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Territorio | 11 agosto 2026, 14:08

Addio a Luigi Ciapparella, una vita tra architettura e urbanistica, per la sua Busto

Scomparso a 87 anni, ha firmato l’ampliamento brutalista al cimitero monumentale ma anche il recupero dei Molini Marzoli, con la Sala Tramogge, e il progetto della scuola Pertini. Per decenni in servizio a Palazzo Gilardoni, contribuì a porre le premesse per convertire grandi spazi ex industriali in aree pubbliche, a disposizione della cittadinanza. La moglie, Francesca Bianchi: «Fino a quando la salute glielo ha consentito, ha osservato la città con competenza e passione. Anche una certa preoccupazione». Le coordinate del funerale

Luigi Ciapparella

Luigi Ciapparella

L’architetto Luigi Ciapparella è scomparso a 87 anni, Busto dice addio a una delle sue grandi firme. Suo l’ampliamento in stile brutalista del cimitero monumentale, linee e materiali inconfondibili, innumerevoli citazioni su riviste di settore e talmente caratteristico da diventare, in tempi recenti, location per video musicali. Ma il nome dell’architetto Ciapparella si lega a tante altre operazioni- Oltre all’ampio plesso scolastico delle Pertini, progetti per la conservazione, il recupero e la valorizzazione di siti produttivi, a partire dai Molini Marzoli con la sala Tramogge.

Per decenni al servizio del Comune, all’Urbanistica e come capo dell’Ufficio Tecnico, Luigi Ciapparella fu figura fondamentale nel redigere il Piano regolatore di metà anni Settanta. Diede un contributo decisivo nel fissare vincoli per la conservazione e la valorizzazione di spazi e strutture, ponendo le premesse di operazioni che resero alcuni grandi nomi del passato industriale (cotonificio bustese, oggi Museo del Tessile, Comerio, Milani) in altrettanti sinonimi di verde pubblico, di possibilità di incontro, di socialità.

Ricorda, oggi, la moglie, Francesca Bianchi: «Ha lavorato, fra gli altri, con gli architetti Pinuccio Magini, Richino Castiglioni, Silvano Tintori… Anche dopo avere concluso la sua carriera lavorativa ha continuato a osservare Busto con attenzione e competenza, in una fase anche partecipando all’esperienza di Manifattura cittadina. Senza nascondere preoccupazioni e qualche cruccio: la zona di via Einaudi e quella che lui definiva di sud ovest, il recupero del centro storico, la necessità di trovare un equilibrio tra tutela dell’ente pubblico, della collettività, e interesse dei privati, verso il quale avvertiva uno sbilanciamento, con conseguenti rischi. Fino a quando la salute glielo ha consentito, ci ha messo passione. E senso civico».

Il funerale dell’architetto Ciapparella è fissato giovedì 13 agosto alle 14 nella chiesa del Sacro Cuore (Frati).

Stefano Tosi

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