Quando metti piede al cantiere nautico Costantini di Leggiuno è come entrare in un pezzo di storia del Lago Maggiore: una storia lunga più di un secolo che si porta dietro tradizioni legate alla realizzazione e alla riparazione delle barche e soprattutto tanta passione.
Era il lontano 1° luglio del 1912 quando Luigi Costantini, dopo aver fatto esperienza a Pallanza, inaugurò l’attuale cantiere che si trova sul lungolago a Reno di Leggiuno Luigi che era maestro s'ascia, cominciò l'attività costruendo lance e motoscafi in legno, tra cui il motoscafo del grande direttore d’orchestra Arturo Toscanini.
Negli anni 50 in seguito a una grave malattia, Luigi lascia la guida dell'azienda al figlio Ubaldo che amplia il progetto iniziale introducendo anche l’officina meccanica. Una tipica impresa famigliare, costituita da gente di lago.
Il cantiere raggiunge il suo apice negli anni 60: grandi nomi dell’imprenditoria italiana toccano con mano la grande professionalità, la passione e la serietà con cui si lavora nel cantiere di Reno.
Nel 1999 a Ubaldo Costantini subentrano i nipoti, Aldo e Roberto Perucchini: fiore all’occhiello sono l’officina meccanica e la grande professionalità nelle riparazioni e trasformazioni di qualsiasi tipo di imbarcazione.
«Oggi siamo giunti alla quarta generazione - racconta Simone Perucchini, figlio di Aldo - abbiamo deciso di introdurre un ulteriore servizio per i clienti come il noleggio delle barche e potenziato l’officina meccanica: in questo modo, siamo in grado di soddisfare ogni tipo di riparazione».
Se le radici sono ben salde nella tradizione, anche il mondo della nautica non può che guardare al futuro e stare al passo con i tempi.
«Guardiamo sempre avanti - conclude Simone - preparandoci anche all’arrivo delle imbarcazioni elettriche che rappresentato con ogni probabilità il futuro di questo settore».














