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Territorio | 06 giugno 2026, 07:14

Remigrazione, a Busto Arsizio si applaude ironicamente la sinistra. Protesta degli antifascisti

L’incontro, anticipato nei giorni scorsi da molte polemiche, si è aperto con il “ringraziamento” di Lattuada ai contestatori: «Fanno conoscere la parola remigrazione a tutti». Presentata la proposta di legge. All’uscita, qualche momento di nervosismo

Remigrazione, a Busto Arsizio si applaude ironicamente la sinistra. Protesta degli antifascisti

Si è aperto con un ironico applauso per la sinistra chiamato da Francesco Lattuada l’appuntamento sulla remigrazione ospitato ieri nella sede di Comunità Giovanile: «Grazie a loro questa serata è da dieci giorni sulle cronache locali».
Che c’entrino o meno le polemiche che lo hanno preceduto, l’incontro promosso dal comitato Remigrazione e Riconquista ha fatto il pienone, con almeno un centinaio di persone tra le sale e il cortile.
Fuori, invece, una rappresentanza di coloro che nei giorni scorsi avevano contestato la serata. Circa una ventina gli antifascisti radunati in via Arconate: a fine serata, qualche momento di tensione con i partecipanti all’incontro, ma nessun contatto.

L’ironia di Lattuada

Dopo un minuto di silenzio per Henry Nowak, il giovane inglese morto accoltellato da un Sikh, Lattuada, volto storico della destra del territorio e ora militante di Futuro Nazionale, nonché fondatore di Comunità Giovanile, ha esordito così: «Mi corre l’obbligo di ringraziare Anpi, Comitato Antifascista, tutta la sinistra. Grazie a loro questa serata è da dieci giorni sulle cronache locali. E la sinistra fa conoscere parola la remigrazione a tutti, anche a mia madre». E, a quel punto, ha chiamato un applauso «a questa sinistra che sta un livello indietro».

L’appuntamento è stato effettivamente accompagnato da una grande eco mediatica, per via della sfilza di comunicati e contro-comunicati stampa diffusi da chi contestava fortemente l’evento e da chi, invece, è intervenuto difendendo la libertà di espressione. Tra i primi figurano Comitato Antifascista, Anpi e diverse associazioni, oltre a partiti come Pd e Rifondazione Comunista. Tra gli altri, invece, in primis Comunità Giovanile, oltre a esponenti politici come l’eurodeputata leghista Isabella Tovaglieri e l’assessore Matteo Sabba.
Quest’ultimo era presente ieri sera, come anche il consigliere regionale Luca Ferrazzi, neo-vannacciano, il presidente del circolo cittadino di Fratelli d’Italia Alberto Falciglia e Francesco Iadonisi, presidente di Agesp Ambiente per il territorio.

L’altro ringraziamento di Lattuada, in questo caso non ironico, è andato a «chiunque provi a osteggiare l’immigrazione. È un gesto umanitario per gli stessi immigrati. Conosco le loro condizioni, è gente che si spacca il culo, che torna a casa ogni due anni a vedere la propria famiglia e che non si riesce a integrare, anche perché non conosce la lingua».

La proposta di legge

La serata è stata promossa da Remigrazione e Riconquista per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare.
Salvatore Ferrara, vicepresidente del comitato, ha sottolineato che «noi non siamo politici da salotto, noi viviamo le nostre città, prendiamo i pullman e i treni. E la nostra proposta di legge non si chiama “deportazione e riconquista”. È una proposta seria che non vogliamo che venga edulcorata: capiremo quali politici si riempiono la bocca di slogan e chi invece ha a cuore il nostro futuro».
Ferrara si è accalorato nel dire che «non esistono lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma stipendi che non si possono accettare». E ancora: «La sinistra rosica perché in meno di 24 ore abbiamo raggiunto il quorum delle 50mila firme e oggi siamo arrivati a 150mila».

La proposta – definita da Ferrara «radicale nonché l’ultima speranza per il popolo italiano» - prevede, tra l’altro, l’espulsione degli stranieri irregolari o degli stranieri condannati per reati; la revoca della cittadinanza italiana acquisita per naturalizzazione nel caso di alcune condanne; l’istituto della remigrazione, volto a promuovere il rientro volontario degli stranieri regolari. È prevista anche una stretta all’attività delle Ong e ai ricongiungimenti familiari.
Il 13 giugno ci sarà una manifestazione a Roma, con la consegna delle firme: «Sventoleremo il tricolore, perché l’Italia è nostra e ci appartiene e ce l’andremo a riprendere, con le buone o con le cattive».

Gli altri relatori

Francesca Totolo, giornalista ed esponente del comitato Remigrazione e Riconquista, ha affermato che «quasi una violenza sessuale su due è commessa da stranieri. Nel 2025 quasi una donna su tre è stata uccisa da stranieri. Senza stranieri in carcere si starebbe anche abbastanza larghi: il 41 per cento dei detenuti per violenza sessuale è straniero».
Per Sebastiano Seddio di Brescia ai Bresciani, «la rassegnazione nel lavoro, nella natalità e nella visione del futuro è il primo nemico di tutti noi. Non dobbiamo cedervi. E spero che la vostra bella cittadina non diventi come Brescia», ha detto, riferendosi alla percentuale di stranieri.

Per Angela De Rosa di Casapound, «l’immigrazione arricchisce più dello spaccio di droga»: «Esiste un sistema ideologico contro la remigrazione che vuole foraggiare un business».
«Il politicamente corretto – ha proseguito – ci vuole tacciare di razzismo perché chiediamo la remigrazione». Un passaggio anche sull’«Islam politico», che «non si candida per migliorare l’Italia, ma per affermare la Sharia, perché vuole il Ramadan nelle scuole».

La contestazione

Un po’ di tensione nel finale, quando i partecipanti all’incontro si sono imbattuti in una ventina di antifascisti del territorio che bloccavano via Arconate.
È volato qualche insulto, ma nulla più. Le forze dell’ordine hanno “invitato” i contestatori ad allontanarsi per evitare che la situazione potesse degenerare. E così è stato: «Ci spostiamo, ma che fatica continuare a essere ragionevoli – il commento di uno di loro –. Abbiamo voluto far sentire la presenza antifascista in un paese antifascista e dire “signori, questa roba qua non funziona”».

Riccardo Canetta

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