A volte può capitare che i sogni prendano forma di foglie, fiori e animali e perfino di spiriti alati, e tutto ciò si manifesti inondato da un blu assoluto oppure declinato in infinite possibilità cromatiche, in ossequio alla sensibilità dell’artista. Succede a Casalzuigno, in una grande casa dell’Ottocento, dove madre e figlia ricercano costantemente il contatto con la natura, fonte di gioia e ispirazione in ogni stagione dell’anno.
Marit Amesz e Selene Hauptman hanno deciso di esporre i loro lavori insieme, intitolando la mostra “Un sogno in giardino”, un luogo incantato che viene curato ogni giorno con l’amore che si riserva a un fratello. L’esposizione sarà inaugurata il 9 maggio alle ore 11 e proseguirà, come domenica 10, fino alle 18, con l’intervento critico del giornalista Mario Chiodetti domenica alle ore 16 (ingresso gratuito, per informazioni: 340 9999455 oppure 340 7806273).
Marit Amesz, di origine olandese, con studi di pittura a Firenze, ha ripreso a dipingere, con una nuova forza e convinzione, vuole che oggi il suo messaggio sia chiaro e deciso, l’arte deve donare una speranza, attraverso il colore e il sogno, e non c’è niente di meglio che accostarsi all’universo naturale, estraendone la spiritualità, il non visto e il non detto, parte di una lezione infinita figlia del mondo, del quale noi umani siamo soltanto una piccola parte.
«Marit è il suo giardino, è la sua casa, è l’ambiente che la circonda, perché le tinte che ricerca per i suoi quadri sono tutt’uno con lei, e il pennello, il pastello e la penna soltanto il tramite dell’energia spirituale che questa compenetrazione le ha donato. La natura esce da lei come in un flusso continuo, ipnotico, seducente e contagioso, perché frutto di amore e volontà di speranza», scrive Mario Chiodetti nella presentazione della mostra.
Selene Hauptman ha trovato la sua vena artistica avvicinandosi alla cianotipia, usando le “impronte” di foglie, fiori e fotografie, realizzate facendo reagire una soluzione chimica con la luce solare e ottenendo opere di grande impatto emotivo e grafico.
«La cianotipia è l’arte della composizione, non basta la reazione chimica tra la luce e la soluzione fotosensibile a creare magie blu, il segreto è il vedere nella mente il lavoro già terminato, ciò che l’occhio le ha trasmesso e il cuore ha mediato. Selene entra essa stessa nell’opera, si ricopre di foglie, fa sì che i suoi capelli diventino rami, cerca il contatto totale con la natura, come quando bambina andava per i boschi a raccogliere fiori e piantine da essiccare, forse per osservarle più da vicino e catturarne i segreti reconditi. Le sue carte sono capolavori di gusto e fantasia, c’è lo studio, certo, ma c’è sempre la briglia sciolta della passione, l’attesa birichina della sorpresa».
La lezione di madre e figlia, insomma, è quella di sorridere insieme alla natura, ritrovandone la sapienza, il ritmo, i profumi e i colori, prima che l’oscurità del male ci vinca per sempre.
















