Si interrompe a tre la striscia di vittorie consecutive della Openjobmetis, che al PalaVerde inciampa contro la NutriBullet Treviso, che supera i biancorossi con il risultato di 86-83.
«Una partita tirata in cui alla fine ci sono state situazioni negative per noi - le prime parole di coach Kastritis a match terminato - Ma se vogliamo essere completamente onesti dobbiamo riconoscere che abbiamo perso la partita nei primi ventitré minuti. Abbiamo iniziato a giocare nel modo e al livello che vogliamo dopo i primi minuti della ripresa: da lì in poi abbiamo preso il controllo della partita, seppur con degli alti e bassi. Ma dal 61-69 non possiamo dire di essere stati pazienti e intelligenti, sia in attacco sia in difesa».
«Quando Treviso ha ricucito lo svantaggio è tornata sotto, e in una partita punto a punto in un ambiente così caldo è difficile vincere, e ci siamo trovati dalla parte dei perdenti - ha continuato l’allenatore parlando del finale in volata - Dopo una settimana difficile per problemi di infortuni abbiamo dovuto spremerci nella seconda parte della partita per riportarla dalla nostra parte. La fatica negli ultimi possessi si è fatta sentire. Nonostante la prima parte molto brutta i giocatori hanno dato tutto, e questo è quello che vogliamo vedere sempre e quello per cui lavoriamo».
Ancora nessuna news certa sulla gravità dell’infortunio al polpaccio che ha tenuto fuori Moore: «Valuteremo la situazione ora per ora. Tazé è un giocatore competitivo, ha provato nel riscaldamento a entrare in campo ma non ce l’ha fatta. Nel nostro roster l’assenza di un giocatore è sempre qualcosa di importante, e dobbiamo trovare il modo di sopperire. Non direi che la sua assenza ha causato la differenza a rimbalzo, dobbiamo giocare meglio di gruppo quando ci sono queste situazioni e trovare risposte da tutti».
Sul 12/23 ai liberi: «Sono giornate che possono capitare - spiega coach Kastritis - Per quanto riguarda il finale penso che la stanchezza sia uno dei motivi degli errori, però diciamo che per quello che abbiamo fatto nel primo tempo non eravamo pronti e concentrati. Quello che dobbiamo fare è semplicemente andare in campo e fare dall’inizio alla fine le cose per cui lavoriamo ogni giorno».










