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Hockey | 09 dicembre 2023, 08:10

Pietro Borghi, la voce che conta: «A Pergine più dura che con il Caldaro. Ma se giochiamo in 5 contro 5... Czarnecki, regole e dialogo. Stupito da Fanelli»

Stasera Mastini in Trentino (18.45), parla l'attaccante ventiseienne che da due settimane lavora per Warner Music Italy e che sa "leggere" momenti e persone: «A Crive e Perino ho detto "fate i pazzi là davanti, qui ci sono io che veglio". Il paragone con un anno fa? All'interno non è un peso, vogliamo bene a Naslund come a Desautels. Il nuovo straniero? Oltre a peso e gol, ci permetterà di tornare a giocare a 4 linee»

Pietro Borghi, 26 anni, il "cumenda" dei Mastini (foto Alessandro Umberto Galbiati)

Pietro Borghi, 26 anni, il "cumenda" dei Mastini (foto Alessandro Umberto Galbiati)

In pista è capace di dire a Perino e Crivellari «fate i pazzi là davanti, qui ci sono io a vegliare», in spogliatoio è «empatico e sorridente, trait d'union tra giovani ed esperti, pur essendo lui stesso ancora un ragazzo con l'atteggiamento di un veterano» (si dice il "peccato", ma non il peccatore che così lo definisce), sul lavoro gestisce le relazioni con gli artisti per la campagna di lancio di un single o di un album del colosso Warner Music Italy, la casa discografica per cui lavora a Milano come project manager da un paio di settimane («figo e divertente» direbbe certamente lui).

Pietro Borghi, 26 anni (5 punti con 4 assist), una famiglia nel cuore dell'hockey e di Varese grazie ai fratelli Marcello (30 anni, 3° bomber del campionato con 24 punti) e Francesco (32 anni, ha appeso i pattini al chiodo ma resta un mastino, come mamma Milena e papà Claudio), è sempre sul pezzo, mai banale, capace di leggere tra le virgole, mettendo il punto dove vuole lui.

Pietro Borghi sa "leggere" momenti e persone: come va il campionato dei Mastini in spogliatoio?

Sono arrivati una decina di giocatori nuovi, a partire dagli stranieri, e parecchi giovani da fuori città che dopo le gare, se possono, tornano in famiglia: il clima è bellissimo, stiamo bene assieme ma rispetto alla scorsa stagione è un po' più difficile ritrovarsi tutti quanti per il "quarto tempo". Quella era un complicità dettata dalla vita comune e dalla vicinanza maturata negli anni, ma questo gruppo è altrettanto sano e fatto da bravissime persone. 

Quanto sei soddisfatto delle tue prime 15 partite?

Molto. Essendo un po' contati per via di assenze e infortuni, tutti abbiamo avuto più spazio. Con una rosa tirata all'osso e 14 giocatori abbiamo battuto il Caldaro: significa che al completo possiamo vincere con chiunque.
Personalmente sono felice: ho già realizzato il doppio dei punti di tutta la scorsa stagione, ho avuto più minuti e sono soddisfatto anche a livello di prestazioni. Ho iniziato in quarta linea come centro, ritrovando una posizione che mi piace e che avevo lasciato dopo l'ultimo anno di Da Rin. Nelle ultime due partite contro Dobbiaco e Caldaro credo di aver fatto bene in quel ruolo: mi è sempre andato a genio avere un po' più di responsabilità, com'è accaduto accanto a Dennis (Perino) e "Crive" a cui ho anche detto «voi fate i pazzi là davanti, qui ci sono io a vegliare». È andata bene.

Stasera a Pergine, dove rientrano Raimondi e Tommaso Cordiano, sarà più dura di sette giorni fa: sei d'accordo?

Con il Caldaro abbiamo vinto ma avevamo le nostre 1.200 persone... Oggi non sarà facile: quando gioca in casa, il Pergine a volte si esalta e fa più paura di un Caldaro all'Acinque Ice Arena. Ma siamo super coscienti di una cosa: se facciamo quello che sappiamo, ce la giochiamo. Aggiungo che il Caldaro ha un allenatore molto ordinato e sai sempre cosa fanno, mentre il Pergine è più imprevedibile: se sono in giornata, hanno gli elementi giusti per inventarsi la giocata della vita.

Il paragone con i Mastini dell'anno scorso vi pesa?

Per noi giocatori conta relativamente: vogliamo bene a Naslund come ne volevamo a Desautels. Questi paragoni magari contano o hanno contato di più all'esterno, sia per il peso delle scelte compiute, sia perché a noi arrivavano tante domande in proposito. Siamo qui per giocare e il nostro obiettivo è uno solo, al di là di chi abbiamo al nostro fianco in pista.

C'è qualcosa che ti ha sorpreso di coach Czarnecki?

Vedendo il suo profilo, pensavo arrivasse un allenatore capace di chiedere "x" e "y", e guai se non la risposta di qualcuno era "z". Invece mi ha stupito in positivo per la sua apertura, per la capacità di dialogo e di voler capire quello che è accaduto l'anno scorso e noi. È venuto da me e ha detto: "Te la senti ancora di giocare centro? Vai e gioca centro".
Ha idee ferree sulla zona difensiva o sul forecheck e sulla pressione degli avversari quando hanno il disco, mentre sulle posizioni dei singoli e su cosa fare in attacco è aperto al dialogo e sa farsi influenzare da noi. Mi piace questa sua visione ibrida: sa quello che vuole, ma è super flessibile nell'arrivarci tramite diverse strade. 

In cosa siete cresciuti e dove potete migliorare?

Non stiamo giocando bene in power play, questo è sicuro: avere 16 minuti di superiorità contro il Caldaro e fare pochi tiri o realizzare solo due gol significa non concretizzare come dovremmo. Siamo migliorati sulla disciplina e commettiamo meno falli: in cinque contro cinque, vinciamo contro chiunque.

Cosa dovrà portarvi il nuovo attaccante straniero (sarà con tutta probabilità in pista contro il Valdifiemme sabato 16, quando Pietroniro potrà giocare da italiano, ndr)?

Oltre a peso, gol e punti, spero che ci permetta di poter tornare a giocare a 4 linee complete, un aspetto fondamentale per evitare di arrivare in fondo al campionato sulle gambe... Da un mesetto e mezzo giochiamo a tre linee: con l'avanzare della stagione, tra master round e coppa, potremmo risentirne. Serve quindi più profondità. Facendo quello che stiamo facendo con più giocatori, abbiamo tutte le carte in regola per arrivare in fondo.

Avvertite la pressione di dover rivincere? O è un'altra favoletta?

Io non l'avverto e credo che neppure il pubblico ci stia mettendo chissà quale pressione: la gente che viene al palaghiaccio non pretende di vincere.
Magari può avvertirla di più l'allenatore, perché ha visto dai filmati quello che abbiamo fatto con lo stadio pieno, o la società che prende decisioni. Dal mio punto di vista, dico che i tifosi ci sostengono in tutti i modi: sentiamo passione e amore, non pressione.

Dei nuovi, chi ti ha stupito di più? Pietroniro che fa solo gol decisivi? Crivellari che gioca in penalty killing? Perino?  

Io scelgo Fanelli perché dalla stagione passata a questa sta dimostrando una maturità impressionante, non ha commesso un solo errore, è solido, sta giocando molto bene, ha 19 anni e ha ancora moltissimo da dire.

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Diciottesima giornata - Stasera

Ore 18: Bressanone-Feltre. 18.45: Pergine-Varese. 19.30: Appiano-Como, Caldaro-Valdifiemme. 20: Dobbiaco-Valpellice. Riposa: Alleghe.

La classifica

Caldaro 43. Varese*, Pergine* 35. Appiano* 30. Alleghe 27. Feltre* 26. Valdifiemme*, Como* 18. Bressanone 13. Valpellice 7. Dobbiaco 3. *una in meno

Diciannovesima giornata - Mercoledì 13 e giovedì 14 dicembre

Mercoledì, 20.30: Como-Varese
Giovedì, 20.30: Appiano-Caldaro (20), Dobbiaco-Bressanone (20), Alleghe-Feltre, Valdifiemme-Pergine. Riposa: Valpellice.

Ventesima giornata - Sabato 16 dicembre

Varese-Valdifiemme (18.30), Pergine-Appiano (18.45), Feltre-Dobbiaco (19.30), Caldaro-Como (19.30), Valpellice-Alleghe (20.30). Riposa: Bressanone. 

Andrea Confalonieri


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