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Canottaggio | 14 luglio 2026, 10:04

«Così la piccola Varese diventa il centro del mondo»

Dal 31 luglio al 2 agosto oltre trenta nazionali, circa 500 atleti e migliaia di addetti ai lavori trasformeranno la Schiranna in un palcoscenico internazionale. Il direttore generale della Canottieri Varese e del comitato organizzatore, Pierpaolo Frattini, racconta numeri, novità e retroscena: «Non sarà solo una manifestazione sportiva, ma una festa aperta a tutti. E se arriveranno anche le medaglie azzurre, sarà la ciliegina sulla torta»

Pierpaolo Frattini, direttore generale della Canottieri Varese e del comitato organizzatore degli eventi remieri a Varese

Pierpaolo Frattini, direttore generale della Canottieri Varese e del comitato organizzatore degli eventi remieri a Varese

Dal 31 luglio al 2 agosto il lago di Varese ospiterà i Campionati Europei di canottaggio, uno degli eventi sportivi internazionali più importanti mai organizzati sul territorio. Oltre trenta nazionali, circa cinquecento atleti, migliaia di addetti ai lavori e un ricco calendario di iniziative gratuite trasformeranno la Schiranna e il centro cittadino in un grande villaggio dello sport. Ne abbiamo parlato con Pierpaolo Frattini, direttore generale della Canottieri Varese e del comitato organizzatore, che racconta numeri, curiosità e ambizioni di una manifestazione capace, come sempre accade con il canottaggio, di compiere una piccola magia: mettere una realtà come Varese al centro del mondo.

Frattini, mancano ormai solo tre settimane agli Europei. Che manifestazione vi aspettate?

«Le iscrizioni scadranno settimana prossima, quindi a breve sapremo esattamente quante nazioni parteciperanno e quanti atleti saranno presenti. Le proiezioni ci dicono però già che avremo più di trenta squadre nazionali e circa cinquecento atleti. È un risultato importantissimo per un Campionato Europeo e, soprattutto, saranno presenti tutte le nazionali più forti e competitive. Anche dal punto di vista sportivo il livello sarà altissimo.»

Non sarà soltanto un evento sportivo...

«No. È impostato per essere anche un punto di riferimento per il turismo, per gli spettatori e per la città. Vogliamo che sia una manifestazione da vivere a 360 gradi, non solo per gli appassionati di canottaggio ma anche per chi è semplicemente curioso di conoscere un evento internazionale o vuole cogliere l'occasione per visitare Varese.»

L'accesso sarà gratuito?

«Sì. L'accesso all'evento e a tutta l'area della Schiranna è gratuito. A pagamento ci saranno soltanto i biglietti della tribuna. Tutti gli eventi collaterali saranno invece completamente gratuiti.»

Quali saranno le principali iniziative collaterali?

«Si partirà giovedì alle 19 con la cerimonia inaugurale, per la quale stiamo preparando una bella iniziativa con diverse sorprese. Subito dopo verrà inaugurata la Fan Zone. Abbiamo preso spunto da manifestazioni molto più grandi della nostra e realizzeremo un'area dedicata a spettatori e tifosi con musica, street food e la possibilità di vivere il lago. Tutti gli spettacoli saranno gratuiti.»

La Fan Zone sarà aperta per tutta la durata dell'evento?

«Sì, sarà aperta tutti i giorni dalle 10 del mattino alle 23. Venerdì e sabato sera sono previsti anche due appuntamenti musicali pensati soprattutto per la città di Varese e per gli spettatori, più che strettamente collegati alla competizione.»

Ci sarà anche il Rowing Village in piazza Monte Grappa.

«Esatto. È un'evoluzione dell'esperimento che abbiamo fatto lo scorso anno. Oltre al maxischermo e al palco realizzeremo un vero villaggio dove si potranno provare il remoergometro, lezioni di pilates e altre attività sportive, tutte gratuite. I nostri istruttori organizzeranno classi prenotabili online. Ci saranno inoltre spazi dedicati ad associazioni sportive del territorio e agli sponsor che proporranno attività per il pubblico.»

L'obiettivo è quindi creare un collegamento tra il lago e il centro città?

«Esattamente. L'evento cresce ogni anno e coinvolge sempre di più il territorio. Vogliamo creare un collegamento tra la Schiranna e Varese, portando gli spettatori in centro e facendo conoscere la città anche alle tante persone che arriveranno dall'estero.»

Oltre ai cinquecento atleti, quante persone porterà la manifestazione?

«Parliamo di diverse migliaia di persone. Generalmente il numero degli accompagnatori è circa tre volte quello degli atleti, perché ogni nazionale arriva con allenatori, medici, fisioterapisti, nutrizionisti, psicologi e ormai anche biomeccanici, visto il livello di evoluzione tecnologica raggiunto dal nostro sport. A questi bisogna aggiungere tutta la macchina organizzativa: giudici internazionali, federazione, personale tecnico e service. Solo loro sono circa altre 250 persone. Abbiamo praticamente riempito gli hotel di Varese e della provincia, fino a Malpensa.»

Anche sul fronte dei volontari avete avuto una risposta importante.

«Abbiamo addirittura dovuto chiudere le iscrizioni in anticipo perché abbiamo ricevuto moltissime candidature spontanee, anche grazie agli appelli fatti insieme alla stampa. Saranno circa 350 volontari. È confermata anche la collaborazione con gli istituti scolastici, che permetterà agli studenti di partecipare attraverso i PCTO.»

Per un ragazzo di Varese riuscire a “respirare” in una città così piccola un’atmosfera internazionale che di solito è propria di eventi che si tengono in città ben più grandi è qualcosa di incredibile…

Siamo come una mosca bianca: piccoli noi, piccola Varese, piccolo il Comitato organizzatore… Eppure ospitiamo eventi che per copertura mediatica, numero di spettatori e partecipazione delle squadre è qualcosa di straordinario. Mi piace paragonarci alle piccole e medie imprese del territorio che riescono a competere e spesso a superare aziende molto più grandi. Per noi è motivo di grande soddisfazione.»

Dal punto di vista tecnico, quali saranno le nazionali da battere?

«La Germania, la Gran Bretagna, la Romania, parte della nazionale olandese e la Grecia sono sicuramente tra le squadre più forti. Ovviamente ci sarà anche l'Italia, che arriva in un momento molto positivo. Il quattro di coppia maschile ha appena vinto la medaglia d'oro a Henley, così come il due senza femminile con Alice Codato. Speriamo davvero che, oltre a organizzare un grande evento, si possano festeggiare tante medaglie azzurre.»

Ci saranno anche atleti varesini da seguire?

«Sicuramente Alice Codato, suo fratello Giovanni e Gabriel Soares. Sono atleti del nostro territorio e speriamo possano regalarci grandi soddisfazioni.»

Che copertura televisiva avrà la manifestazione?

«Molto importante. Le gare saranno trasmesse dalla Rai per l'Italia e ci sarà la copertura di Eurovision con oltre trenta broadcaster collegati. Diverse televisioni, tra cui quella svizzera, inglese e polacca, arriveranno direttamente a Varese con le proprie troupe per realizzare servizi e interviste.»

Qual è oggi la nazionale di riferimento nel canottaggio mondiale?

«Da sempre la Gran Bretagna. Sono il punto di riferimento dal punto di vista organizzativo, tecnologico e sportivo. A Lucerna hanno conquistato sei medaglie d'oro e con loro abbiamo anche un rapporto di collaborazione e amicizia. Copiarli è impossibile, perché servono risorse economiche e soprattutto un sistema completamente diverso dal nostro.»

Perché?

«Perché da loro il canottaggio si sviluppa soprattutto nei college e nelle università, che hanno budget enormi e squadre strutturate. Hanno una base molto più ampia di praticanti e questo permette di costruire atleti di altissimo livello. Negli anni Novanta hanno investito tantissimo nel canottaggio femminile e oggi hanno addirittura il triplo delle tesserate rispetto agli uomini.»

Anche il Pararowing sarà protagonista?

«Assolutamente sì. Come in tutti gli eventi internazionali di World Rowing, la manifestazione sarà al cento per cento inclusiva. Le gare paralimpiche si svolgeranno insieme a quelle olimpiche, nello stesso programma e sulla stessa distanza. Per noi è più impegnativo dal punto di vista organizzativo, ma è un aspetto di cui siamo particolarmente orgogliosi.»

Quanto sarebbe importante vedere l'Italia protagonista?

«Sarebbe davvero la ciliegina sulla torta. Molti spettatori saranno ragazzi e appassionati provenienti da tutta Italia. Vedere gli equipaggi azzurri salire sul podio renderebbe tutto ancora più speciale. Quest'estate il calcio non ci ha regalato grandi emozioni: speriamo che possa farlo il canottaggio. Sarebbe bellissimo festeggiare una vittoria del quattro di coppia, dell'otto maschile, di un equipaggio femminile o magari di Alice Codato. Sarebbero immagini destinate a restare nel tempo.»

Andrea Confalonieri e Fabio Gandini

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