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Territorio | 10 agosto 2026, 15:52

«Alla casa di Comunità di Laveno si lavora con temperature fino a 37 gradi». Il sindacato segnala il caso

La FP CGIL di Varese: «Non è accettabile lavorare in ambulatori e uffici che raggiungono queste temperature. Oggi abbiamo chiesto l'intervento di ATS Insubria»

«Alla casa di Comunità di Laveno si lavora con temperature fino a 37 gradi». Il sindacato segnala il caso

Ambulatori e uffici che già nel corso della mattinata raggiungono temperature intorno ai 30 gradi, con punte segnalate che arrivano addirittura a 36-37 gradi. È la situazione che lavoratrici e lavoratori stanno affrontando alla Casa di Comunità di Laveno Mombello, struttura priva di un adeguato impianto di raffrescamento. 

Una condizione che la FP CGIL Varese ritiene non più tollerabile e sulla quale, nella giornata di oggi, il sindacato ha deciso di interessare formalmente gli Organi di Vigilanza del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di ATS Insubria, chiedendo una verifica delle condizioni presenti all'interno della struttura. Il problema, infatti, non nasce oggi. La prima segnalazione degli RLS risale al 25 giugno, come spiega la FP CGIL in una nota a firma del Segretario Generale Farano Davide.

A fronte del permanere delle criticità, il 5 agosto anche la FP CGIL Varese è intervenuta formalmente, chiedendo all'Azienda di adottare misure adeguate a tutela del personale. Entrambe le segnalazioni, tuttavia, sono rimaste senza una soluzione concreta.

Nel frattempo lavoratrici e lavoratori continuano a svolgere la propria attività in ambulatori e uffici nei quali, nelle giornate più calde, le temperature possono raggiungere livelli difficilmente conciliabili con condizioni di lavoro adeguate. «Non stiamo parlando semplicemente di comfort. Quando in un ambiente di lavoro si raggiungono temperature di 36 o 37 gradi, il tema diventa quello della salute e della sicurezza delle persone» dicono da FP CGIL. 

La stessa ATS Insubria, nelle proprie indicazioni sul rischio da stress da calore, richiama espressamente l'attenzione anche sugli ambienti chiusi non climatizzati influenzati dalle condizioni meteorologiche esterne, indicando la necessità di una corretta valutazione del rischio e dell'adozione delle relative misure di prevenzione. 

FP CGIL: «Dopo un mese e mezzo non bastano più le segnalazioni». 
«Gli RLS avevano segnalato il problema già il 25 giugno. La FP CGIL lo ha nuovamente fatto il 5 agosto. Siamo - aggiunge il sindacato - al 10 agosto e il personale continua a lavorare nelle medesime condizioni. Dopo un mese e mezzo non è più sufficiente prendere atto del problema: servono interventi. Per questo oggi abbiamo trasmesso una segnalazione formale al PSAL di ATS Insubria, chiedendo agli Organi di Vigilanza di verificare direttamente le condizioni presenti nella Casa di Comunità. Non è pensabile chiedere a professionisti sanitari, amministrativi e operatori di trascorrere interi turni di lavoro in locali che possono raggiungere temperature di 36 o 37 gradi. Chiediamo ad ASST Sette Laghi di individuare immediatamente soluzioni tecniche e organizzative adeguate e, soprattutto, una soluzione strutturale al problema del raffrescamento della Casa di Comunità di Laveno. La tutela della salute non può valere soltanto per chi entra in una struttura sanitaria come paziente. Deve valere anche per chi, ogni giorno, in quella struttura lavora e garantisce i servizi ai cittadini».

Comunicato Stampa

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