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Economia | 29 maggio 2026, 12:29

Sovranità digitale, prende il via al JRC di Ispra un progetto pilota scalabile a livello Ue

L’iniziativa portata avanti insieme a Confindustria Varese e all’Università LIUC ha il doppio scopo di ascoltare le imprese per la costruzione delle nuove politiche europee e di sensibilizzare il sistema produttivo sull’aumento del rischio di vulnerabilità tecnologica

Sovranità digitale, prende il via al JRC di Ispra un progetto pilota scalabile a livello Ue

Comprendere come le imprese di un tessuto produttivo industriale affrontano le proprie dipendenze e vulnerabilità tecnologiche, la governance dei dati, la cybersecurity e l’adozione dell’intelligenza artificiale nel contesto geopolitico attuale: questo è l’obiettivo del progetto “Sovranità Digitale”, sviluppato congiuntamente dal Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea, dall’Università LIUC e da Confindustria Varese

Con questa iniziativa, che mette insieme attività di ricerca del JRC e sapere accademico di LIUC, un gruppo di imprese varesine, lombarde e nazionali, selezionate da Confindustria Varese e dal Sistema Confindustria, sta facendo da laboratorio di studio per un progetto pilota a livello europeo. 

Il via è stato dato ieri nei laboratori del JRC di Ispra che hanno ospitato dei focus group durante i quali una ventina di aziende hanno condiviso la propria esperienza sul campo. Da una parte, provider di tecnologie digitali (infrastrutture digitali, cloud, hosting e servizi gestiti, ICT System Integrator, cybersicurezza ed elettronica critica); dall’altra, realtà industriali con diversi gradi di maturità digitale e operanti anche in settori critici (come energia e trasporti) o strategici (costruzione di data center).

Si tratta dell’avvio di un percorso guidato per trasformare la sovranità digitale in scelte strategiche concrete, in cui questo campione stratificato del tessuto produttivo farà da apripista per il resto dell’Europa. Un progetto dunque scalabile e replicabile in altri territori dell’UE.

Le imprese operano oggi in reti digitali sempre più complesse, costituite da piattaforme, fornitori, dati, cloud, intelligenza artificiale e nuove competenze. Queste interdipendenze possono diventare punti di forza ma anche fonti di rischio se non sono conosciute e governate. Da qui il duplice scopo del Progetto “Sovranità Digitale”:

- permettere al JRC una raccolta di informazioni, tratte direttamente dalle imprese, che aiuti a far emergere evidenze empiriche a supporto delle politiche dell’Unione europea;

- creare consapevolezza nelle aziende sulla propria rete digitale, individuare le aree di maggiore vulnerabilità e capire dove rafforzare l’autonomia, la sicurezza e la capacità di adattamento.

Non solo, il progetto, con il contributo di LIUC, intende essere anche di aiuto nella costruzione di contenuti formativi avanzati necessari per la costruzione di quelle competenze sempre più indispensabili sia alle amministrazioni pubbliche, sia al settore privato.

Il presidente di Confindustria Varese, Luigi Galdabini, dichiara: «La transizione digitale non è solo una questione di innovazione nel senso tecnologico del termine. Implica, oggi più che mai, di fronte all’attuale contesto geopolitico, anche un ripensamento della governance pubblica e privata dell’economia e della gestione aziendale. Il Progetto ‘Sovranità Digitale’ è, dunque, estremamente strategico e rappresenta una novità, non solo nel merito del tema che viene trattato, ma anche nel metodo che, come Sistema Confindustria, da sempre auspichiamo: fare in modo che le policy europee, possano nascere anche dall’ascolto delle imprese. Grazie al sempre più stretto rapporto di collaborazione tra JRC, Confindustria Varese e Università LIUC stiamo dando vita proprio a questo: una condivisione di esperienze da cui partire per la costruzione di una politica industriale europea che possa essere efficace nella tutela della nostra competitività e nell’affermazione dei nostri valori nel contesto globale»

Il presidente dell’Università LIUC, Roberto Grassi, dichiara: «L’obiettivo di questa collaborazione a tre che oggi si concentra sulla sovranità digitale, ma che in futuro potrà essere ampliata anche su altri temi, è di supportare un'analisi scientificamente rigorosa delle politiche europee. Più nello specifico il ruolo di LIUC, in qualità di polo di ricerca e formazione, è quello di mettere a disposizione le proprie competenze accademiche per: analizzare gli impatti che le policy dell’UE hanno o potrebbero avere sul tessuto imprenditoriale locale, sull’economia, sull’industria e sulla società; coinvolgere studenti e ricercatori in attività di studio, analisi e monitoraggio; allineare contenuti e programmi formativi con le esigenze delle imprese, sviluppando competenze tecniche, professionali, manageriali e imprenditoriali».

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