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Territorio | 01 giugno 2026, 13:15

L'addio a Nicolò tra palloncini, rombo di motori, striscioni e un pallone da basket: «Il tuo sorriso sempre con noi»

Cislago si è stretta questa mattina intorno ai familiari e agli amici di Nicolò Vergani, il diciottenne vittima di un incidente stradale a Carbonate. Lacrime e massaggi per un ultimo saluto difficile da rivolgere così presto

(foto del funerale da ilSaronno.it)

(foto del funerale da ilSaronno.it)

(Sara Giudici da ilSaronno.it) I palloncini bianchi legati alla cancellata, le firme colorate sulla bara, le magliette nere indossate dagli amici e quel lungo striscione con una frase semplice ma potente: “Un vero goonies non dice mai la parola morte”. Sono state le piccole e grandi attenzioni degli amici a raccontare, insieme alle lacrime, quanto fosse profondo il legame con Nicolò Vergani, il giovane vittima di un incidente stradale avvenuto nei giorni scorsi a Carobnate, durante il funerale celebrato nella mattinata di oggi, lunedì 1° giugno, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.

La chiesa era gremita. Familiari, amici, compagni di scuola, ragazzi del basket e tanti cittadini hanno riempito ogni spazio per accompagnare l’ultimo saluto al giovane di 18 anni morto dopo il tragico incidente.

Fin dall’arrivo era chiaro come i coetanei avessero voluto lasciare un segno personale e autentico. All’esterno della chiesa la cancellata era stata decorata con palloncini bianchi e con uno striscione realizzato dagli amici, un messaggio che richiamava amicizia e appartenenza, quasi un modo per dire che il ricordo di Nicolò non si fermerà davanti all’assenza. «Il tuo sorriso sarà sempre con noi» il messaggio affidato a un cartello affisso sul muro dagli amici di Nicolò, alcuni dei quali gli hanno tributato un saluto con il rombo di moto e motorini.

Dentro la chiesa il dolore prendeva forma nei dettagli. Sulla bara, accanto alla maglia appoggiata come ultimo abbraccio, c’erano i segni lasciati da chi gli voleva bene: firme colorate, dediche, pensieri scritti a mano e tanti “ciao” che raccontavano la fatica di salutare un amico troppo presto. Frasi semplici, spontanee, capaci forse più di molte parole ufficiali di raccontare l’affetto e lo smarrimento di queste ore.

Anche sull’altare era stato collocato un pallone da basket, richiamo immediato a una passione importante nella vita di Nicolò e a quella comunità sportiva che si è stretta attorno alla famiglia con discrezione e presenza.

Sara Giudici da ilSaronno.it

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