Erano seduti nella prima panca della chiesa di Velate figli e nipoti di padre Adelio Lambertoni per la messa celebrata a 20 anni dalla sua scomparsa. Arrivavano da Hong Kong dove il sacerdote varesino andò negli anni ’60 del secolo scorso a predicare il Vangelo e non si limitò alla missione cristiana, le diede un senso concreto formando una famiglia adottiva di otto persone salvate dalla miseria e dalla fame su barche abbandonate in una baia.
È la storia straordinaria di colui che è stato definito il Marco Polo di Dio, forte nella fede, coraggioso nella vita, amato a Varese dove tanti benefattori lo hanno aiutato, comprendendo un’opera densa di significati umani. Attilio Fontana quand’era sindaco gli conferì ma Martinella d’oro alla memoria.
Il ponte tra padre Adelio e la sua città non è mai crollato: egli riposa nel cimitero di Velate. Molta di questa memoria e riconoscenza le si devono al parroco don Adraino Sandri, che ha tenuto vivo questo legame per quarant’anni e che era sull’altare oggi a celebrare la messa insieme con due missionari del PIME, Gianni Criveller e Franco Bellati. Quest’ultimo, che studiò nel seminario di Masnago, dirige oggi la chiesa costruita da Adelio nella metropoli cinese, colonia britannica fino al 1997. «La situazione per i non allineati al regime si mantiene difficile - ha raccontato padre Criveller durante l’omelia - due giovani nipoti di Lambertoni sono in carcere da tempo. E non perché sono cristiani, ma perché lottano per la democrazia».
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