Tra il Giubileo della Speranza e l'Ottavo Centenario Francescano del 2026, in occasione dell'800 anniversario della morte di S. Francesco d'Assisi. E' questo il significato del pellegrinaggio che la Comunità Pastorale Beato Marzorati di Varese ( Biumo Inferiore, Biumo Superiore, Valle Olona, San Fermo) , guidata dal Parroco e Decano di Varese Don Maurizio Cantù, ha compiuto dal 28 al 30 dicembre a Padova con una cinquantina di fedeli.
TRA SPIRITUALITA’ ED ARTE
Una esperienza profondamente religiosa che ha consentito di conoscere, pregare e venerare due Santi della famiglia francescana, il celebre San Antonio da Padova e il più recente ma molto significativo per la sua spiritualità, che abbraccia Oriente ed Occidente, San Leopoldo Mandic, il santo dei confessori e dei malati di tumore e frate francescano morto nel 1942, dichiarato poi Santo da Papa Giovanni Paolo II nel 1983. Una occasione inoltre davvero speciale per conoscere alcuni dei capolavori dell'arte occidentale come la Cappella degli Scrovegni e il Battistero della città di Padova. Ambienti dove -attraverso l'arte- la fede in Cristo morto e risorto continua a parlare ai cuori, grazie alla maestria di chi ha saputo tradurre la vita di Gesù in opere che emozionano e continuano ad educare il nostro giudizio sulla realtà. Diversi ed intensi poi gli incontri con le guide, che hanno reso evidente l'originalità e la freschezza della vita cristiana nella famiglia francescana e benedettina, segni di una Chiesa che continua a camminare per le strade del mondo.
«IN CAMMINO VERSO IL NUOVO ANNO, CON LA COMPAGNIA DELLA CHIESA»
«A conclusione del Giubileo della Speranza abbiamo scelto di incamminarci verso il nuovo Anno, scegliendo di stare insieme, per dire grazie dei doni ricevuti nel 2025 e custodire attese e speranze per il nuovo anno. La Chiesa -ha sottolineato don Maurizio Cantù in una delle sue omelie- e' il luogo dove sperimentare la compagnia di Gesù e vivere così la fraternità come stile e missione, in famiglia, sul posto di lavoro, negli ambienti dove saremo chiamati a vivere ed operare».















