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Politica | 13 luglio 2026, 20:25

In trecento a Busto per l’incontro con Giordano. E Tovaglieri firma il «patto per la remigrazione»

Grande partecipazione all’appuntamento con il giornalista di Rete 4. «Tante persone perbene venute a sentir parlare di un argomento che non deve essere tabù», ha detto l’eurodeputata bustocca, che ha poi siglato un documento rivolto al ministro Piantedosi

In trecento a Busto per l’incontro con Giordano. E Tovaglieri firma il «patto per la remigrazione»

«Remigrazione, remigrazione, remigrazione». Lo ha scandito più volte Mario Giordano, spronando gli oltre trecento presenti allo Shed Park del parco Norma Cossetto di Busto Arsizio a seguirlo.
«Si può dire e in questa terra si è detto prima che lo facesse il generalissimo Vannacci», ha subito precisato il giornalista e conduttore di Fuori dal Coro su Rete 4, invitato a discutere del tema dall’eurodeputata bustocca Isabella Tovaglieri in una serata promossa dal gruppo Patriots for Europe che comprende anche la Lega.
L’affollato appuntamento si è chiuso con la firma da parte di Tovaglieri di un “Patto per la remigrazione” indirizzato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

«Remigrazione si può fare? Si deve!» 

“Remigrazione in Europa: si può fare?”, il titolo dell’incontro. Una domanda evidentemente retorica per gli organizzatori. «Non è che si può fare, si deve fare – ha insistito Giordano –. Deve passare l’idea che si può andare in questa direzione. Ed è innanzitutto una battaglia culturale».

Il colpo d’occhio del parco di via Foscolo restituisce una grande partecipazione. «Adesione oltre ogni aspettativa – ha sorriso Tovaglieri –. Qui non ci sono pericolosi nazifascisti xenofobi. Ci sono tanti amministratori, ma soprattutto tante persone comuni, uomini e donne perbene venuti a sentire parlare di un argomento che non deve essere tabù». «Senza nessun retropensiero razzista», ha assicurato la leghista, rammaricandosi perché «siamo costretti a parlare in un parco circondato dagli agenti della Digos per paura di contestazioni. D'altra parte, oggi essere “normali” è un’impresa eccezionale», ha aggiunto citando Lucio Dalla.

Non una battaglia (solo) di Vannacci

Tanta Lega, ovviamente, tra il pubblico: dal segretario provinciale Andrea Cassani a quelli cittadini Alessandro Albani (Busto), Marco Bordonaro (Varese), Giorgio Caielli (Gallarate); la deputata Manuela Maffioli, il consigliere regionale Emanuele Monti e diversi amministratori del territorio (anche Chiara Colombo, assessore "civica" di Busto).
Si parla di remigrazione e c’è anche qualche vannacciano, come Massimiliano Nardi.

Ma Tovaglieri, a margine dell’incontro, precisa: «Spiace per Vannacci, ma il tema è nato all’interno della Lega, che sta portando avanti la battaglia con successo a livello europeo, anche con il regolamento rimpatri, licenziato dopo dieci anni non perché c’è Vannacci in Parlamento, ma perché la Lega ha creato alleanze che hanno portato ad avere un testo che ci permette di mettere prima la pietra alla remigrazione».

«Culture non assimilabili alla nostra»

«La cosa giusta non deve far paura», ha affermato Giordano, ricordando il Remigration Summit di Gallarate. Il giornalista ha contestato la posizione di chi sostiene che «se non ci fossero gli immigrati nessuno raccoglierebbe i pomodori o pulirebbe il c… alla nonna». Ma è proprio lavorando a certe condizioni che, per giornalista, «si distruggono i diritti di tutti i lavoratori. Quando 30 anni fa è iniziato il fenomeno migratori, gli stipendi erano più alti».

Tovaglieri ha poi precisato che la remigrazione, dal proprio punto di vista, deve andare oltre il semplice rimpatrio di chi delinque: «Ci sono culture che hanno valori non assimilabili alla nostra. Quelle che considerano la donna alla stregua di un tavolino: chi lo pensa e non si adegua deve essere remigrato».

Il Patto per la remigrazione

La serata si è chiusa con la firma da parte di Tovaglieri di un “Patto per la remigrazione”, un patto sociale, che richiama iniziative prese anche in paesi come Svezia e Danimarca, rivolto al ministro Piantedosi affinché il tema «non resti uno slogan per ottenere voci facili, come per qualcuno». «Un piano organico che - in parallelo al rapido via libera alla proposta di legge della Lega sulla revoca della cittadinanza - si fonda su tre misure prioritarie».
Eccole: via il permesso di soggiorno a chi non rispetta le regole; stop ai ghetti etnici e all'islamizzazione; più incentivi alla remigrazione volontaria.

«È il momento di cogliere con coraggio una nuova sfida – si legge nel documento – fondata su responsabilità, rispetto delle regole e difesa della sicurezza e della coesione delle nostre comunità. La remigrazione è la scelta necessaria per affermare un nuovo modello in Europa».

Riccardo Canetta


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