Hockey | 11 gennaio 2026, 18:02

Il Caldaro divora la finale, l'Alleghe e la 30ª Coppa Italia. Mvp: sua maestà Rohregger

Con il suo devastante portiere la corazzata altoatesina non dà scampo alle Civette (5-0) che, almeno, riescono a fare entrare all'arena milanese i loro tifosi

Più forti. Più tutto. Insomma: campioni. E, stavolta, nemmeno si apre quella piccola fessura nella mentalità di una corazzata caduta tre volte sul traguardo nelle ultime tre finali di Coppa. No, stavolta Il Caldaro si divora finale, Alleghe e anche la 30ª Coppa Italia della storia, la seconda che finisce nella bacheca degli altoatesini dopo quella del 2019. 

Il gol del finlandese Mikael Saha (che poi metterà lo zampino anche nella seconda, terza e quarta rete) dopo 41 secondi di partita fa già capire tutto, il raddoppio di Florian Wieser, la penalità partita all'agordino Francesco Soppelsa dopo 27 minuti, il tris di Moritz Selva nel terzo periodo, la doppietta dello stesso immortale Wieser (36 anni) e la zampata di Alanne completano l'opera, quasi in scioltezza, dei campioni. 

Ma, sopra a tutto e tutti, in un meccanismo robotizzato e in una squadra dove tutti ruotano alla perfezione - grazie a coach Teemu Virtala - senza spremere una sola linea, com'è stato costretto a fare l'Alleghe, c'è il miglior portiere del campionato insieme a Rocco Perla: Samuel Rohregger, ventitreenne meranese, rende facili anche le parate difficili, è forte nella testa, essenziale, pulito, impeccabile al di là di quel 92% che dice peraltro già tutto. 

Alla fine l'Alleghe viene smontato nelle sue certezze, ma non distrutto e può comunque essere orgoglioso perché era chiaramente svuotato dalla battaglia con l'Appiano di ieri (sbagliato che una squadra abbia due giorni di riposo e l'altra uno solo, soprattutto se parliamo di semi professionisti: le due semifinali vanno giocate lo stesso giorno), e perché ha potuto avere al suo fianco 3-400 splendidi tifosi: non avevano trovato un solo biglietto acquistabile online in un'arena a capienza ridotta che è un cantiere, nonostante i 400 chilometri percorsi, perché l'organizzazione non aveva pensato a riservare una parte della disponibilità alle tifoserie delle squadre finaliste. La "battaglia" della società agordina e l'indignazione generale di chi non poteva accettare che una squadra di hockey rimanesse priva della propria gente nel momento più importante della sua storia recente, però, hanno aperto una crepa nello "strano" sold out per chi si avventurava ad acquistare i ticket on line (all'arena non c'è una biglietteria vera e propria!) e alle disposizioni iniziali, permettendo l'entrata nel palazzo dei sostenitori veneti. Una vergogna, quindi, a cui è stato posto rimedio con una pezza all'ultimo momento. 

Ma, intanto, complimenti al Caldaro. Mai trionfo fu più netto, totale e meritato. Perfino più netto della semifinale con il Varese che, fino al 4-2 del 34', era rimasta aperta: magra consolazione per i cuori gialloneri, o forse no...

Caldaro-Alleghe 5-0 (1-0, 1-0, 3-0)
Reti: 0'41" Saha (Maximilian Soelva, Oberrauch) 1-0; 23'44" Wieser (Selva, Saha) 2-0 in sup.; 43'33" Selva (Saha, Wieser) 3-0 in sup., 55'25" Wieser (Alanne, Saha) 4-0 in doppia sup., 57'20" Alanne 5-0
Arbitri: Alessio Bedana, Simone Lega (Matteo De Cristofaro, Lorenzo Dell'amico)
Note - Tiri Cal 26, Al 16. Penalità Cal 14', Al 45' (penalità partita a Francesco Soppelsa). Spettatori: 4.300.

Andrea Confalonieri


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Microfono a chi tra Telesettelaghi, Radio Varese e carta stampata ha interpretato anni di parole, immagini e storie narrate quotidianamente con semplicità e coraggio di riconoscersi.

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