Farfalle una volta, farfalle per sempre. Oggi il risultato passa quasi in secondo piano. Certo, resta la vittoria per 3-2 della Uyba su Macerata, due punti (potevano e dovevano essere tre) che tengono viva qualche speranza nel gironcino di Playoff Challenge dopo lo stop all’esordio di Firenze. Ma questa è soprattutto una giornata da raccontare partendo dalla fine, quando il gioco si è fermato per lasciare spazio all’emozione.
Il lungo applauso della e-work Arena è stato tutto per Valentina Diouf e Alessia Gennari, omaggiate dalla società bustocca con un tributo sentito e meritato. Due giocatrici che a Busto hanno dato slancio alla propria carriera e trovato, nel tempo, una seconda casa sportiva: hanno onorato e sudato questa maglia, diventandone leader e capitane, prima di portarne i colori in giro per il mondo - tra Europa, Asia e Stati Uniti - e poi scegliere proprio qui il punto d’arrivo del loro percorso sul taraflex. Un ritorno che profuma di gratitudine, una bella storia condivisa a tinte biancorosse.

DIOUF, IL RITORNO CHE SA DI CASA: L’ULTIMA PAGINA IN BIANCOROSSO
Mvp della Cev 2016-2017, sfiorata dalla Uyba nella finale contro Kazan, tre stagioni a Busto divise in due capitoli e poi - perché a volte i ritorni hanno un senso preciso - l’ultima pagina della carriera scritta ancora in biancorosso. Valentina Diouf, quest’anno, si è rimessa in gioco con umiltà e spessore, accettando un ruolo diverso da quello a cui era sempre stata abituata: meno riflettori, più presenza “dietro le quinte”. Come riferimento nello spogliatoio, ha comunque portato il suo contributo concreto alla salvezza delle farfalle. Il tributo di oggi è il riconoscimento più naturale per una carriera che si avvia alla conclusione, tra poche partite.
Miglior opposto della Champions 2015 e protagonista di imprese personali che restano nella memoria - come i 54 punti messi a referto in una gara del campionato coreano - Diouf lascia un segno fatto di talento e personalità. E non è un caso che abbia scelto di chiudere proprio qui, in quella che da sempre considera casa: la “bomboniera” di viale Gabardi, dove “Fiocco di neve”, come è affettuosamente chiamata, ha sentito naturale tornare per l’ultima volta con indosso le ginocchiere.
Valentina Diouf (VIDEO): «Difficile trovare le parole, ma non potevo immaginare un posto diverso da Busto per salutare la pallavolo. Grazie alle mie compagne, grazie agli ADF, grazie a Giuseppe (Pirola, ndr) per avermi dato la possibilità di tornare: ce l’abbiamo fatta. E un grazie speciale alle mie persone, che oggi sono qui con me».
GENNARI, IL CERCHIO SI CHIUDE: DALLA CEV DA CAPITANA AL RITORNO A CASA
Per Alessia Gennari quattro stagioni alla Uyba, dal 2017 al 2021, e un momento sopra tutti: la vittoria della CEV 2018-19, alzata da capitana nella finale contro l’Alba Blaj, con coach Mencarelli in panchina. Il punto più alto della sua esperienza in biancorosso, l’ultima coppa europea nella storia del club bustocco.
Poi il salto tra le grandi: prima Monza, quindi Conegliano, dove diventa un ingranaggio prezioso nell’equilibrio delle “pantere” e mette in bacheca tutto - scudetti, Coppe Italia, Supercoppe, Champions League e Mondiale per Club. Quindi la scelta di attraversare l’oceano, nella prima edizione della lega americana: un’esperienza soprattutto di vita, ma arricchita anche da una vittoria, con la sua Austin. Infine, il ritorno. In estate sono bastate poche chiamate e poche parole per scegliere di rientrare, di nuovo a Busto, in maglia Uyba, per chiudere il cerchio. A 34 anni, là dove tutto aveva trovato senso.
Alessia Gennari (VIDEO): «Finire la carriera per un giocatore è sempre un momento delicato, ma potrei fare mio ciò che ha detto Valentina: la pallavolo non è fatta solo di vittorie e sconfitte, ma anche delle persone che ci accompagnano dentro e fuori dal campo. Grazie, infine, per avermi dato la possibilità di essere qui oggi».
LA PARTITA
Uyba in campo con il sestetto tipo nella seconda gara del gironcino di Playoff Challenge. Unica assente Parra, ancora a riposo da diverse settimane per il problema al ginocchio. In regia Seki opposta a Obossa, in banda la coppia Gennari-Battista, al centro Torcolacci ed Eckl, con Pelloni libero.
Nel primo set la formazione bustocca impone subito il proprio ritmo: avanti 10-5, poi 15-11 e 17-12, fino al 22-16 che indirizza definitivamente il parziale. È Torcolacci a firmare il 23-17, prima della chiusura affidata a Eckl per il 25-18. Parziale dominato da Busto, che mette in mostra solidità e precisione: 4 punti per Battista, fresca di conferma anche per la prossima stagione, 3 per Gennari e 4 a testa per Obossa ed Eckl. Ottimi i numeri di squadra, con il 44% in attacco, il 68% di efficacia in ricezione, 2 ace e 1 muro.
Nel secondo set l’Uyba parte ancora più forte, scavando immediatamente il solco: 6-1, 9-4, 16-7 e 17-7, con una Obossa in versione “bombardiera”, incontenibile per il muro avversario. Il vantaggio si dilata fino al 19-8, con Macerata doppiata nel punteggio. Il set si chiude rapidamente, in venti minuti, sul 25-13 firmato da Alessia Gennari. Protagonista assoluta del parziale Obossa, autrice di 10 punti con il 58% in attacco; a referto anche 5 punti per Battista e 3 per Gennari.
Nel terzo set Busto è costretta a inseguire fin dall’inizio: 0-4 e immediato time-out di coach Barbolini. Macerata mantiene il vantaggio (3-7, 7-11), mentre tra le fila biancorosse entra Booth al centro al posto di Torcolacci. Il tentativo di seconda di Seki non va a segno e le ospiti restano avanti di tre (9-12). È proprio la centrale americana a riavvicinare le sue con una veloce e un ace per il 13-14. Sul 14-15 spazio anche a Diouf, con il consueto doppio cambio. L’opposta firma il 15-18, ma Busto continua a rincorrere. Nel finale Macerata allunga fino al 18-23, complice anche un attacco out di Obossa; l’errore al servizio di Booth chiude il parziale sul 19-25, portando la sfida al quarto set.
Quarto set: Battista apre con un doppio ace, 4-2 per l’Uyba. Obossa riprende a martellare e Battista allunga sul 12-7, costringendo Macerata al time-out. Ma le farfalle si fermano improvvisamente: calano intensità e concentrazione e si fanno superare, 14-15, con la murata di Obossa. Macerata approfitta della situazione e allunga fino al +3, mentre Busto fatica a ritrovare i meccanismi e si innervosisce pure (18-21). Il set si chiude con Piomboni, 21-25.
Tie-break: si procede punto a punto fino al 6 pari, poi al cambio di campo Busto è sotto 6-8. L'Uyba sembra sparita dal match, senza capire nemmeno come, sul 7-10. Due fiammate biancorosse riportano il punteggio a -1 (9-10), e un errore di Decortes - finora impeccabile ma ormai visibilmente stanca - fa scattare la parità. Battista supera 11-10, poi allunga ancora a 12-10, firmando cinque punti consecutivi per la Uyba. Sul 14-11 c’è il match ball, dopo un punto contestato a rete. Il finale è 15-12, chiuso dall’errore al servizio di Macerata.
90 ANNI E NON SENTIRLI
Alla e-work Arena si festeggia anche Angelo Brazzelli, osannato dai cori della curva a fine primo set, dopo l'annuncio dello speaker per i suoi 90 anni festeggiati oggi: “Brazzelli paga da bere” e “Brazzelli uno di noi”. Bel siparietto al primo anello, nel suo posto di sempre. Un compleanno speciale, tra gli applausi dell'arena. Perché certe passioni non invecchiano mai.
















