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Busto Arsizio | 13 gennaio 2026, 08:35

Mense a Busto: «Io mamma sono ancora preoccupata». L'assessore: «Mia priorità la tutela dei bambini»

A Busto Arsizio una riflessione di una madre che chiede garanzie affinché episodi spiacevoli non si ripetano. La replica: «Continueremo a lavorare con responsabilità, trasparenza e senso del dovere, mettendo sempre al centro il bene dei bambini, rafforzando i controlli già esistenti e mantenendo aperto il dialogo con le famiglie»

Mense a Busto: «Io mamma sono ancora preoccupata». L'assessore: «Mia priorità la tutela dei bambini»

Mense a Busto Arsizio una madre diffonde una sua riflessione e richieste per evitare che episodi come gli insetti nel piatto dello scorso dicembre alle Tommaseo non si ripetano (LEGGI QUI). L'assessore Chiara Colombo risponde ribadendo la tutela dei bambini come priorità e sottolineando che i controlli sono e saranno serrati.

La mamma cita proprio l'episodio dello scorso dicembre, ma si riferisce anche ad altri avvenuti negli anni precedenti.   «Molti genitori si sono visti costretti a fornire il pranzo da casa ai propri figli, una soluzione che appare del tutto inaccettabile, soprattutto se si considera il costo elevato del servizio mensa - afferma la signora - Lo scorso anno in un plesso del centro cittadino le insegnanti hanno interrotto i pasti dei bambini dopo aver sentito l’odore rancido delle uova. Pasto ovviamente non rimborsato». 

Portare da casa il panino? Non si può, c'è il discorso delle allergie, protocolli da seguire, ma - dice sempre la mamma - se quotidianamente i bambini portano la merenda da casa, significa forse che l'azienda «dovrebbe farsi carico anche di tutte le merende per evitare potenziali reazioni allergiche?».

Dopo altre considerazioni, la richiesta: «Vi scrivo in qualità di madre profondamente preoccupata. In diversi articoli si afferma che “i genitori si ritengono soddisfatti”, ma questa rappresentazione non corrisponde alla realtà. È lo specchio che si vuol far vedere ma che nasconde un malcontento grande e preoccupante. I genitori chiedono controlli più rigorosi, risposte chiare e assunzione di responsabilità da parte di chi gestisce e supervisiona il servizio. È indispensabile avere garanzie concrete affinché simili episodi non si ripetano. Ad oggi non ce ne sono. Solo parole e promesse per altro già sentite in precedenza.  Vi chiedo pertanto di dare voce a queste legittime preoccupazioni, affinché le istituzioni competenti intervengano con urgenza per porre fine a una situazione che non può essere tollerata. La sicurezza e la salute dei nostri figli devono essere una priorità assoluta: la scuola deve essere un luogo in cui anche il momento del pasto avvenga in un contesto sicuro, controllato e dignitoso».

L'assessore Chiara Colombo dal canto suo ha affermato: «È necessario fare alcune precisazioni per ristabilire un quadro corretto e responsabile della situazione. Le affermazioni risultano in parte aleatorie e ricostruite in modo frammentario, mettendo insieme episodi avvenuti in scuole diverse, in anni scolastici differenti... Il mio interesse primario è da sempre la tutela dei bambini sotto ogni aspetto: salute, sicurezza, benessere e serenità delle famiglie. È proprio partendo da questa sensibilità che ogni segnalazione viene presa in carico con la massima attenzione. I controlli sul servizio mensa non sono mai mancati e sono sempre stati effettuati dagli enti preposti e dalle autorità competenti, secondo procedure rigorose e nel rispetto delle normative vigenti. Parlare di assenza di controlli o di superficialità non rispecchia la realtà dei fatti».

Sui rapporti con le famiglie, «va inoltre chiarito che l’assessore ha parlato direttamente con le persone che l’hanno contattata, rispondendo alle segnalazioni ricevute e organizzando in modo celere incontri e momenti di confronto per chiarire le situazioni emerse. Un atteggiamento improntato all’ascolto e al dialogo, soprattutto quando si tratta di temi così delicati, non è mai venuto meno. È comprensibile e umano che, quando si parla di bambini, emergano preoccupazioni, timori e rabbia. Su questo non c’è alcuna distanza: l’attenzione e l’empatia verso le famiglie sono reali e sincere».

Per Chiara Colombo, «la tutela dei minori richiede serietà, equilibrio e collaborazione tra istituzioni, scuole, gestori del servizio e famiglie».  E conclude: «Alimentare una narrazione basata su ricostruzioni parziali o su generalizzazioni rischia di creare allarmismi che non aiutano a migliorare il servizio né a garantire un clima di fiducia. La conclusione è chiara: l’amministrazione e l’Assessore continueranno a lavorare con responsabilità, trasparenza e senso del dovere, mettendo sempre al centro il bene dei bambini, rafforzando i controlli già esistenti e mantenendo aperto il dialogo con le famiglie, perché solo attraverso un confronto corretto e condiviso è possibile affrontare e risolvere criticità complesse come questa».


 

Redazione

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