Ancora rumore. Anche questa domenica, come negli ultimi due mesi, famiglie, giovani e anziani si troveranno in piazza Monte Grappa a Varese dalle 21 alle 22.30, per rompere il silenzio e portare più attenzione sulle condizioni disumane a cui è sottoposto il popolo palestinese a Gaza da quasi due anni in particolare, e in generale da circa ottanta.
I mezzi di chi vuole la pace sono la presenza, la voce, le scelte quotidiane coscienti. Questo chiediamo ai cittadini: esserci, muniti di pentole, coperchi, strumenti veri o improvvisati per continuare a supportare l’invito della giornalista palestinese Bisan Owda a scendere in piazza con pentole e mestoli, simbolo della carestia che affligge Gaza.
L’iniziativa, promossa dal Comitato Varesino per la Palestina, è stata accolta ampiamente da tutte le persone che non sopportano più di rimanere in silenzio (famiglie, associazioni, gruppi). Di fronte al crescente sentimento di impotenza per un genocidio che scorre, immagine dopo immagine, sugli schermi degli smartphone, scendere in piazza non è più solo un gesto simbolico, ma è molto di più. Significa amplificare l’urlo della fame e del dolore di chi, da più di 70 anni, grida aiuto a causa dell’occupazione della propria terra. Significa essere scomodi per chi questo urlo non lo vuole sentire. Significa dire “noi ci siamo, vi vediamo, vi sentiamo, sentiamo il vostro dolore”. E significa confrontarsi e coalizzarsi sul da fare insieme collettivamente.
Dalle 21.00 ci si potrà radunare in piazza, dove si troveranno le consuete iniziative per accogliere i più piccoli e, novità di questa settimana, una postazione dedicata all’incontro con la lingua e la cultura araba, in collaborazione con “Language Nights”, gruppo di scambio linguistico che da anni si occupa di favorire l’incontro fra persone di lingue e culture diverse a Varese. Dalle 22.00 alle 22.15 sarà il momento del rumore, per gridare che non vogliamo essere complici silenziosi del massacro che si consuma ininterrottamente da quasi due anni a circa 2.700 km in linea d’aria da casa nostra, da Varese, dal nostro privilegio.
In queste ore la preoccupazione cresce ulteriormente. In Cisgiordania le violenze e le incursioni militari israeliane si intensificano, con un aumento delle restrizioni e delle repressioni contro la popolazione palestinese. Allo stesso tempo, i recenti attacchi alla Global Flotilla in acque tunisine e l’attacco a Doha rappresentano l’ennesima, gravissima violazione del diritto internazionale e un attentato alla libertà di navigazione e alla protezione di civili e operatori umanitari.
Secondo gli ultimi dati diffusi il 10 settembre 2025 da OCHA (Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari) solo nell’ultima settimana, 499 palestinesi sono stati uccisi e 2.258 feriti. Il bilancio complessivo, dall’inizio del conflitto (7 ottobre 2023), ammonta a 64.656 vittime palestinesi e 163.503 feriti. Di questi, almeno 2.456 persone sono morte cercando di accedere ai rifornimenti umanitari, con più di 17.861 feriti.
Di fronte a questi numeri non possiamo rimanere in silenzio: il Comitato Varesino per la Palestina invita tutti i comuni, in tutta la provincia e oltre, a unirsi ogni domenica facendo risuonare piazze e campane, battendo le pentole e producendo rumore come eco della popolazione di Gaza, finché il genocidio non cesserà e la Palestina non sarà libera.
Per ulteriori informazioni: comitatovaresinopalestina@gmail.com














