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Busto Arsizio | 04 aprile 2025, 06:12

Baff, il premio Oscar Giuseppe Tornatore conquista il cinema Lux

Il regista siciliano si è raccontato tra aneddoti e ricordi. E ai giovani che vogliono seguirne le orme consiglia di concentrarsi su cosa raccontare più che sul come. La curiosità su Busto da lui citata ne "L'uomo delle stelle" e che fino a ieri non aveva mai visto: ecco perché

Baff, il premio Oscar Giuseppe Tornatore conquista il cinema Lux

Il premio Oscar Giuseppe Tornatore è arrivato a Busto Arsizio, ospite del BA Film Festival. Giovedì sera 3 aprile il Teatro Lux di Sacconago si è riempito di persone desiderose di vedere e ascoltare il celebre regista siciliano che nell’ambito della sezione “I primi passi dei maestri” ha raccontato, in modo coinvolgente e venato d’ironia, i propri esordi e numerosi aneddoti.

Ad attendere l’autore di Nuovo Cinema Paradiso, Malena e La Leggenda del pianista sull’Oceano, per citare alcuni titoli, c’erano gli esponenti dell’Amministrazione comunale, a cominciare dal sindaco Emanuele Antonelli e dall’assessore alla cultura Manuela Maffioli.

Tornatore, sorridente e generoso con i fan a cui ha elargito autografi, ha fatto il suo ingresso in sala accompagnato dall’applauso entusiasta del pubblico.

A condurre la serata, conclusasi con la proiezione del primo lungometraggio del maestro di Bagheria, Il Camorrista (1986), sono stati il direttore artistico Giulio Sangiorgi e Rocco Moccagatta.

La scintilla per la settima arte

Tornatore ha raccontato di come fosse affascinato dal cinema sin da bambino e di come fosse curioso di conoscere i meccanismi che permettevano di vedere le immagini sul grande schermo. «A dieci anni – ha detto – ho scoperto la cabina di proiezione». Per molto tempo, durante gli studi al liceo classico, ha sostituito i proiezionisti nei cinema della sua città. E gli è capitato anche di aiutare a smantellare un’antica sala cinematografica chiusa da anni e i cui interni il tempo aveva ricoperto di polvere. «Si respirava una malinconia indicibile – sono state le sue parole– e allora ebbi l’idea di un cinema che finisce».

Ed ecco così Nuovo Cinema Paradiso, vincitore del premio Oscar nel 1990.

Il primo lungometraggio: il Camorrista

Il film del 1986 nasce dall’amicizia con il giornalista Giuseppe Marrazzo, autore dell’omonimo romanzo ispirato al boss numero uno della camorra. «Viaggiava molto, – ha ricordato Tornatore – per scrivere usava una macchina da scrivere portatile e conservava i fogli dattiloscritti nella portiera della sua auto. Dovette ricominciare il libro tre volte perché la camorra gli fece saltare in aria la macchina. Quando finì, mi chiese se secondo me si poteva farne un film e se potessi farlo io».

La storia, ha spiegato il premio Oscar, era originale perché per la prima volta veniva raccontata dall’interno la nascita e la crescita di un’organizzazione criminale e ne metteva in luce anche tutte le miserie.

Tornatore riuscì, in maniera caparbia da un lato e bizzarra dall’altro, a farsi produrre dalla Titanus. Essendo una produzione costosa, vennero girati insieme sia il film sia una serie televisiva: una volta completati ebbero però vita difficile a causa delle querele (una di Enzo Tortora subito ritirata, una del boss a cui non era piaciuta la descrizione del suo rapporto con la sorella e uno di un esponente della Dc, l’assessore Ciro Cirillo) e delle lunghe vicende giudiziarie (con assoluzione finale) che portarono le opere quasi a scomparire.

Come nasce una battuta

L’ospite del Baff non era mai stato a Busto Arsizio, ma Busto Arsizio viene citata nel film L’uomo delle stelle allorchè il personaggio interpretato da Leo Gullotta annuncia che andrà a Messina e da lì a Busto Arsizio.

La battuta non è nata per caso. La scelta della città è un omaggio ad un regista e amico fraterno dello stesso Tornatore, Alberto Sironi (Il Commissario Montalbano).

I consigli ai giovani

Oggi con il telefonino si può girare un film, ha spiegato l’ospite, convinto che siamo in un’epoca bellissima dal punto di vista dei mezzi a disposizione. Ma occorre, ha precisato, conoscere le leggi del linguaggio audiovisivo e concentrarsi maggiormente su che cosa raccontare. «Il come – ha affermato – è diventato tutto sommato facile. Il cosa è molto più difficile».

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https://www.youtube.com/watch?v=dOTlmgCe6tM

Mariagiulia Porrello

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