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Politica | 08 luglio 2026, 10:35

Taser per tutte le forze di Polizia: «Basta disparità di condizioni tra servitori dello stesso Stato»

Mozione in Consiglio regionale di Lombardia Ideale a prima firma Giacomo Cosentino. La richiesta: sollecitare il governo affinché questo strumento venga messo a disposizione della Polizia locale anche nei Comuni più piccoli e di tutti i corpi di Polizia, compresa quella penitenziaria. Dell’uso dell’arma a impulsi elettrici si è discusso - con polemiche ed esiti diversi - anche a Varese e Busto

Taser per tutte le forze di Polizia: «Basta disparità di condizioni tra servitori dello stesso Stato»

Dotare del taser la Polizia locale di tutti i Comuni e tutti i corpi di Polizia. È la richiesta portata in Consiglio regionale da Lombardia Ideale, attraverso una mozione che ha come primo firmatario il varesino Giacomo Cosentino con cui si invita a sollecitare il governo a superare una «disparità di condizioni lavorative tra servitori dello stesso Stato». 
Anche a Palazzo Pirelli, dunque, si discuterà dell’utilizzo dell’arma a impulsi elettrici, di cui si è già dibattuto – non senza polemiche – in diversi Consigli comunali: da Milano (dove di recente si è deciso di renderla una dotazione permanente) a Varese e Busto Arsizio, dove le due assemblee cittadine si sono espresse in maniera differente.

La mozione

Nella mozione presentata da Cosentino – che è anche vicepresidente dell’assise e segretario regionale di Lombardia Ideale – si legge che «l’utilizzo del taser costituisce un efficace metodo di dissuasione e contenimento di soggetti pericolosi per se stessi, per gli operatori e per l’ordine pubblico».
Questo strumento «riduce le possibilità di corpo a corpo, previene il ricorso all’arma da fuoco di ordinanza e il suo utilizzo è inoltre di facile apprendimento a differenza delle tecniche di immobilizzazione manuale».

Cosentino e i colleghi di Lombardia Ideale Luca Marrelli (capogruppo) e Alessandro Cantoni fanno riferimento ai «pareri espressi da sindacati di Polizia, esperti del settore e funzionari delle forze di Polizia», per i quali, «a livello operativo, il taser resta lo strumento più equilibrato e pratico oggi a disposizione».

Attualmente non tutte le forze di polizia possono esserne dotate. Lombardia Ideale fa riferimento alla Polizia penitenziaria e alla Polizia locale nei Comuni sotto i 20mila abitanti. Con l’intento di superare una «disparità di condizioni lavorative tra servitori dello stesso Stato, in contesti ugualmente difficili e pericolosi», la mozione del gruppo di maggioranza invita l’assessore competente (Romano La Russa, delegato alla Sicurezza) a promuovere presso il governo l’allargamento della dotazione del taser alle realtà citate («nel rispetto dell’autonomia dei sindaci») e, in generale, a «tutti i corpi di Polizia impegnati in servizi di ordine pubblico e con ruoli e qualifiche di pubblica sicurezza».

Le polemiche nei Comuni

Prossimamente, dunque, anche al Pirellone si discuterà del tema taser, questione che ha tenuto banco in diversi Comuni.
Di recente, il Consiglio comunale di Milano, al termine del periodo di sperimentazione, ha approvato l’adozione definitiva dell’arma a impulsi elettrici da parte della Polizia locale, dopo una complessa trattativa e nonostante alcune divisioni nella maggioranza di centrosinistra che sostiene a Palazzo Marino Beppe Sala.

A Varese, altra città guidata dal centrosinistra, lo scorso anno la mozione con cui la Lega chiedeva di dotare i vigili del taser era stata bocciata. Dure le polemiche del Carroccio nei confronti dell’amministrazione del sindaco Davide Galimberti.

Esito diverso nella Busto Arsizio del sindaco Emanuele Antonelli (Fratelli d’Italia): qui la mozione – sempre a firma Lega – aveva ottenuto il via libera dell’assise e al Comando dei Molini Marzoli ha preso il via l’utilizzo non solo del taser ma anche del bolawrap, il dispositivo spara-lacci “testato” anche davanti alle telecamere del Tg4. Anche in questo caso non mancarono le polemiche, con la prima firmataria della proposta, Isabella Tovaglieri, molto critica con la scelta del Partito Democratico di non partecipare al voto. Ora la parola al Consiglio regionale.

Riccardo Canetta


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