Sport | 26 dicembre 2025, 09:17

Emma Centrella da Cocquio Trevisago a New York con la passione per il basket: «Il mio obiettivo è tornare a giocare in Italia»

«La crescita, sportiva e personale, che mi sta offrendo New York è qualcosa che difficilmente avrei potuto vivere in Italia - racconta l'atleta 19enne - il mio stile di gioco è fortemente influenzato dal basket americano: intensità, fisicità, ritmo alto e grande aggressività su entrambi i lati del campo»

Emma Centrella

Emma Centrella

Chiacchierata "natalizia" con Emma Centrella, atleta di basket di Cocquio Trevisago che gioca e studia negli Stati Uniti nella St. Joseph’s University di New York. Con lei parliamo del suo percorso sportivo, dell’andamento del campionato e dei suoi obiettivi futuri.

Emma parlaci un po’ di te e della squadra in cui giochi.

Sono una giocatrice che ama lavorare duro e mettersi sempre al servizio della squadra. Dopo l’esperienza del mio freshman year in Junior College, quest’anno gioco per la St. Joseph’s University a Brooklyn, New York. La nostra è una squadra molto unita: c’è grande affiatamento e un mix di giocatrici americane e internazionali con tanta voglia di crescere. Ho trovato un ambiente serio e competitivo, con una forte mentalità di lavoro, elementi fondamentali per esprimermi al meglio.

Come sta andando il campionato?

Il campionato è molto competitivo e ogni partita rappresenta una sfida. Stiamo facendo un buon percorso, anche se sappiamo di poter migliorare sotto diversi aspetti. L’obiettivo è dare continuità al nostro gioco, restare concentrate e crescere partita dopo partita. A livello personale mi trovo molto a mio agio in campo: c’è grande intesa tra compagne e questo si vede durante le partite.

Quali sono i vostri obiettivi?

Come squadra vogliamo arrivare il più lontano possibile e giocarci le nostre opportunità fino alla fine. A livello personale l’obiettivo è continuare a migliorare, essere costante e aiutare la squadra con energia, intensità e leadership quando serve.

Torneresti a giocare in Italia?

L’Italia è casa mia e tornare a giocare lì è sicuramente un obiettivo. Mi piacerebbe portare con me tutta l’esperienza maturata all’estero. Ovviamente tutto dipenderà dalle opportunità giuste e dal progetto che mi verrà proposto. Allo stesso tempo devo dire che la crescita, sportiva e personale, che mi sta offrendo New York è qualcosa che difficilmente avrei potuto vivere in Italia.

Il tuo identikit sul parquet.

Il mio stile di gioco è fortemente influenzato dal basket americano: intensità, fisicità, ritmo alto e grande aggressività su entrambi i lati del campo. Mi piace giocare in transizione, attaccare il ferro e difendere con energia. Credo sia uno stile che un po’ manca nel basket europeo ma che lo renderebbe ancora più interessante. 

Claudio Ferretti


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#JoinPlanning

Mi chiamo Jacopo Piol, varesino di nascita ma internazionale per vocazione. La passione per la finanza mi ha condotto in tutta Europa, dove ho affinato le mie conoscenze e costruito la laurea in Economia. Oggi ho 40 anni, sono un papà e la famiglia è il mio primo pensiero, nella vita e nel lavoro. I miei clienti hanno attività, sono liberi professionisti, sono padri e madri. Il mio compito è occuparmi del loro benessere; per farlo ascolto, conosco, poi agisco: a guidarmi è la responsabilità. Il segreto è avere un piano, un obiettivo: ecco perché il mio motto è #joinplanning, unisciti a pianificare.

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