Militanti della Lega a rapporto dal “Capitano” Matteo Salvini ieri sera, martedì 17 marzo, a Gallarate. L’assemblea tenutasi alle ex Scuderie Martignoni ha chiuso la giornata del segretario federale in provincia di Varese. Nel pomeriggio, il vicepremier e ministro dei Trasporti aveva visitato nel capoluogo le case popolari Aler del Montello (leggi qui).
La serata, invece, è stata dedicata al popolo leghista, con l’assemblea straordinaria dei “Som”, vale a dire i soci ordinari militanti. Convocata con poco preavviso per parlare di che cosa? «Innanzitutto del referendum – spiega il segretario federale prima di entrare in sala e ricevere l’applauso dei militanti –. Ci sono tanti amministratori, e quanti sono stati i casi di amministratori ingiustamente indagati, a volte ingiustamente incarcerati addirittura, e poi risultati innocenti. Intanto però salta il lavoro, il Comune, la famiglia. E nessuno ne paga le conseguenze. Votare sì significa responsabilizzare i giudici e in caso di errori evitare promozioni automatiche. Poi c’è la manifestazione a Milano di sabato 18 aprile, dove verranno gli alleati da tutta Europa col mood “padroni a casa nostra”. Ci sono le elezioni dell’anno prossimo a Varese, Gallarate e Busto e in altri Comuni importanti E poi porto 30 miliardi di euro di investimenti del ministero solo in Lombardia».
Ecco, le elezioni del 2027. La Lega punterà ad avere ancora il candidato sindaco nel capoluogo? «Noi abbiamo una classe dirigente che sta crescendo – osserva Salvini – ed è eccellente sia a Varese sia a Busto sia a Gallarate dove governiamo. Ovviamente non siamo bulimici, non pretenderemo di avere tutto ovunque perché siamo in un’alleanza e rispettiamo il parere degli alleati, però saremo in grado di offrire persone all’altezza in ciascuna delle tre grandi città della provincia e poi al tavolo sceglieremo il meglio».
Nel pomeriggio, a Varese, aveva detto che Vannacci è il passato: «Non è il primo che prende il posto e se ne va e temo non sarà l’ultimo», le parole di Salvini, che prima dell’assemblea ha spiegato di non aspettarsi osservazioni da parte dei militanti sulla questione: «Non me ne parla più nessuno in tutti gli incontri che sto facendo», ha tagliato corto.
Quello di una Lega che ha dimenticato le battaglie delle origini per il Nord a favore di altri argomenti – vedi l’emblematico Ponte sullo Stretto – è però un tema ricorrente a queste latitudini: «Trenta miliardi di opere pubbliche in Lombardia non ci sono mai stati dal dopoguerra a oggi – ribatte il segretario –. Abbiamo fatto le prime Olimpiadi della storia in Lombardia e abbia firmato le prime intese sull’autonomia. La Vigevano-Malpensa parte dopo trent’anni di attesa. Poi, oltre alle case popolari che stiamo sistemando a Varese, mi sembra utile che i siciliani abbiano diritto alla continuità territoriale».
Poi Salvini entra in sala e l’assemblea può avere inizio.















