Da sempre una delle caratteristiche principali della maggior parte dei progetti realizzati dagli studenti dell’Istituto Facchinetti di Castellanza è quella di basarsi sulle necessità reali di chi frequenta le classi, che li ha portati a iniziare il 2026 con la pin di “Ambasciatori di inclusione” consegnata da ATS Insubria. Negli anni, infatti, moltissimi dei premi ricevuti dalla squadra di robotica sono stati conquistati concretizzando idee nate per aiutare a studiare e vivere meglio compagni che si trovano ad avere a che fare ogni giorno con le difficoltà causate da una forma di disabilità, difficoltà che si è cercato di mitigare realizzando nuovi strumenti per facilitare loro l’apprendimento e la comunicazione.
Questo è il caso anche del progetto “Speak‑I”, realizzato lo scorso anno dagli studenti di una delle classi di robotica per aiutare un compagno con disabilità motoria e verbale a comunicare con maggior semplicità all’interno della classe. Un progetto che si è già distinto lo scorso anno per la conquista di prestigiosi traguardi, come Premio Nazionale Innovazione Digitale a Roma, il premio “Enrico dell'Acqua” del comune di Busto e quello “Lombardia è Ricerca” della Regione Lombardia.
Grazie a questi riconoscimenti il progetto “Speak‑I: la tecnologia dà voce all’inclusione” ha potuto ampliarsi ed evolversi, come ha spiegato il professor Loris Pagani, passando da una fotocamera che rilevava i movimenti associandoli a singole lettere, a due giroscopi che, posizionati sulle braccia, permettono di rilevarne con più precisione la posizione.
Questo non solo ha reso più fluida la comunicazione, ma ha anche fatto sì che si potesse anche creare un sistema che permette al giovane di suonare una tastiera elettronica; «A breve – racconta il professor Pagani – inizieremo le prove con una band di ragazzi con cui Simone potrà suonare. Inoltre stiamo lavorando ad una sorta di telecomando universale che possa aiutarlo ad essere più autonomo anche a casa e, in vista degli esami di maturità, a un sistema che possa rendergli più accessibile l’utilizzo di strumenti come mouse e tastiera».
Tutto questo ha portato una delegazione di ATS Insubria, composta dal direttore generale Salvatore Gioia, dal direttore sociosanitario Enrico Tallarita e da Sara Gambarini, direttrice della Programmazione per l’Integrazione delle Prestazioni, a recarsi a scuola per consegnare alla dirigente Patrizia Isabella, ai docenti e ai ragazzi un altro prezioso riconoscimento, il pin di “Ambasciatori di inclusione” assegnato a chi, con progetti significativi o comportamenti virtuosi, sostiene la mission di ATS.
Al plauso di ATS si è unito anche quello del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha scritto un messaggio per gli studenti, e di Giuseppe Carcano, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Varese, e Alessandro Fermi, assessore all’Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, che sono intervenuti in collegamento.
«Il prossimo passaggio – conclude Loris Pagani – sarà quello di continuare a lavorare insieme per concretizzare questo progetto il più possibile, anche grazie al sostegno di ATS, che ci ha proposto di fare insieme un lavoro di ricerca scientifica per riuscire a portarlo all’interno di alcune sue sedi, come strumento di reale aiuto per chi ne ha bisogno».















