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Ultim'ora | 30 maggio 2026, 12:39

Treccani lancia l'allarme "barbonismo domestico": il disagio (spesso) invisibile

Treccani lancia l'allarme "barbonismo domestico": il disagio (spesso) invisibile

(Adnkronos) - Nella società contemporanea, segnata da un progressivo indebolimento dei legami sociali, emerge il fenomeno del "barbonismo domestico", ovvero una "forma di esclusione e isolamento sociale che caratterizza l’esistenza di chi vive da barbone dentro la propria abitazione". Il fenomemo, che desta sempre più preoccupazione per la crescita dei casi, lo rileva la Treccani, che indaga sulla sua natura con una voce enciclopedica di approfondimento. 

Come osserva Nicola Boccola, psicologo giuridico e mediatore familiare, nell’articolo pubblicato sul portale Treccani.it, il "barbonismo" si presenta come una condizione che si sviluppa spesso come risposta a una perdita - di lavoro, di relazioni, di riferimenti significativi - e che conduce progressivamente al ritiro dal mondo. A differenza di altri fenomeni di isolamento, come quello degli hikikomori, il "barbonismo domestico" - domestic clutter personality, negli Stati Uniti dove si è sviluppato - attraversa classi sociali e livelli di istruzione, tende a manifestarsi soprattutto in età adulta e riguarda anziani o pensionati che hanno smesso di ricevere visite e, con il tempo, anche di prendersi cura di sé e dello spazio in cui vivono. Il rischio è di raggiungere gradualmente "il livello di entropia di un accampamento provvisorio": all’inizio gli oggetti si accumulano con l’idea implicita che si tratti di una situazione temporanea fino a quando il problema smette di essere notato.  

A differenza della sindrome di Diogene, che rimanda a una forma psichiatrica di estrema autonegligenza, o del disturbo da accumulo compulsivo, nel barbonismo domestico - un fenomeno difficile da quantificare perché si consuma dentro le case - l’accumulo, osserva lo psicolo Nicola Boccola, avviene per inerzia e si accompagna a una precisa scelta di "non abitare più il mondo". Quanto alle possibili soluzioni, mentre il modello proposto dalla consulente giapponese Marie Kondo – tenere solo ciò che suscita gioia – costituisce un paradigma opposto, "la mera bonifica dell’ambiente non rappresenta una reale via d’uscita. Il disordine esterno è spesso la mappa di quello interno e il barbone domestico ha soprattutto bisogno di qualcuno che gli bussi alla porta". Peraltro, cresce l’attenzione delle istituzioni verso il fenomeno del "barbonismo domestico", come dimostra il recente protocollo operativo avviato dal Comune di Bari per la gestione dei casi di disturbo da accumulo. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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