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Varese dalla vetrina | 06 gennaio 2026, 08:33

Nel cuore di Varese sboccia una "Rosetta", dove il pane è come una volta. I titolari: «Conquistiamo i varesini con sapori antichi e popolari»

VARESE DALLA VETRINA/57. Il negozio di via Foscolo, aperto a fine novembre, è il prodotto di due menti creative di Sesto Calende, Ernesto Crespi e Riccardo Federici. Fan di Renato Pozzetto, i loro panini portano nomi dei personaggi dei suoi film: «Puntiamo a far respirare l’atmosfera delle vecchie latterie milanesi dove si mangiava pane e salame con quattro chiacchiere e un bicchiere di rosso. E ai nostri clienti questo esperimento piace. Il sogno? Invitare qui Pozzetto per vedere l'effetto che fa...»

Ernesto Crespi e Riccardo Federici con Camilla, che gestisce il locale, e Mike

Ernesto Crespi e Riccardo Federici con Camilla, che gestisce il locale, e Mike

A volte la storia si diverte a creare piccoli cortocircuiti, qualcosa di cui sorridere divertendosi per assolute casualità, come quella che capita quotidianamente a Varese, nel nuovo tempio - ma forse è più un club - del panino. “Rosetta”, infatti, è il nome romano del pane che noi lombardi conosciamo da sempre come michetta, la “micca cont el salamm” dei nostri vecchi, che in realtà deriva dal “Kaisersemmel” austriaco, portato a Milano con l’impero absburgico, ma guarda caso il nuovo locale che inventa panini come una volta è proprio in via Ugo Foscolo, poeta a patriota che gli austriaci vedeva come il fumo negli occhi e forse, chissà, non mangiava michette.

Storia e scherzi a parte, “Rosetta” è il prodotto di due menti creative di Sesto Calende, Ernesto Crespi e Riccardo Federici, esperto di food il primo e titolare del ristorante “Giorgiopietanze” di Oneda, ricavato nelle sale del vecchio circolo, nonché cantante della Party Band “Monkey Scream”, interior designer da “Arredopiù” il secondo, batterista dello stesso gruppo che propone dai Beatles a Pupo, dai Ricchi e Poveri ai Kiss.

Tutto nasce per caso, come spesso avviene con le idee geniali: «Noi due ci conosciamo da vent’anni, e una sera Ernesto pensò di offrire a fine serata nel suo locale le rosette. L’idea ci piacque e buttai lì il proposito di cercare una location per aprire un punto vendita di panini. Provammo a Sesto poi a Busto, ma niente ci convinceva, così un giorno passando da via Ugo Foscolo notai il locale vuoto, dove già in passato si vendevano panini e sushi. È un po’ piccolo ma per cominciare va benissimo, così abbiamo fondato la società a luglio e il 24 novembre si è aperto», spiega Riccardo Federici.

E poi c’è il valore aggiunto, i nomi dei panini: «Entrambi siamo fan malati di Renato Pozzetto, io mi sono fatto tatuare la sua faccia sull’avambraccio destro, così abbiamo pensato di chiamare i panini con i nomi dei personaggi dei suoi film. Ci sono il “Ronconi”, l’“Allegri”, il “Gandi”, il “Ceciotti”’, il “Rolf Benson” e così via, poi anche la “Mariarosa” e “Eh la Madonna” -intercalare preferito di Renato- che sono dolci. L’intento è quello di invitare i clienti a respirare l’atmosfera delle vecchie latterie milanesi dove si mangiava pane e salame con quattro chiacchiere e un bicchiere di rosso». Interviene l’Ernesto: «Non a caso serviamo il Lambrusco in tazza, come usava un tempo, e i due panini dolci sono quelli della nonna: pane, burro e zucchero, o pane, burro e marmellata, e pane con la tavoletta di cioccolato al latte o fondente».

Da “Rosetta” i panini sono fatti con una michetta da 100 grammi, “alla romana”, meno scavata all’interno rispetto alla milanese, ma sempre con la caratteristica forma a bocciolo di rosa. Il pane è fornito da “Origini”, fornaio situato pochi metri oltre il locale di Riccardo ed Ernesto, quindi più fresco di così.

«I nostri sono sapori antichi e popolari, salame, mortadella, prosciutto cotto e crudo, speck cotto, pancetta e zola, bresaola, e non manca la rosetta vegana, che questo mese sarà nuova ogni settimana perché gennaio è il mese dedicato ai vegani. Ogni settimana poi ha il suo panino dedicato. La michetta viene sempre scaldata perché prenda quel croccantino invitante e profumi di più. A gestire il locale ci sono Camilla, responsabile del punto vendita che ci mette davvero amore nel confezionare le rosette, e Mike, studente di Scienze della comunicazione, che fa del sorriso e della simpatia le sue armi vincenti. Siamo sui social, la gente può trovare la nostra storia e le proposte su Facebook, Instagram e Tik Tok, non ci sembra necessario creare un sito, la comunicazione corre bene così», sostiene Riccardo.

I due soci sono un crogiuolo di idee, già pensano a inventarsi aperitivi particolari, collaborazioni con negozi storici di Varese e consegne a domicilio, che dovrebbero già partire in questo gennaio, con le rosette affidate a Glove o a Just Eat e convenzioni con Too good to go. Due ragazze, Sofia e Desirée, si occupano della parte pubblicitaria, mentre la consulenza vegana è affidata a due influencer specializzate.

«Assieme ai panini proponiamo acqua, birra, bibite e vini scelti da me, e le michette avanzate sono donate alla Caritas», aggiunge Ernesto. Autore, tra l’altro, dello slogan: «Rosetta, panini buoni, in teoria», perché “in teoria” è il suo intercalare preferito. È lui a occuparsi del menù, mentre Riccardo cura marketing e arredo.

«Abbiamo scoperto che il panino a Varese piace, la nostra clientela, dapprima fatta di trenta-quarantenni, ora è mista, ragazzi e adulti, alcuni dei quali vengono a Varese apposta per mangiare la michetta. Non siamo in concorrenza né con il “Golden Egg”, di cui siamo peraltro clienti, né di “Evoluzione panino”, il nostro è un esperimento riuscito. Stiamo già valutando l’idea di aprire un’altra “Rosetta”, però è ancora prematuro parlarne», dice Riccardo.

Il sogno, ça va sans dire, è invitare Renato Pozzetto alla “Rosetta”, per vedere di nascosto l’effetto che fa: «Sua nipote è venuta qui a mangiare, ci ha promesso di dirlo al nostro idolo, chissà, diciamo che ci stiamo lavorando e non disperiamo».

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