"Innovazione, ricerca, IA: la sanità sta cambiando e cambierà” è il titolo del panel coordinato ieri dal consigliere regionale del Pd Samuele Astuti nell’ambito della conferenza sulla salute del Partito Democratico: "L’Italia che si prende cura”. Un confronto che ha messo al centro la trasformazione del sistema sanitario tra nuove tecnologie, formazione e governo pubblico.
«Chi amministra e governa il sistema sanitario – spiega Astuti – ha la responsabilità di fare in modo che l’innovazione sia un percorso realmente inclusivo, capace di rispondere ai bisogni di salute delle persone. Non possiamo parlare solo di tecnologia: dobbiamo chiederci come queste innovazioni migliorano concretamente la qualità delle cure e l’accesso ai servizi».
«Il tema dell’intelligenza artificiale applicata alla sanità, già da qualche tempo oggetto di confronto, è diventato oggi molto più sentito – sottolinea il consigliere - Due anni fa eravamo in pochi a discuterne. Oggi iniziamo a vedere le prime applicazioni reali nelle strutture sanitarie: dalla diagnostica alla gestione dei dati clinici, fino allo sviluppo di nuovi strumenti terapeutici. È un passaggio cruciale e che sta avvenendo molto velocemente».
Nel corso del panel è stato evidenziato come l’IA possa supportare la pratica clinica, ridurre il carico amministrativo sui medici, migliorare la gestione dei flussi e delle liste d’attesa, ma anche accelerare i processi di ricerca e trasferimento tecnologico. Centrale il tema della governance dei dati, della trasparenza e delle responsabilità medico-legali. Fondamentale anche il tema della formazione: l’innovazione richiede un cambiamento del sistema formativo, capace di integrare competenze cliniche, digitali e organizzative e di accompagnare tutte le professioni sanitarie nell’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie. La formazione non può inseguire il cambiamento, ma deve precederlo e guidarlo.
Dal punto di vista della ricerca oncologica, è stato sottolineato come l’intelligenza artificiale stia contribuendo alla costruzione di terapie sempre più personalizzate, attraverso sistemi in grado di leggere e integrare grandi quantità di dati clinici e scientifici. L’implementazione richiede però basi informative solide, qualità dei dati e una regia pubblica capace di governarne l’utilizzo. «Come è stato evidenziato – riporta il consigliere dem - la tecnologia oggi c’è, ma il vero tema è come organizzarla e indirizzarla».
«Durante questo confronto abbiamo toccato questioni decisive – conclude Astuti -: innovazione, ricerca e intelligenza artificiale saranno centrali nei prossimi anni e tocca alla politica governare questo cambiamento per potenziare il sistema sanitario pubblico e non aumentare le disuguaglianze».
I relatori che hanno partecipato al panel: Giuseppe Pinter Lauria, direttore scientifico Fondazione IRCCS Istituto Neurologico “Carlo Besta”, Ivan Colombo, vicepresidente Humanitas University; Mattia Olive, ricercatore Osservatorio Sanità Digitale, Politecnico di Milano; Arsela Prelaj, ricercatrice Istituto nazionale tumori, coordinatrice del Laboratorio di intelligenza artificiale AI-ON-Lab; Michele Usuelli, dirigente medico terapia intensiva neonatale Mangiagalli.
















