condizioni di rinnovo o aggiornamento del parco, penali per recesso anticipato.

Chi gestisce le sedi secondarie. Per le realtà distribuite, sapere se l'assistenza è diretta o affidata a terzi sul territorio incide sui tempi reali di intervento.

Partire da un reparto, non dall'intera azienda

Il modo più solido per valutare un servizio gestito è restringere il campo. Si sceglie una sede o un reparto rappresentativo, si sostituiscono due o tre dispositivi, si attivano le regole di stampa e il monitoraggio, si misura per qualche settimana. I dati da osservare sono pochi e chiari: tempo medio di risposta dell'assistenza, numero di fermi, andamento del rapporto colore/bianco e nero dopo l'introduzione delle impostazioni predefinite, quante persone hanno effettivamente adottato il rilascio sicuro delle stampe.

Se il pilota funziona, l'estensione al resto dell'azienda diventa una decisione documentata invece che una scommessa. Se non funziona, il costo dell'errore resta contenuto. In entrambi i casi si sarà imparato qualcosa che nessun preventivo può anticipare: come si comporta il fornitore quando qualcosa va storto. Che è poi l'unico momento in cui un servizio gestito si distingue davvero da un contratto di noleggio.

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