Riceviamo e pubblichiamo:
Il percorso democratico non si ferma, semmai si misura sui fatti e sulla qualità dei progetti per il futuro della nostra città. Le accuse di «analfabetismo istituzionale» e «corto circuito» lanciate dalla Lega varesina rappresentano il solito, stanco tentativo di spostare il dibattito dai contenuti della pianificazione urbanistica e dalle cose importanti per la città alle sterili polemiche di metodo.È bene fare un pò di chiarezza per rispetto dei cittadini e del lavoro delle istituzioni.
Trasparenza e correttezza procedurale
La presentazione alla stampa e alla città delle linee guida del nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) non toglie un solo millimetro alle prerogative del Consiglio Comunale. È prassi democratica e dovere di trasparenza illustrare i grandi temi della città alla comunità. Tutta la documentazione prevista dagli iter normativi è a disposizione dei consiglieri comunali secondo le tempistiche stabilite dai regolamenti e dalla legge e da quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Estense.
Lavoro di qualità e rispetto delle commissioni
Parlare di «scatola chiusa» o di consiglieri «passacarte» insulta il lavoro rigoroso che gli uffici, la Giunta e i componenti della Commissione Urbanistica stanno svolgendo da quasi 2 anni. Le decine di commissioni (anche congiunte con altri ambiti) sono state convocate proprio per avviare il confronto e dare le indicazioni che emergevano dal dibattito agli estensori del piano così da accompagnare l'aula verso scelte consapevoli.
Tempistiche e partecipazione
Il PGT è l'atto con cui disegniamo la Varese dei prossimi anni. L'iter di adozione e approvazione prevede tempi trasparenti, fasi di osservazione pubblica e momenti di approfondimento in aula e ne stiamo parlando da diversi mesi. L'elaborazione del nuovo Piano ha richiesto un'attività particolarmente complessa, resa necessaria anche dal profondo mutamento del quadro normativo europeo e regionale che negli ultimi anni ha inciso sulla pianificazione urbanistica, imponendo nuovi obiettivi e nuovi criteri di programmazione del territorio. Far passare l'idea che vi sia un'accelerazione ingiustificata significa ignorare un percorso che dura da tempo e che ha visto il coinvolgimento del territorio, delle categorie e delle diverse forze politiche. Tutti i consiglieri comunali avranno a disposizione più di 40 giorni prima della trattazione del punto in Consiglio per approfondire e studiare i documenti. Un tempo ampio, inusuale per i tempi del Consiglio Comunale concesso proprio per il maggior numero di documenti da esaminare rispetto al solito.
Nessun ritardo per la città
La proposta della Lega di far slittare i lavori a ottobre appare puramente strumentale. La città non può permettersi tatticismi d'aula o meline politiche su uno strumento fondamentale per lo sviluppo sostenibile, il recupero delle aree dismesse ed il rafforzamento delle vocazioni di Varese soprattutto in un quadro nazionale ed internazionale di grande incertezza.
Spiace che la Lega, oltre ad eccepire questioni procedurali inconsistenti continui il suo attacco nei confronti del presidente del Consiglio comunale Coen che ha sempre dimostrato equilibrio e rigorosa applicazione delle regole. Questo ulteriore gratuito attacco nei confronti del garante dei lavori del Consiglio appare l'ennesimo tentativo della Lega di buttare in rissa una discussione così importante. Tutta la maggioranza continua a lavorare con serenità nell'interesse della comunità, dell'apertura al dialogo e nel massimo rispetto per la centralità del Consiglio Comunale. L'invito alla Lega è uno solo: abbandonare la polemica politica di giornata e confrontarsi nel merito delle proposte per la Varese di domani, come abbiamo fatto anche in occasione dell'ultimo bilancio con le altre minoranze.
I capigruppo di maggioranza
Giacomo Fisco
Francesca Strazzi
Giuseppe Pullara
Dino De Simone
Luca Paris














