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Ultim'ora | 29 maggio 2026, 06:37

Iran, quanto e come può resistere l'economia di Teheran: l'analisi

Iran, quanto e come può resistere l'economia di Teheran: l'analisi

(Adnkronos) - "'Economic Fury' ha lasciato il regime alla disperata ricerca di liquidità". Parola del segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, che si è espresso così dopo l'annuncio di sanzioni che colpiscono il nuovo ente istituito a inizio mese dall'Iran per la gestione dello Stretto di Hormuz, la Persian Gulf Strait Authority (Pgsa).  

A inizio anno la Repubblica islamica era teatro di proteste, le più importanti degli ultimi anni, alimentate dalla rabbia per l'impennata dei prezzi. Adesso - tra blocco navale e colloqui che non si sa dove vadano a finire, tra il pressing Usa per la riapertura dello Stretto di Hormuz e complesse dinamiche regionali con il rischio di ripresa del conflitto fermato da una fragile tregua - quanto può resistere la Repubblica islamica? I ricercatori di Capital Economics, evidenzia il Wall Street Journal, stimano che le riserve in valuta estera disponibili coprano non più di tre mesi di importazioni a livelli pre-guerra. E questo, scrive il giornale, lascia Teheran con poche valide alternative se le entrate petrolifere dovessero restare bloccate, aumentando il rischio di nuove proteste.  

In una recente nota Capital Economics ha sottolineato come "il regime dovrà valutare" da una parte "il prezzo di sopportare difficoltà economiche per raggiungere i suoi obiettivi militari e geopolitici" e dall'altra "la minaccia che una prolungata debolezza dell'economia alimenti nuove rivolte". L'Iran è il Paese in cui il presidente, Masoud Pezeshkian, ha riconosciuto crescenti difficoltà per l'export di petrolio, come ha riferito nei giorni scorsi il sito Iran International. E' il Paese in cui la popolazione è stata invitata a risparmiare carburante, a ridurre i consumi di acqua ed elettricità. "Oggi il terreno principale di scontro è l'economia", ha detto ieri Pezeshkian alla Camera di commercio di Teheran, come ha riportato l'agenzia iraniana Isna. 

Nelle ultime settimane, è il quadro tracciato dal Wsj, sono schizzati i prezzi di generi alimentari di prima necessità, dal riso alla carne, dal pane al formaggio, e sono più di un milione gli iraniani che hanno perso il lavoro mentre la valuta crolla ai minimi storici. Per Esfandyar Batmanghelidj del think tank the Bourse & Bazaar Foundation, "il danno economico è in peggioramento, ma l'Iran ha trovato un modo, nel corso della guerra, per esternalizzare questa sofferenza". 

Qualora fallisse completamente la fragile tregua, la Repubblica islamica ha dimostrato, sintetizza il Wsj, di poter imporre un prezzo agli Usa, alle economie nella regione, ai mercati energetici globali. Tuttavia, è il ragionamento di Batmanghelidj, se il conflitto dovesse andare avanti l'Iran entrerebbe "in una traiettoria economica ancor più negativa e la ripresa sarebbe molto difficile". 

Obiettivo iniziale dell'amministrazione Trump, ricorda il giornale, è un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio dell'allentamento o della fine del blocco Usa che prende di mira i porti iraniani e se un'intesa in tal senso venisse raggiunta i negoziatori avrebbero poi più tempo per concludere un accordo definitivo che tocchi i nodi relativi all'allentamento delle sanzioni e al controverso programma nucleare della Repubblica islamica. Al suo interno, i più intransigenti non sono aperti a molte concessioni per arrivare a un accordo, ma - scrive il Wsj citando funzionari iraniani e arabi - Teheran vuole anche aiuti. L'economia, secondo un funzionario iraniano, aveva retto all'inizio del conflitto, ma la situazione è cambiata quando gli Usa hanno iniziato a impedire alle navi di entrare e uscire dai terminal iraniani. E l'Iran, ha osservato, non può permettersi una guerra all'infinito perché "il nazionalismo può funzionare solo fino a un certo punto". 

Via mare l'Iran esportava petrolio, gas e altre merci, anche prodotti agricoli oltre a quelli dell'industria petrolchimica, ricordava ad aprile un focus di al-Jazeera, sottolineando come le esportazioni di petrolio dall'Iran via Hormuz rappresentassero circa l'80% del totale delle sue esportazioni di oro nero. Secondo un'analisi riservata della Cia di cui ha dato notizia il Washington Post a inizio mese, l’Iran sarebbe in grado di resistere per almeno tre o quattro mesi al blocco navale imposto dagli Stati Uniti, dal 13 aprile, prima di subire conseguenze economiche ancor più gravi.  

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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