(Adnkronos) - "Il medico di medicina generale, per le sue caratteristiche, accompagna i pazienti lungo tutto l'arco della vita, in modo continuativo e longitudinale. Questo vale in particolare per le donne, che vengono seguite dall'adolescenza, alla fase riproduttiva, fino alla menopausa e poi nelle fasi più avanzate della vita. Conosce la loro storia clinica, la storia familiare e l'eventuale insorgenza di patologie nel tempo. Questo gli consente di intervenire in modo personalizzato, soprattutto sul piano della prevenzione e della cura. Ogni malattia, infatti, si manifesta in modo diverso da persona a persona e richiede una gestione calibrata sulle specifiche condizioni del paziente". Lo ha detto Alessandro Rossi, presidente della Simg - Società italiana di medicina generale, intervenuto all'evento 'Qui, per la salute di ogni donna', promosso a Roma da Organon.
"In molti casi, però, il medico di famiglia non può agire da solo", sottolinea Rossi. Quando emergono segnali clinici o situazioni complesse, "è necessario il ricorso allo specialista. In questi casi si attiva un lavoro multidisciplinare, basato sulla collaborazione continua tra medico curante e specialisti. Per rendere questo percorso sempre più efficace - evidenzia il presidente Simg - è fondamentale rafforzare i canali di comunicazione, anche attraverso strumenti digitali e informatici, così da garantire una presa in carico integrata e coordinata delle pazienti".














