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Territorio | 18 marzo 2026, 10:28

Ecco come funziona una Casa di Comunità: l'esempio di Sesto Calende e i servizi sanitari gratuiti a disposizione dei cittadini

La dottoressa Laura Cangelosi, direttore di Distretto, ha promosso un incontro pubblico per spiegare direttamente alle persone, il funzionamento della struttura che eroga tantissimi servizi, da quelli classici a quelli più recenti come infermieri e psicologi: «Rappresentiamo il servizio sanitario nazionale e gli assistiti sono quasi 50mila; qui si trovano prestazioni sanitarie gratuite. L'obiettivo? Alleggerire il carico sugli ospedali»

La presentazione dei servizi della Casa di Comunità di Sesto Calende

La presentazione dei servizi della Casa di Comunità di Sesto Calende

Un luogo di ascolto e cura, gratuito e pensato per i cittadini. Durante l’incontro organizzato la scorsa settimana nella Sala Consiliare di Sesto Calende per presentare la Casa di Comunità alla popolazione, sono stati illustrati i numerosi servizi messi a disposizione di tutte le fasce della popolazione, sia per chi gode di buona salute sia per chi ha patologie da seguire.

Aperta all’inizio del 2024, la Casa di Comunità si configura come uno spazio fisico dove i cittadini possono ricevere assistenza e servizi sanitari. «Serviamo quasi 50.000 assistiti – spiega la direttrice del distretto, la dottoressa Laura Cangelosi –. È un luogo importante perché qui i cittadini incontrano i professionisti della salute e trovano risposte semplici e coordinate. Lavoriamo in collaborazione anche con il settore sociale: cooperative, Comune e realtà del terzo settore».

I servizi

Tra le principali novità presentate figurano:

- PUA – Punto unico di accesso

- Infermieri di famiglia e di comunità

- Ambulatorio infermieristico

- Assistenza domiciliare integrata

- Servizio di sostegno psicologico

- Sportello per dipendenze e disagio giovanile

- Servizi ambulatoriali

Accanto a questi si affiancano servizi già attivi da tempo sul territorio, tra cui:

- guardia medica (attiva a Sesto Calende da due anni)

- ambulatorio vaccinazioni

- ambulatorio per viaggi internazionali

- CUP e prelievi

- sportello scelta e revoca del medico

- segreteria sanitaria

- rinnovo patenti e certificazioni

- commissioni patenti e invalidità

- servizio fragilità

- sportelli del terzo settore

L’obiettivo è portare sul territorio molti servizi normalmente presenti in ospedale, facilitando l’accesso alle cure e riducendo gli accessi impropri al pronto soccorso. «Siamo aperti 12 ore al giorno, tutti i giorni della settimana, sabato e domenica compresi – sottolinea la responsabile infermieri presente al convegno –. Gli infermieri sono sempre presenti: spesso è possibile evitare il pronto soccorso per problemi minori, come i codici bianchi, che comporterebbero lunghe attese. Lavoriamo in rete con i medici di base e con tutti gli attori sociali del territorio». La struttura rappresenta quindi un punto di riferimento anche per chi viene dimesso dall’ospedale e ha bisogno di un supporto o di un orientamento verso i servizi più adatti.

Il servizio di assistenza psicologica

Tra i servizi più richiesti c’è quello dedicato al supporto psicologico, attivo dallo scorso anno. Si tratta di un servizio di primo livello, gratuito e senza necessità di ricetta medica. Per accedervi è sufficiente rivolgersi al Punto Unico di Accesso (PUA) e lasciare i propri contatti; sarà poi lo psicologo a ricontattare l’utente.

Il percorso prevede un supporto breve e mirato, generalmente fino a dieci colloqui, con l’obiettivo di offrire un sostegno immediato e orientare eventualmente verso altri servizi specialistici. Il servizio è rivolto dai 14 anni in su. Per i minorenni tra i 14 e i 18 anni l’intervento consiste principalmente nell’orientamento verso i servizi più adeguati. «L’obiettivo – spiegano i responsabili – è intervenire tempestivamente e accompagnare la persona verso il percorso più adatto. Il lavoro è multidisciplinare e integrato con gli altri servizi del territorio».

Dal marzo dello scorso anno il servizio ha registrato una crescita costante: in media due persone a settimana si rivolgono allo sportello. Inizialmente si pensava che l’utenza sarebbe stata composta soprattutto da persone anziane, magari per affrontare lutti o difficoltà della terza età. In realtà la fascia più rappresentata è quella intorno ai 50 anni, ma sono presenti anche molti giovani. Tra i temi più frequenti, oltre alle difficoltà personali, emerge anche il problema delle dipendenze, non solo da sostanze ma anche legate alle tecnologie e alla dimensione digitale.

Le parole del sindaco

«La Casa di Comunità non è solo un edificio con ambulatori – ha dichiarato il sindaco Elisabetta Giordani – ma uno spazio di ascolto e cura che avvicina i servizi alle persone». Il primo cittadino ha poi voluto ringraziare tutto il personale coinvolto: «Colgo l’occasione per ringraziare il personale sanitario e amministrativo che rende operativa questa struttura ogni giorno con dedizione e umanità. Un ringraziamento particolare alla dottoressa Cangelosi, direttrice del distretto di Sesto Calende, per la sua guida, e all’Ufficio di Piano del Comune per la collaborazione».

Giovanna Bochicchio

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