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Territorio | 21 luglio 2026, 12:42

Ragazzi ucraini ospiti a Laveno Mombello: «Che bello dormire la notte senza la paura di dover scendere nei rifugi»

I giovani tra i 16 e i 20 anni che sono ospiti della Casa Gesù Bambino, hanno incontrato anche i rappresentanti dell'amministrazione comunale: «Dietro i nomi di città di cui sentiamo parlare nei mezzi di comunicazione, ci sono persone reali che ogni giorno si misurano con quello che devono affrontare; diciamo grazie a questi ragazzi che osano testimoniare la pace pur vivendo in una condizione di guerra»

Il gruppo di giovani ucraini ospiti a Laveno Mombello durante l'incontro con i rappresentanti dell'amministrazione comunale

Il gruppo di giovani ucraini ospiti a Laveno Mombello durante l'incontro con i rappresentanti dell'amministrazione comunale

E' in Italia da qualche giorno, ospiti nella Casa Gesù Bambino a Laveno Mombello un gruppo di ragazzi provenienti dalla zona di Zaporizhzhia in Ucraina.

I giovani tra i 16 e i 20 anni, ragazzi e ragazze, sono partiti accompagnati da don Markian Buniak, responsabile della pastorale giovanile dell'esarcato di Donetsk e suor Lukia Murashko e sono stati accolti in Italia grazie all'impegno di don Volodymyr Misterman, cappellano dell'Esarcato Apostolico per le comunità ucraine a Varese e Gallarate.

In questi giorni i ragazzi hanno potuto assaporare un po' di quella normalità a cui la guerra li ha costretti a rinunciare. Raccontano la bellezza del poter rimanere a letto la notte senza la paura di scendere nei rifugi, la bellezza di poter stare alzati fino a tardi semplicemente a chiacchierare e guardare il cielo stellato. Il loro naso all'insù per qualche giorno non si adombra di paura.

Tra loro ci sono ragazzi che hanno dovuto lasciare le loro case, alcuni che hanno subito gravi lutti familiari a causa della guerra. Ma sono ragazzi  e ragazze che hanno in sé la voglia di credere ancora nella possibilità della pace e nella costruzione del proprio futuro.

È stato dunque un momento significativo l'incontro di domenica 19 luglio, promosso da Suor Maria Rosa Fizzotti, responsabile di Casa Gesù Bambino, tra questi giovani e alcuni rappresentanti del Comune di Laveno Mombello che hanno voluto dare il benvenuto e offrire vicinanza a questi testimoni di pace.

Il vicesindaco, Mario Iodice, richiamando il significato originario della parola pace, che rimanda al termine unire, mettere insieme, ha voluto augurare al popolo ucraino di giungere presto a ritrovare quella pace, frutto di un impegno umano ma anche, per chi crede, richiesta a Dio perché faccia splendere il miracolo del sorriso fra gli uomini.

L'assessora alle Politiche Giovanili, Letizia Antonello, sottolineando l'importanza di un incontro come questo, che permette di capire che dietro i nomi di città di cui sentiamo parlare nei mezzi di comunicazione, ci sono persone reali che ogni giorno si misurano con quello che devono affrontare, ha ringraziato per la testimonianza offerta da questi ragazzi che osano testimoniare la pace pur vivendo in una condizione di guerra.

Ad accogliere il gruppo anche Mattia Gervasini, giovane consigliere comunale e Giacomo Masci presidente del Consiglio Comunale dei Giovani di Laveno Mombello, che con le loro parole hanno saputo subito entrare in sintonia e stabilire un contatto con i coetanei ucraini tanto da darsi appuntamento per una prossima volta che sia occasione per costruire insieme momenti di condivisione.

E prima dei saluti suor Lukia ha voluto raccontare di come ogni gesto di vicinanza, anche il più semplice e il più piccolo, vuole dire molto per chi ogni giorno si trova a dover affrontare il dolore della guerra. Sentire che non si è soli  aiuta ad andare avanti. Con l'augurio per un futuro di pace che i giovani hanno intonato con bellissime voci in un canto che ha concluso la giornata.

C.S.

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