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Attualità | 10 luglio 2026, 17:45

Bolzano: furti in hotel di lusso e spaccio di cocaina, smantellati tre gruppi criminali. Misure cautelari anche a Varese

Diciannove persone di nazionalità albanese indagate dopo l'esecuzione delle misure da parte dei carabinieri di Bressanone, Caivano e Varese

Bolzano: furti in hotel di lusso e spaccio di cocaina, smantellati tre gruppi criminali. Misure cautelari anche a Varese

Furti in hotel di lusso ma anche traffico di cocaina. Tre gruppi criminali sono stati smantellati dai carabinieri della Compagnia di Bressanone (Bolzano) che, insieme ai militari del Comando provinciale e delle Compagnie di Caivano e Varese, hanno eseguito 19 misure cautelari a carico di altrettanti indagati, tutti di nazionalità albanese. Quattro si sono resi irreperibili e sono ricercati. Sono tutti accusati, a vario titolo, di furti aggravati in strutture alberghiere e abitazioni e di spaccio di sostanze stupefacenti. Per 12 di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, 5 sono finiti ai domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico, mentre per 2 è scattato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

Le indagini, coordinate dal procuratore capo di Bolzano, Axel Bisignano, e scattate nella primavera dello scorso anno, hanno fatto luce su tre distinti gruppi criminali.

Il primo, strutturato come associazione per delinquere, e dedito ai furti operava in modo stabile in tutta la provincia di Bolzano, estendendo le proprie attività illecite anche alle province di Belluno e Trento. Ben 65 gli episodi accertati e contestati ai componenti dell'organizzazione che potevano contare su basisti e contatti per l’approvvigionamento di veicoli e di strumentazione idonea alla commissione dei reati. Una volta portati a termine i raid, i proventi illeciti venivano trasferiti in Albania, nazione dalla quale, spiegano gli investigatori dell'Arma, gli indagati operavano "in regime di pendolarismo criminale".

Il secondo gruppo, oltre che i furti in hotel e case (10 gli episodi ricostruiti) era dedito anche allo spaccio di cocaina in tuta la provincia e soprattutto nella zona del Meranese e nelle valli limitrofe. I suoi componenti erano profondi conoscitori del territorio, anche in virtù di impieghi stagionali occasionali (quali la raccolta delle mele) e durante i raid si muovevano agilmente a piedi o persino in bicicletta. Il terzo gruppo, con base operativa a Bressanone, invece, occupava una posizione di rilievo nel mercato locale della cocaina (condividendo peraltro due membri con il primo gruppo). A dimostrarlo c'è il sequestro di circa 3 chili di cocaina e le varie cessioni documentate.

Ramificazioni su tutta Italia, auto a noleggio usate per furti arrivavano da Campania
Durante le indagini sono state arrestate in flagranza sei persone per furto aggravato in esercizi ricettivi; quattro per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, mentre altre sette sono state denunciate. Dalle indagini è emerso che gli indagati erano organizzati su tutto il territorio nazionale, con stabili ramificazioni nel Sud Italia e, in particolare, in Campania, area da cui provenivano le auto a noleggio utilizzate per la commissione dei furti. 

"L'interconnessione strutturale tra i tre gruppi, i cui membri si conoscevano e collaboravano attivamente - spiegano gli investigatori dell'Arma -, evidenzia l'esistenza di un'ampia rete criminale dedita allo scambio di informazioni logistiche e al mutuo soccorso, finalizzato a contrastare l'azione di controllo delle forze dell'ordine". Ogni indagato aveva un compito specifico: mentre alcuni si occupavano di mettere a segno materialmente i furti, ad altri spettava pianificarli, mettendo a disposizione il supporto logistico e l’alloggio. Lo stesso accadeva per le attività di spaccio, dove alcuni si occupavano dell'approvvigionamento di ingenti carichi di droga, altri del confezionamento e altri ancora della rivendita al dettaglio.

"Dal modus operandi documentato - spiegano gli inquirenti - si evince come i soggetti, cittadini albanesi, fossero specializzati in ogni minimo dettaglio, facendo sorgere il fondato sospetto che fossero attivi con le loro attività delinquenziali ormai da anni sul territorio nazionale. Attraverso contratti di lavoro fittizi, cercavano di acquisire la cittadinanza e altri vantaggi fiscali, il tutto mirato a condurre uno stile di vita illecito volto ad aggirare le maglie della legislazione italiana".

 Il danno complessivo cagionato nel corso dei furti è stimato in circa 300.000 euro, cifra comprensiva sia del valore della refurtiva sia dei consistenti danni strutturali arrecati ai complessi alberghieri, alcuni danni ancora. Le indagini proseguono per verificare l'eventuale riconducibilità agli indagati di altri episodi di furto avvenuti in passato nella provincia.

(Loc/Adnkronos)

Adnkronos

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