Una serata di racconto e di visione, parlando di scuola, di giovani e di quello che si può fare per regalare loro un futuro di valore. Mauro Ghisellini, direttore di ACOF Olga Fiorini, è stato protagonista della “Biblioteca delle Persone”, il format messo a punto dal Comune di Busto Arsizio per presentare al pubblico alcuni suoi cittadini illustri e mandato in scena alla sala Monaco della biblioteca. In platea erano presenti le massime autorità cittadine: il sindaco Emanuele Antonelli, l’onorevole Manuela Maffioli, la presidente del consiglio comunale Laura Rogora e l’assessore alle politiche scolastiche Chiara Colombo.
L’evento ha permesso a Ghisellini di ripercorrere le tappe della sua storia personale e professionale, intervistato da Consuelo Sozzi, la quale ha preso spunto dal libro-intervista “L’innovatore della scuola” e da “Volere è potere” (dedicato alla storia dell’impresa fondata dalla zia Olga Fiorini) per formulare le domande adeguate a dipingere un quadro ricco di contenuti.
Si è così discusso delle necessità per le nuove generazioni dentro una società che è molto cambiata, ridisegnando il ruolo assunto dai docenti e anche dei genitori. «La tendenza di mamme e papà – ha detto – è quella di difendere i figli sempre e comunque, trovando scuse e scaricando le colpe su altri. Per questo il nostro lavoro è ancora più complesso ma anche prezioso, anzi indispensabile».
Ghisellini ha poi spiegato quello che avviene nei suoi istituti ma anche le iniziative che ha portato avanti come consulente del ministero dell’Istruzione e componente del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, ormai da tanti anni, cercando di tenere la proposta al passo con la modernità. «Nel mio lavoro ho sempre voluto tenere un profilo da esperto e mai da politico – ha spiegato – perché i miei consigli sono basati su quello che vedo concretamente ogni giorno, depurato da ogni pregiudizio. È con quest’ottica che ho lavorato al varo delle scuole superiori quadriennali, degli indirizzi sportivi, delle realtà internazionali, sperando ora di riuscire a rilanciare il ruolo della scuola media, dandole lo spessore che possiede nel resto d’Europa».
Da parte del direttore di ACOF, il grazie per aver avuto l’occasione di affrontare un argomento così complesso e decisivo: «Questo progetto che si sviluppa dentro la biblioteca merita grande apprezzamento, perché rappresenta uno spazio importante per la nostra comunità e, in particolare, per i nostri giovani».
















