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Politica | 26 gennaio 2026, 11:01

«Sulle rette Alzheimer promesse senza atti: in Lombardia oltre 150 fascicoli aperti»

Il consigliere regionale dem Samuele Astuti denuncia l’assenza di provvedimenti della Regione sulle rette RSA per i nuclei Alzheimer, mentre aumentano i costi per le famiglie e restano aperti decine di contenziosi

«Sulle rette Alzheimer promesse senza atti: in Lombardia oltre 150 fascicoli aperti»

“Sulle rette che riguardano le persone affette da Alzheimer o da patologie neurodegenerative ricoverate nelle Rsa, la Regione Lombardia aveva promesso di intervenire, ma ad oggi non esiste un solo atto concreto a riguardo, che dia certezze su oneri, criteri e tutele. Intanto, in Lombardia ci sono oltre 150 fascicoli aperti che riguardano la richiesta di rimborso, richieste di risarcimento che riguardano almeno 84 strutture”.

Così il consigliere regionale del Partito Democratico Samuele Astuti commenta la situazione delle RSA lombarde, tornata in questi giorni al centro dell’attenzione anche grazie ai dati e alle denunce sui costi sempre più insostenibili per i nuclei Alzheimer riportati dalla stampa.

“Su questo tema – ricorda Astuti – siamo intervenuti formalmente come gruppo regionale del Partito democratico già nella scorsa primavera, poi a settembre con un question time e a dicembre in sede di bilancio regionale, con un ordine del giorno approvato che impegnava la Regione, tra le altre cose, nelle more dell’intervento legislativo nazionale, a emanare proprie linee guida per definire con chiarezza la ripartizione degli oneri. In tutte le occasioni la giunta lombarda ha riconosciuto il problema e si è impegnata ad affrontarlo entro la fine del 2025. Ma oggi dobbiamo prendere atto che non è stato fatto ancora nulla: non c’è una delibera, non c’è un decreto, non c’è una circolare, non c’è nemmeno una riga nelle Regole di sistema approvate a fine dicembre che dica come la Regione intenda muoversi”.

“Eppure – prosegue Astuti – parliamo di migliaia di famiglie lombarde che convivono ogni giorno con una malattia durissima e che si trovano a sostenere rette sempre più alte, in un quadro di totale incertezza normativa, mentre le sentenze e i pronunciamenti giuridici continuano a mettere in discussione l’attuale ripartizione dei costi per le prestazioni ad alta integrazione sanitaria”. 

“La Regione, pur in un quadro di competenze statali, non può stare ferma in attesa dello Stato – conclude l’esponente dem –. Servono atti concreti subito, non altre promesse”.

c. s.


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