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Canottaggio | 03 giugno 2026, 08:00

La Canottieri Varese oltre i grandi eventi: «Così costruiamo il futuro tra scuole, turismo e ospitalità»

Intervista al direttore generale Pierpaolo Frattini: dalla crescita del turismo sportivo sul lago alla Rowing School Cup, passando per il nuovo Summer Camp, l'arrivo delle nazionali di Cina e Nuova Zelanda, gli Europei e il cammino verso il centenario del 2027. «Vogliamo che la Canottieri sia sempre più un patrimonio della città»

Un caldo pomeriggio di maggio alla Canottieri Varese

Un caldo pomeriggio di maggio alla Canottieri Varese

Arrivi alla Canottieri Varese in un normale pomeriggio di fine maggio e ti trovi davanti una scena che altrove farebbe notizia, mentre in questa terra in cui il canottaggio è diventato un Re Mida che trasforma in oro tutto quel che tocca meno: in una delle sale del club c’è Valentina Rodini, campionessa olimpica a Tokyo 2020 insieme alla varesina Federica Cesarini, che sta insegnando canottaggio a un gruppo di master arrivati da Roma per un camp di allenamento sul lago di Varese.

«Hanno organizzato questo weekend qui da noi con Valentina come allenatrice – racconta il direttore generale della Canottieri Varese, Pierpaolo Frattini – Noi forniamo il supporto logistico, ma per una società sportiva che vive di sport avere una medaglia d’oro olimpica che segue gli atleti è sempre qualcosa di speciale».

In fondo è proprio questa immagine a raccontare meglio di tante parole ciò che è diventata oggi la Canottieri Varese: non soltanto una società agonistica capace di organizzare eventi internazionali, ma una realtà che prova continuamente ad allargare i propri orizzonti, intrecciando sport, turismo, formazione e territorio. «Contemporaneamente abbiamo un gruppo arrivato da Zurigo che questa mattina è uscito in barca e nel pomeriggio abbiamo accompagnato al Sacro Monte con una guida. È un capitolo che stiamo ancora scrivendo, ma crediamo moltissimo nel turismo sportivo ed esperienziale».

Intanto la società della Schiranna continua a essere l'ombelico del mondo per le nazionali in cerca di una base per allenarsi: sul lago di Varese sono ora in arrivo due colossi del movimento come Nuova Zelanda e Cina.

«Per noi ogni volta che arriva una nazionale è motivo di orgoglio. La Cina utilizzerà Varese come vera e propria base logistica per buona parte della stagione internazionale, tornando qui tra una Coppa del Mondo e l’altra. Significa che il lavoro fatto negli anni continua a essere riconosciuto a livello mondiale». Che siano master, giovanissimi o atleti di punta, chi arriva a Varese per remare, quasi sempre, lascia il lago con una promessa: «La cosa più bella è quando le persone se ne vanno e ti dicono già: ci vediamo l’anno prossimo. A volte ci lasciano perfino le date. Significa che hanno trovato quello che cercavano e che il lavoro fatto è stato apprezzato».

C’è una Canottieri che cresce sempre di più nella reputazione mondiale ma c’è anche una Canottieri che getta uno sguardo più “corto” ma altrettanto importante: quello sui giovani delle scuole, la linfa che può alimentare il futuro. Lo dimostra anche un altro progetto degli ultimi mesi dai risultati entusiasmanti: la Rowing School Cup, la versione remiera della celebre School Cup del basket (leggi QUI). «Da anni il nostro responsabile del settore giovanile Guido Ferrario gira le scuole per presentare il canottaggio con i remoergometri - spiega Frattini - A un certo punto però ci siamo detti che non bastava più. Oggi tutte le federazioni fanno attività nelle scuole: tennis, rugby, calcio, tutti cercano di coinvolgere i ragazzi. Dovevamo fare qualcosa di diverso».

Da qui l’idea di costruire un vero percorso: incontri nelle scuole, selezioni interne alle classi e poi una finale che quest’anno ha coinvolto oltre 200 studenti dalla quarta elementare alla terza media. «È stata una bellissima festa. Abbiamo visto ragazzi entusiasti, che si sono divertiti e che hanno scoperto il canottaggio. Il nostro obiettivo però non è l’evento in sé: il vero obiettivo è portarli alla Schiranna, fargli conoscere il lago e metterli su una barca».

La stessa filosofia guida anche il Summer Camp 2026 (leggi QUI), che la Canottieri ha deciso di rinnovare puntando sempre di più sulle collaborazioni con il territorio. Accanto alle tradizionali attività sportive entreranno infatti in gioco realtà come Volo a vela, la Fattoria Pasqué, la Grammar School e altre associazioni locali, con un programma che alternerà canottaggio, escursioni, attività all'aria aperta e persino momenti dedicati all'inglese. «Non vogliamo un camp da 200 bambini. Preferiamo numeri più contenuti che ci consentano di seguire meglio i ragazzi e di offrire un'esperienza di qualità. Abbiamo già tra i 30 e i 40 iscritti a settimana e siamo molto soddisfatti della risposta». Anche in questo caso, però, l'obiettivo va oltre la semplice occupazione estiva. «Il Summer Camp è uno strumento per far conoscere il canottaggio e la Schiranna a chi magari non ci è mai stato. Se poi qualcuno di questi ragazzi deciderà di iscriversi ai nostri corsi o di entrare nelle squadre giovanili, avremo raggiunto il risultato che cerchiamo».

Intanto si corre verso il 2027, anno in cui la Canottieri Varese compirà 100 anni: «Sarà un anno importantissimo. Non vogliamo che sia una celebrazione soltanto per i soci o per chi frequenta la Canottieri. Vogliamo che sia una festa per tutta la città. Stiamo lavorando a eventi culturali, iniziative sportive, momenti di intrattenimento e di ospitalità che accompagneranno tutto l’anno».

Il culmine sarà rappresentato dai Campionati Mondiali Master, in programma a settembre 2027. «Sarà un evento enorme, destinato a portare benefici non soltanto alla Canottieri o al lago, ma a tutto il territorio. Stiamo già vedendo prenotazioni che arrivano fino all’area di Malpensa e oltre».

Prima, però, c’è un altro appuntamento destinato a portare Varese al centro del canottaggio europeo: gli Europei di quest’estate (leggi QUI): «Quando arriverà la nazionale britannica per il raduno pre-Europeo inizieremo davvero a respirare aria di campionato continentale. Sarà un evento ancora più importante di una Coppa del Mondo perché assegna un titolo, quello di campione d’Europa».

Il programma sarà più ricco rispetto alle manifestazioni ospitate negli ultimi anni, con finali e assegnazioni di medaglie distribuite su due giornate e una copertura televisiva particolarmente significativa.

«Stiamo preparando anche tanti eventi collaterali. L’idea è quella di avvicinare sempre più persone a questo sport. A livello nazionale il canottaggio resta una disciplina con numeri relativamente piccoli, ma qui a Varese è riuscito a entrare nelle scuole, nelle istituzioni e nella vita delle persone».

E forse è proprio questa la sfida che oggi più affascina la Canottieri Varese: continuare a essere un punto di riferimento mondiale per il canottaggio senza perdere il legame con il territorio, rendendo il lago sempre più vissuto, sempre più frequentato e sempre più parte della quotidianità dei varesini.

Andrea Confalonieri e Fabio Gandini

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