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Politica | 16 luglio 2026, 13:22

"Viviamo Induno Olona" sull'ex Tessitura: «E' chiaro quello che vuol fare il privato, ma dov'è l'interesse pubblico?»

Riceviamo e pubblichiamo la nota del gruppo di minoranza sul progetto di recupero di una delle aree strategiche del paese: «Si demolisce lo stabile storico per lasciare spazio a un'area libera, senza una chiara destinazione pubblica. Inoltre, da un primo approfondimento, la nuova strada e i parcheggi previsti vengono progettati a favore alle esigenze del futuro insediamento commerciale, non a quelle della collettività»

"Viviamo Induno Olona" sull'ex Tessitura: «E' chiaro quello che vuol fare il privato, ma dov'è l'interesse pubblico?»

Riceviamo e pubblichiamo la nota del gruppo di minoranza "Viviamo Induno Olona" sul progetto di recupero dell'area ex Tessitura: 

È stato approvato dalla Giunta Castelli il progetto di recupero dell'area dell'ex Tessitura. Un intervento importante, che interessa uno dei punti più strategici del paese, tra la stazione e il sistema commerciale dell’Esselunga su via Porro.

Dai commenti alle comunicazioni ufficiali, ci sembra che i cittadini indunesi non abbiano ben compreso che l’intervento riguarda la rigenerazione dell’area da parte di un operatore privato (Autotorino) che potrà così ampliare la sua attività commerciale. Fin qui niente di nuovo.  

Tuttavia, quando un'area privata viene trasformata grazie alle previsioni del Piano di Governo del Territorio, il principio cardine è che tale trasformazione debba tradursi in un beneficio concreto per la collettività.

Il PGT in vigore (tanto criticato dagli amministratori di oggi) aveva previsto un progetto capace di restituire questo spazio ai cittadini, includendo: un grande collegamento pedonale tra la stazione e via Porro, con un viale alberato e una pista ciclabile; un parcheggio pubblico al servizio della stazione; il recupero dello storico edificio della ex Tessitura, da destinare a uno "Spazio dei Creativi", aperto ad associazioni, artisti, artigiani e iniziative culturali.

Oggi, la proposta approvata dalla Giunta Castelli va in una direzione diversa. Si demolisce lo stabile storico per lasciare spazio a un'area libera, senza una chiara destinazione pubblica. Inoltre, da un primo approfondimento, la nuova strada e i parcheggi previsti vengono progettati a favore alle esigenze del futuro insediamento commerciale, non a quelle della collettività.

Ed è proprio qui che si pone il tema dell'interesse pubblico. L'edificio storico della ex Tessitura non è soltanto un immobile: rappresenta una parte della memoria della nostra comunità, del lavoro e delle generazioni di indunesi che vi hanno trovato occupazione. Un paese non è fatto solo di edifici (da abbattere?), ma delle tracce della sua storia che danno continuità alla memoria collettiva.

Perché demolire l'ex Tessitura se esiste un'alternativa?

Solo il costo previsto per la demolizione supera i 400.000 euro (che sosterrebbe il privato, ma sottraendoli dagli oneri che dovrebbe comunque pagare al Comune): risorse che potrebbero essere destinate al recupero dell'edificio, alternativa prevista anche in una perizia tecnica commissionata dalla stessa amministrazione.

Una volta messo in sicurezza e recuperato, quello stabile potrebbe diventare uno spazio vivo e utile per la città.

E se l'idea dello "Spazio dei Creativi" non convince l'amministrazione, esiste comunque un'altra possibilità: ristrutturare l'edificio come nuova sede dei servizi ASFARM, evitando di sacrificare l'area verde dell'asilo di via Cappelletta e offrendo, grazie alla vicinanza con la stazione, un servizio più accessibile ai cittadini.

La questione, quindi, non è essere favorevoli o contrari al recupero dell'area. Il punto è un altro: ogni trasformazione urbana deve lasciare alla città un valore aggiunto reale. L'interesse pubblico non può diventare un dettaglio (magari oggetto di trattativa con il privato), ma deve restare il criterio con cui si valutano le scelte che cambieranno il volto del nostro territorio.

Comunicato Stampa


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