TAVI è un acronimo che fa riferimento a una procedura di ambito cardiologico. Sta per Transcatheter Aortic Valve Implantation, vale a dire Impianto Valvolare Aortico Transcatetere. Si tratta di una tecnica mini-invasiva che permette di sostituire una valvola aortica malfunzionante evitando di ricorrere alla chirurgia a cuore aperto.
Come spiegato sul sito web dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la TAVI è oggi eseguita routinariamente in numerosi centri di tutto il mondo e la sua efficacia è stata ampiamente dimostrata. Il primo intervento fu eseguito nel 2002 da un cardiologo interventista francese, Alain Cribier (1945-2024).
Un recente studio di Ramlavi et al. che ha arruolato 1.414 pazienti con stenosi aortica severa e basso rischio chirurgico ha mostrato esiti favorevoli per mortalità e stroke per i pazienti sottoposti a TAVI comparati con quelli sottoposti a chirurgia.
Se sei interessato a questa procedura, scopri di più sull'intervento al cuore TAVI e sulla gestione dell’intervento.
La stenosi aortica: una condizione subdola
La stenosi aortica (restringimento della valvola aortica) è una condizione patologica considerata subdola poiché per lungo tempo resta asintomatica. Se il restringimento si aggrava, insorgono alcune tipiche manifestazioni: difficoltà a respirare, affaticamento anche dopo uno sforzo di lieve entità, svenimenti, palpitazioni.
Nei casi più gravi possono manifestarsi anche insufficienza cardiaca acuta ed edema polmonare. Se la stenosi valvolare è sintomatica, il rischio di mortalità è maggiore. Quando è asintomatica, spesso viene scoperta incidentalmente nel corso di un esame medico di routine, quando il medico, auscultando il cuore, percepisce un suono cardiaco anomalo, il cosiddetto “soffio cardiaco”.
Per chi è indicata la TAVI?
Come accennato, la TAVI è una tecnica che prevede l’impianto di una protesi biologica valvolare nei pazienti con stenosi aortica, una condizione patologica caratterizzata da un restringimento della valvola aortica, la cui funzione è quella di presidiare il passaggio del sangue ossigenato tra il ventricolo sinistro e l’aorta, evitando che il sangue torni indietro. La protesi sostituirà la valvola malata.
In passato la TAVI era una tecnica riservata soltanto a quei casi in cui i rischi di un intervento a cuore aperto erano talmente alti da essere ritenuti non ragionevoli. Era quindi l’extrema ratio per casi selezionati.
Con il passare degli anni, grazie ai miglioramenti delle tecniche, alla maggiore esperienza dei cardiologi interventisti e all’evoluzione dei materiali delle protesi, gli studi hanno dimostrato che gli esiti della TAVI sono di fatto equiparabili a quelli dell’intervento chirurgico tradizionale. Ciò ha allargato le indicazioni a un maggior numero di pazienti.
Non è escluso che in futuro si ricorrerà alla TAVI anche nei pazienti che presentano un rischio operatorio basso.
Quali valvole sostitutive si utilizzano?
Le valvole aortiche sostitutive impiegate nella procedura TAVI sono valvole biologiche, ovvero realizzate con tessuto cardiaco suino o pericardio bovino. Sono ben tollerate dall’organismo umano e non è necessaria la terapia anticoagulante, tuttavia non c’è la garanzia di una loro durata illimitata.
Invece, le valvole sostitutive che vengono impiegate nell’intervento di chirurgia tradizionale possono essere biologiche o meccaniche. Queste ultime sono realizzate con materiali sintetici (carbonio pirolitico, polimeri ecc.). Se viene utilizzata una valvola meccanica, il paziente dovrà assumere una terapia anticoagulante vita natural durante.
La scelta tra un tipo di intervento o l’altro è frutto di una valutazione condivisa tra cardiologo e paziente, basandosi su vari fattori: età, condizioni generali di salute, stile di vita ed esigenze.
Informazioni fornite in modo indipendente da un nostro partner nell’ambito di un accordo commerciale tra le parti. Contenuti riservati a un pubblico maggiorenne.














