Varese | 12 gennaio 2026, 22:15

Ciclabile di viale Belforte, braccio di ferro in Commissione. Le associazioni: «Cambiare idea non è peccato». Il Comune: «Più sicurezza e meno traffico»

Le categorie economiche bocciano il progetto e chiedono una pausa di riflessione. Le opposizioni invocano un tavolo di confronto per ridurre i danni. La replica della giunta: «Disegno più ampio di rigenerazione urbana»

Ciclabile di viale Belforte, braccio di ferro in Commissione. Le associazioni: «Cambiare idea non è peccato». Il Comune: «Più sicurezza e meno traffico»

Il cantiere della pista ciclabile di viale Belforte continua a far discutere e accende un confronto sempre più teso tra amministrazione, associazioni di categoria e opposizioni. Il tema è approdato in Commissione Attività Produttive, dove il clima è apparso tutt’altro che conciliatorio: da una parte le preoccupazioni concrete di chi lavora lungo l’asse interessato dai lavori, dall’altra la difesa politica di un progetto che Palazzo Estense inserisce in una visione più ampia di trasformazione urbana e viabilistica.

Le associazioni di categoria hanno parlato con una voce sostanzialmente unitaria, manifestando contrarietà non tanto al principio delle piste ciclabili, quanto alla loro collocazione e agli effetti immediati e futuri sul tessuto economico del quartiere. Antonio Besacchi, presidente di Confcommercio Ascom Varese, ha richiamato l’attenzione sulle ricadute occupazionali: «In viale Belforte il problema per i nostri soci è serio, perché quando le attività entrano in sofferenza il rischio è quello di chiusure e perdita di posti di lavoro. Il cambio di viabilità sull’intero comprensorio mette in difficoltà molte imprese. Non siamo contrari alle ciclabili, ma qui non se ne coglie l’utilità, se non l’aumento delle code e dell’inquinamento».

Ancora più netto l’intervento di Luigi Zocchi, presidente di Federfarma Varese, che ha riportato le preoccupazioni dei residenti e dei comitati di quartiere, soprattutto per l’accessibilità ai servizi essenziali: «Si rischia un vero rebelot. L’accesso alle farmacie diventa più complicato e anche i corrieri dei medicinali accumulano ritardi di mezz’ora al giorno. Sembra che questa amministrazione ce l’abbia con gli automobilisti, ma cambiare idea non è un peccato». Zocchi ha poi evocato esempi cittadini già esistenti, parlando di piste ciclabili poco utilizzate e di scelte viabilistiche che, a suo giudizio, riportano la zona indietro di decenni.

Sul fronte dei dati economici è intervenuta Confesercenti, con la direttrice territoriale Rosita De Fino, che ha quantificato l’impatto dei lavori nel periodo natalizio: una perdita di fatturato stimata attorno al 20% rispetto all’anno precedente. «La domanda è semplice – ha osservato –: sono state valutate soluzioni alternative per attenuare almeno in parte questi effetti?».

A cavalcare politicamente il malcontento è stato il vicecapogruppo della Lega in Consiglio comunale, Stefano Angei, che ha rivendicato il merito stesso del confronto in commissione. «Non è stata una concessione della Giunta – ha dichiarato – ma il risultato della nostra pressione. Senza la Lega, commercianti e associazioni non avrebbero avuto voce». Angei ha parlato di un’amministrazione “arroccata”, accusandola di aver raccontato una partecipazione che, nei fatti, non c’è stata. «Le associazioni hanno sconfessato la Giunta – ha attaccato – dicendo chiaramente di non essere state coinvolte. Questo progetto sta già producendo danni all’economia locale e alla viabilità. Le opere pubbliche servono solo se guidate dal buonsenso: una ciclabile su un’arteria così trafficata è un non senso, anche dal punto di vista della salute».

Le opposizioni, quasi compatte, hanno chiesto uno stop o quantomeno un ripensamento. Salvatore Giordano di Fratelli d’Italia ha definito l’intervento «sconsiderato e incapace di produrre ricchezza», mentre Franco Formato di Varese Ideale ha parlato di una scelta calata dall’alto, senza un vero dialogo con chi vive il quartiere. Appelli a fermarsi sono arrivati anche da Roberto Puricelli e Simone Longhini, che hanno sollecitato un tavolo con le categorie per correggere il progetto e limitare i danni.

La replica dell’amministrazione è arrivata prima con la vicesindaca Ivana Perusin, che ha difeso il nuovo assetto viabilistico come strumento per semplificare i flussi e migliorare l’accessibilità alla città. L’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati ha richiamato due studi di traffico commissionati per l’area, sostenendo che l’obiettivo sia la riduzione dei tempi di percorrenza e l’aumento della sicurezza per pedoni e ciclisti, in una zona segnata da diversi incidenti. Sui disagi attuali, Civati ha parlato di criticità fisiologiche da cantiere, monitorate dalla Polizia locale.

A chiudere il confronto è stato il sindaco Davide Galimberti, che ha inserito la ciclabile all’interno di un disegno più ampio di rigenerazione urbana, legato alla riqualificazione dell’ex macello e al quartiere di Biumo. «Non è un ritorno al passato – ha affermato – ma un’evoluzione di un sistema viabilistico già profondamente cambiato negli ultimi anni». Parole che, però, non sembrano aver dissipato le perplessità di commercianti e opposizioni, lasciando aperta una frattura che difficilmente si ricomporrà senza un cambio di passo nel metodo e nel merito delle scelte.

Alice Mometti

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Mi chiamo Jacopo Piol, varesino di nascita ma internazionale per vocazione. La passione per la finanza mi ha condotto in tutta Europa, dove ho affinato le mie conoscenze e costruito la laurea in Economia. Oggi ho 40 anni, sono un papà e la famiglia è il mio primo pensiero, nella vita e nel lavoro. I miei clienti hanno attività, sono liberi professionisti, sono padri e madri. Il mio compito è occuparmi del loro benessere; per farlo ascolto, conosco, poi agisco: a guidarmi è la responsabilità. Il segreto è avere un piano, un obiettivo: ecco perché il mio motto è #joinplanning, unisciti a pianificare.

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